Pastore aspetta Babatunde e Giraldi

Recupereranno Babatunde per l’attacco e Giraldi per il centrocampo? Smaltita la dignitosissima eliminazione dalla Coppa Italia, è diventato l’argomento del giorno di casa Nocerina. Se per l’eventuale sostituzione di Babatunde c’è sempre pronto Iannelli (pur aggiungendo sul fronte attacco il lieve mal di schiena che affligge Palumbo), diverrebbe del tutto inedita, almeno in versione campionato, quella relativa a Giraldi. Con Serrapica squalificato, Matteo Pastore dovrebbe varare, in caso di forfait Giraldi, un nuovo asse centrale per la zona nevralgica del campo in occasione dell’arrivo al San Francesco della friulana Itala San Marco. Accanto a Iannini giocherebbe, infatti, Iovine, da mesi senza una partita vera, collaudato però con discrete indicazioni proprio mercoledì in coppa col Taranto. Autonomia gioco forza limitata dal ritmo partita diverso ed inferiore rispetto al resto della compagnia. Ma gran voglia di tornare protagonista, dopo le belle cose mostrate negli scorsi anni con Verona e Spezia, prima di fermarsi per infortunio al ginocchio. Ieri allenamento a scartamento ridotto sulla pista del San Francesco, per qualche altro giorno manto erboso ancora vietato causa semina da poco portata a termine. Sul fronte tifosi, tiene invece banco l’amara sorpresa riservata a chi si è recato a Taranto mercoledì. Amara sorpresa di questo genere: il divieto di esporre lo striscione che citava Enzo Salzano, uno dei leader tra i tifosi della curva, scomparso prematuratamente mesi fa e ricordato per sempre dalla tifoseria con lo splendido murales che campeggia dinanzi alla curva Sud del San Francesco e con tante altre iniziative. La reazione dei tifosi rossoneri? Lasciare con compostezza lo stadio, evitando reazioni particolari dovute alla delusione ed alla rabbia accumulata in quel momento, evitando così di diventare oggetto di facili prese di posizione. Su Facebook, il gruppo “Enzo vive” ha protestato con la seguente scritta fatta girare: «Il rispetto per la vita va oltre ogni divieto. I ragazzi di Nocera hanno abbandonato Taranto in modo civile ed esemplare, lasciando lo stadio. Diciamo no a questo calcio moderno».

Marco Mattiello, LA CITTA’