PIANETA TIFO: Casimiro … per sempre molosso

PIANETA TIFO: Casimiro ... per sempre molosso

Ore 21.23, ad aspettarmi al civico 25 di via Orlando la signora Italia e la figlia Rosaria. Si respira Nocerina fin dall’ingresso del piccolo appartamento. Foto e cimeli sono ovunque, sulle pareti e sui mobili quasi non c’è più spazio, il rossonero è, naturalmente, il colore predominante.

Siamo a casa Iannone, di Casimiro Iannone o meglio del capo degli ultras. La Nocerina fatta persona, una vita, la sua, breve ma intensa, dedicata alla squadra del cuore. Rosso e nero, passione e dolore, sempre col sorriso sulle labbra anche nei momenti più difficili, quelli di una brutta malattia se l’è portato via nel fiore degli anni.

Seduti al tavolo, nelle parole dei suoi cari, Casimiro però sembra essere ancora qui, presente in ogni momento, in ogni ricordo: “Quand’è nato nel lontano 12 Marzo 1961 – ricorda la signora Italia – suo padre era allo stadio a vedere la Nocerina, quel giorno di scena a Battipaglia. Un inequivocabile segno del destino – sorride – da lì in poi è stato un crescendo, basti pensare che l’edicola di famiglia è ben presto diventata un vero e proprio punto di ritrovo per tutti i tifosi, per tutti gli amici”.

Un sogno il suo, quello dell’aggregazione molossa che ben presto, grazie alla collaborazione degli amici di sempre Chicco, Enzo e Francesco, sfociò nella fondazione del Centro di Coordinamento e ancor prima, negli anni 80, nella fondazione degli storici Mastiff’s Supporters. L’aggregazione, il suo grande obiettivo, la compattezza, l’unitĂ  di una curva, ciò che auspicava, una grande famiglia pronta a ringhiare ogni qual volta ve ne fosse bisogno.

Sono anni fantastici, ricchi di ricordi, interviene la figlia Rosaria raccontando aneddoti domenicali cha in casa Iannone erano ormai diventati una consuetudine: “mangiare alle 12.30, far coincidere le festività familiari con il calendario dei molossi, la festa dei 50 anni trascorsa prima allo stadio, accanto a quella che mamma definiva la sua amante, la Nocerina, e poi la sera con tutta la famiglia. La domenica era un giorno sacro per papà, ovunque c’era la Nocerina lui doveva esserci, sia in casa che in trasferta”.

Tra le tante, quella rimasta più impressa ai suoi cari, è sicuramente quella di Frosinone. Campionato 1994-1995, treno speciale, carovana di tifosi molossi al seguito della squadra come piaceva a lui. Ci fu qualche disordine e anche lì Casimiro, ancora una volta per chi avesse qualche dubbio, dimostrò il suo carisma da capo proteggendo un giovane sedicenne tifoso nocerino dall’arresto, addossandosi lui tutta la colpa dell’accaduto.

Carisma, passione, aggregazione, in poche parole Casimiro il capo degli ultras, che con la storica maglia numero 7 sulle spalle, quella di Pallanch, il suo idolo, guiderà le sorti di una curva che, in quel periodo, riceverà attestati di stima da tutta l’Italia “curvaiola” così come testimoniato dalla presenza nel giorno dei suoi funerali dei massimi esponenti anche delle tifoserie storicamente avverse a quella molossa.

La chiacchierata con Rosaria e Italia procede in maniera semplice. Ogni ricordo è motivo di sorriso: “Anche nei momenti più brutti c’era sempre un pensiero per la Nocerina. Tutte le domeniche aspettava l esultanza della curva per gioire della gesta dei suoi beniamini. A serie B conquistata è tornato sui gradoni del San Francesco, a casa sua ancora per 90 minuti, gli ultimi. La passione e l’amore per la maglia rossonera sono stati più forti delle difficoltà fino alla fine”.

Onore a te Capo, che anche da lassĂą, ogni maledetta domenica con indosso la tua amata numero 7, siamo sicuri continuerai a tifare Nocerina.

Salvatore Battipaglia, ForzaNocerina.it