«Quegli inizi in rossonero»

«Ero un ragazzino»: così comincia il racconto da ex di Enzo Torrente, l’allenatore del Gubbio, prossimo avversario rossonero. Era un ragazzino quando da Cetara arrivò alla Nocerina. Appena sedicenne quando esordì in C1. Ma nessuno dubitava su di lui, nemmeno Gigi Fasolino, l’allenatore d’emergenza di una squadra che l’anno prima aveva sfiorato la B e che nell’anno in questione, ’82/’83, si incamminava verso la retrocessione. Lui ed altri giovanotti riuscirono ad esordire. Ma Torrente era il più determinato in assoluto. Applicazione feroce sull’attaccante avversario, come poi gli accadde per anni e anni nel suo Genoa, frequentato ad altissimi livelli. Comincia dal ricordo della sua cessione: «Se ricordo bene avvenne nell’85, la Nocerina, col direttore dell’epoca Alfonso Pepe, dalla mia cessione al Genoa ricavò soldi per iscriversi al campionato successivo». Ma il presente chiama ad evitare la nostalgia. Adesso Enzo allena il Gubbio, per volere del direttore tecnico Gigi Simoni (proprio lui, l’ex Inter e Napoli). C’è voglia di salire in alto ma «non è stata una grande partenza, lo dicono i numeri – afferma Torrente – Lucchese a parte, però, in questo girone c’è un equilibrio tale da consentire recuperi svelti. La Nocerina? L’ho detto giá in estate, indipendentemente dal valore della squadra, il pubblico di Nocera riesce a fare la differenza. E poi il valore della squadra c’è, la vittoria a Lucca non può essere definita casuale».

Marco Mattiello, La Città