Palumbo, tre reti e una dedica particolare

Tre gol, le braccia al cielo ed una lacrima d’intenso dolore per onorare con un’emozione autentica la perdita del caro cugino Raffaele e la sua prima tripletta storica tra i professionisti. Roberto Palumbo, l’eroe di Lucca, il bomber che ha strapazzato l’ex capolista e rigenerato le ambizioni della Nocerina, vorrebbe piangere, ma non lo fa, prova ad esser duro e marmoreo anche fuori dal campo, ma negli spogliatoi del Porto Elisa, quando l’intero gruppo l’ha celebrato, un brivido lungo gli ha percosso la schiena: «La sensazione più strana ed intensa di tutta la mia vita» racconta il potente attaccante col nodo alla gola. Perché dieci giorni fa ha dovuto assistere impotente alla morte del cugino Raffaele: «Aveva appena 32 anni, mi seguiva ovunque, era il mio primo e più grande tifoso». E 48 ore dopo perfino anche la sorte ha deciso di colpirlo: «Con la Sangiovannese colpii un palo incredibile e dopo pochi minuti segnai nella porta sbagliata condannando la Nocerina alla sconfitta». Risultato? Tra dolore e disperazione non ha dormito per due notti intere alla ricerca di una serenità che soltanto il campo ed i gol potevano restituirgli. E a Lucca, dopo una settimana intera trascorsa a covar malessere e rivalsa, s’è sbloccato e liberato. Alla sua maniera: girandosi come un felino all’interno dell’area di rigore per poi esplodere un destro fulmineo, potente, preciso per la rete che ha dato il via alla goleada rossonera. Messe da parte le paure ha giocato sul velluto, ha tirato fuori dal cilindro altre due perle (rasoterra all’angolino il secondo gol, tap in sottomisura il terzo dopo essersi abilmente svincolato dalle marcature) e s’è staccato di dosso con violenza ed orgoglio la più fastidiosa delle etichette: il bomber buono soltanto per la serie D. «È vero, il meglio di me è venuto fuori in Interregionale, ma non mi sento affatto un attaccante acerbo per il professionismo e a Nocera ho finalmente l’occasione per dimostrarlo». Negli ultimi quattro campionati di D (Lavello, Siracusa, Aversa e Nocerina) ha realizzato ben 64 reti: ciò significa che per il dilettantismo era sprecato e che tra i professionisti ha il futuro assicurato. «Non mi è mai stata concessa un’opportunità concreta nel corso della mia carriera e la Nocerina finalmente mi permette di giocare con continuità e fiducia. Sono certo che questo sarà l’anno della svolta, della consacrazione definitiva». Per Palumbo e chiaramente per la Nocerina, tornata da Lucca con convinzioni di ferro: «Ci sentiamo forti, ma non dobbiamo calare la guardia. Non siamo diventati fenomeni tutto d’un tratto – chiarisce il bomber napoletano – Quando siamo messi sotto pressione diamo il meglio di noi stessi ed è così che dovremo proseguire, restando sempre sulla corda, evitando atteggiamenti superficiali e di superiorità». Quella va imposta sul campo e con un Palumbo così, specializzato in gol impossibili, si può andare lontano, molto lontano. Il bomber s’è sbloccato ed il dolore è terminato: per lui, per la Nocerina.

 

Filippo Zenna, IL MATTINO