Tessera si tessera no

In molti si chiedono ancor oggi cos’è la tessera del tifoso, tanto cara all’attuale Ministro Degli Interni Maroni.

A tal proposito, vogliamo in queste poche righe, dare una sommaria delucidazione su questo nuovo oggetto di contesa tra le Prefetture e le Forza dell’ordine da un lato e dalle tifoserie tutte dall’altro.

L’esigenza di tale strumento nasce dalla ricerca continua da parte dell’ Istituzioni,dell’eliminazione di atti di violenza legati al giuoco del calcio, infatti la cronaca degli ultimi anni ha registrato molti e pesanti episodi di violenza, che purtroppo a volte hanno fatto contare delle vittime.

Senza ombra di dubbio, gli stadi devono ritornare luoghi di aggregazione ed in esso bisogna rivedere interi nuclei familiari, dove poter trascorrere serenamente un paio di ore, sostenendo i propri colori.

La tessera, fatta passare come strumento per agevolare l’acquisto di biglietti, gadget ed altro materiale sportivo, non è nient’altro che uno strumento fine al controllo dei possessori, per accettarsi o meno della loro presenza negli stadi, ma non finisce qua, anche perché i biglietti nominativi possono essere visti in pratica allo stesso modo, sono le modalità di rilascio che lasciano seri dubbi.

I tifosi non contestano “la schedatura”, cosa che a dire il vero oramai avviene già da tempo, visti i biglietti nominali e altro, soprattutto per quando si va in trasferta, ma la cosa più sconcertante è l’applicazione dell’art.9 di questa legge, che vieta a chi ha subito il “daspo”di poter entrare in possesso di tale tessera. In effetti una persona che negli anni passati ha subito un provvedimento restrittivo per motivi legati al calcio non si può più riabilitare, e quindi non può assistere alle trasferte della propria squadra del cuore; tutto questo in barba a cosa dice e vuole la Ns Costituzione, che prevede la riabilitazione dei soggetti che hanno commesso reati.

 

Gli Ultras Rossoneri dal canto loro hanno manifestato il loro diniego a tale provvedimento, con una singolare protesta; a differenza di altre piazze, infatti, dove per i primi 45 minuti di gioco si è stati in silenzio, hanno ben pensato di non affollare le gradinate della “propria” curva restando nel piazzale antistante lo stadio  San Francesco a gridare slogan contro la tessera del tifoso, senza nessuna manifestazione violenta, ma cercando altresì di far capire agli altri sostenitori della Nocerina le ragioni della loro protesta e magari chiedendo anche un loro appoggio non entrando allo stadio, per tutto il primo tempo.

In tutto questo l’AGS Nocerina non è stata a guardare, e dopo il comunicato stampa fatto circolare in settimana, dove il Presidente e la società tutta chiedevano di rivedere tale provvedimento, hanno ben pensato di “sostenere” tale pacifica protesta, consentendo ai possessori dei tagliandi di curva, che volevano comunque assistere alla partita, di potersi accomodare nel settore distinti dello stadio San Francesco, lasciando in questo modo il settore curva completamente vuoto, creando un singolare colpo d’occhio. Scelta condivisa da tutta la tifoseria Rossonera, che trova pieno sostegno di www.ForzaNocerina.it, che fin da ora si rende e rende disponibili i propri mezzi per una maggiore divulgazione della specifica problematica e per un maggior dialogo fra le parti.

 

Francesco Cuomo, ForzaNocerina.it