Nocerina, due frecce a destra Il tandem Gaeta-Polichetti ha messo le ali

Nuovi equilibri a destra. Ma non è una formula politica. Trattasi di tecnico-tattica. Da due domeniche, Matteo Pastore ha ridisegnato la catena laterale. I risultati? Ottimi. Due vittorie, due belle prestazioni dei diretti interessati al ridisegno. Carmine Gaeta fa l’esterno basso (per Tomacelli) e Carmine Polichetti fa invece l’esterno alto (al posto di De Rosa). Lo strano percorso dei due Carmine, con diverse esperienze maturate il primo e coi primi passi da professionista mossi dal secondo. Gáeta, Gaèta, Gaetá: fate voi per l’accento. L’importante è quel che se ne ricava dall’avellinese. Spiega le sue mutazioni calcistiche. «Ad Ariano con Carmine Turco facevo la seconda punta, il mio ruolo d’origine. Poi venne Americo Ferrara, mi spostò ad esterno di centrocampo. A Melfi, con Foti, iniziai nella stessa posizione. L’arrivo di Novelli, cambiò tutto, diventai esterno basso». Giá, Novelli, poi la Salernitana: «Mezzo campionato da basso a destra, l’esonero del mister ebbe per prima conseguenza l’accantonamento mio e di Cammarota, compagni di fascia. Tornai a giocare nelle battute finali, col Manfredonia, dando a Romito l’assist per andare a segno». Pochi rimpianti, ripartenza: «Ancora Melfi, quindi il Gela, sempre da esterno di centrocampo. Ora c’è la Nocerina. Il ritorno nelle retrovie? Tutto ok. Mi sono sempre trovato a mio agio nella fase difensiva. Continuo a sentirmi un calciatore d’attacco ma nello stesso tempo son pronto a qualsiasi utilizzo per il bene comune». Intelligente e pronto alla battuta, Gaeta. Spiega così il partitone personale di domenica scorsa: «Forse il Bellaria c’ha capito poco, non comprendendo da dove arrivava il pericolo devastante. Scherzo, il merito è di tutti. E’ stata una prestazione super, ci deve convincere ancora di più delle forze che abbiamo». Sette anni in meno e tante esperienze in meno, ecco Polichetti, il ’90 cresciuto in casa, disciplinato al massimo nel seguire i dettami di Pastore, mister che conosce fin dalle tappe giovanili nella vicina Nocera Superiore: «Son cresciuto col mister, prima al Nuceria e poi alla Virtus Fortitudo, so cosa vuole da me ed in generale cosa vuole dai calciatori di fascia nel suo gioco. Per me è un sogno che si è avverato, giocare tra i professionisti e accanto a gente di valore, partendo proprio da Gaeta, con uno del genere diventa tutto più facile». Testa sulle spalle, il giovanotto di Casali di Roccapiemonte guarda anche oltre l’avventura calcistica in senso stretto: conseguita la maturitá scientifica al “Rescigno”, si è iscritto all’Isef. A Catanzaro, in coppa, gol e grande gara. Tutto va conquistato per gradi. Se sei giovane e uno di casa, gli esami aumentano a dismisura. Tornato in panca, ha atteso l’occasione buona (la mini-rivoluzione dopo il ko con la Sangiovannese) per tornare in prima fila, cercando di migliorarsi ulteriormente, allenamento dopo allenamento. Magari cercando pure di carpire i segreti del mestiere, quello di esterno tuttofare, di occupante fascia destra che sale e scende, attacca e difende.


Marco Mattiello, LA CITTA’