CAPUANO fa le carte ai molossi: “La spinta dei tifosi arma in più”

CAPUANO fa le carte ai molossi: "La spinta dei tifosi arma in più"

Irriverente, vulcanico, istrionico, ma altrettanto competente in materia calcistica, Ezio Capuano è uno dei personaggi più controversi del mondo pallonaro nostrano, recentemente balzato agli onori delle cronache per una sfuriata registrata al termine di una sconfitta in amichevole del suo Arezzo contro il Lucignano, formazione di Promozione. Una carriera da girovago della penisola e oltre, tanti “miracoli” all’attivo, Sora, Juve Stabia, Paganese, Potenza, su tutti, ma anche Eupen, nella massima divisione belga, e Nocerina.

NOCERA IL PIÙ GRANDE RIMPIANTO DELLA CARRIERA DI CAPUANO. Ed è con la solita schiettezza, che da sempre lo ha contraddistinto, così come spesso ama ripetere, che il tecnico salernitano si racconta e racconta dell’esperienza in rossonero nella tribolata stagione 2002-03: “Sono passati oltre quindici anni da quella maledetta stagione, ed ancora oggi ho i brividi a parlarne – dichiara il trainer aretino – Quella squadra, sono convinto, l’avrei portata in C1 se non fossero sorti alcuni problemi nello spogliatoio, da Foggia in avanti. All’epoca commisi anche tantissimi errori di gioventù, ed è per questo che Nocera rappresenta, per me, il più grande rimpianto della carriera”.

I TIFOSI L’ARMA IN PIU’ DEI MOLOSSI. Anche il rapporto con i tifosi, tuttavia, probabilmente legato ai risultati sportivi, è stato altalenante: “Di loro mi resta comunque un ricordo meraviglioso, sia per il calore che per l’entusiasmo devastante – puntualizza – Ho sempre difeso i popoli, ed è per ciò che sono stato sempre amato, a prescindere dalla mia carta d’identità e dalla mia provenienza geografica. Ho amato a mia volta la piazza in maniera illimitata, così come la società nella persona di Mario Gambardella che mi ha sempre appoggiato in maniera incondizionata”. Di quell’entusiasmo, oggi, resta ben poco; c’è da ripartire e ricostruire il tutto sin dalle fondamenta, squadra e tifoseria, con il Città di Nocera pronto a raccogliere l’eredità storica dei molossi: “Seguo sempre le squadre che ho allenato – ammette Capuano – So benissimo del dualismo con l’Fc Sorrento, e conosco anche gli organici allestiti dalle due società. Due squadre che non hanno niente a che vedere con l’Eccellenza, e che se la giocheranno in testa fino alla fine del campionato. Le differenze sono minime, ma il Città di Nocera, secondo me, ha dalla sua un qualcosa in più, il suo pubblico” che però è il grande assente di questa prima parte di stagione: “Comprendo le motivazioni degli ultras, gli ultimi ancora oggi ad avere una visione romantica della propria squadra. Saranno le vittorie la migliore arma per convincerli della bontà del nuovo progetto e, magari, anche la riacquisizione del nome storico da qui a qualche tempo. Auguro alla Nocerina, perchè per me è giusto che si chiami così, le migliori fortune, nella speranza di ritrovarla presto nelle categorie che le competono”.

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it