PAGANESE-NOCERINA 0-3, Sandro Luciano ricorda il gol nel derby del 1994

PAGANESE-NOCERINA 0-3, Sandro Luciano ricorda il gol nel derby del 1994

Alle volte può capitare di emozionarsi per una partita anche di mercoledì pomeriggio. Lo ha permesso Sandro Luciano, ex calciatore della Nocerina, che questo pomeriggio ha ricordato con un post sul suo profilo Facebook la sua rete segnata alla Paganese, in un derby giocato nella stagione 1993-1994.

Prima di ripercorrere il match, subito un curioso aneddoto riguardante il prepartita di quella gara: “Ricordo ancora bene la rifinitura prima di quel derby. Era un freddo sabato mattina, nessuno parlava, eravamo tutti concentrati e seriosi. I tifosi ci avevano chiesto testa, impegno, ma soprattutto cuore. L’aria era un po’ tesa all’interno dello spogliatoio, mentre ci vestivamo solo poche parole. Allora decisi di inventarmi una cosa: trovai nello sgabuzzino una trombetta da stadio, lasciai uscire dallo spogliatoio tutti e poi io per ultimo sotto quel magico sottopassaggio mi misi a suonarla correndo come un pazzo tra lo stupore e le risate dei miei compagni di squadra. Il nostro allenatore Lamberto Leonardi, romano doc, in una delle sue solite pose (…con le braccia conserte dietro la schiena) esclamò a sua volta un altrettanto solita e colorita espressione: “a Luciaaaaaa’ li mortacci tuaaa”. Una volta entrati sul terreno di gioco, durante la fase iniziale parlavamo tra di noi, qualcuno diceva: “chissĂ  domani se verranno…”? “Chi”? rispose uno di noi… “I tifosi”, ribadì un altro ancora. “Ma sei pazzo” si girò qualcuno… “stanno giĂ  là”… “vengono vengono”…“.

Si giocava sul neutro del “San Ciro” di Portici, dove erano attesi numerosi tifosi rossoneri a fronteggiare i vicini supporters azzurrostellati. Le immagini di Luciano sono nitidamente impresse nella mente: “Era il 30 gennaio del 94′, 24a giornata di campionato. Quando arrivammo allo stadio S. Ciro di Portici, sede neutrale del derby, una volta scesi in campo per il riscaldamento il settore destinato ai tifosi di casa era quasi strapieno e si preparava ad una coreografia. Non so dire con certezza quanti erano, forse in 3000…I nostri, a meno di mezz’ora dall’inizio, erano appena in 2-300 nel settore difronte a quello avversario con le due curve vuote. Eravamo concentrati, ma guardavamo lassĂą sugli spalti e ci chiedevamo tutti del perchĂ© erano così in pochi. Vi posso giurare che quel fantastico gruppo era un tutt’uno con i tifosi! Un amore forte, viscerale!
Finito il riscaldamento rientrammo per il riconoscimento con la terna arbitrale. Appena uscì l’arbitro con i suoi collaboratori, qualcuno (il mitico, un fratello per me, Andrea Pallanch) ci spronò: “ragazzi pensiamo a noi, concentrati, ce la faremo, siamo piĂą forti. Facciamolo anche per chi non verrĂ  ed è rimasto a casa…”. Arrivò il momento di entrare in campo e appena sotto la scaletta del sottopasso ci apparirono i tifosi paganesi, ma il nostro sguardo finì subito sui nostri, appena sulla destra…il settore era pieno…ci guardammo e pensammo nella mente…quantomeno siamo pari….ma tra fumogeni, fischietti, bandiere, sciarpe e tifo sentimmo un fragore alle nostre spalle… Quando ci girammo indietro vedemmo la curva strapiena di molossi… altro che alla pari, erano di piĂą i nostri! Ho ancora i brividi a pensarci, e penso anche i miei compagni di squadra
“.

Luciano ha raccontato il momento della rete che permise alla Nocerina di raddoppiare il punteggio: “Quando realizzai il gol dello 0-2 corsi subito da loro, non potevo non farlo! Ero un centrocampista di fascia che faceva tanti cross ed assist per gli attaccanti, ma pochi gol, non potevo non “volare” da loro… Quel popolo mi aveva trasmesso un amore incredibile! Avevo perso da poco il mio papĂ , ma loro mi amavano, mi abbracciavano col cuore, molte volte mi incontravano alla fermata dei pulman, poichĂ© non avevo la macchina e per tornare a casa il bus era l’unico mezzo, loro, parecchi di loro che spesso assistevano agli allenamenti mi accompagnavano con la macchina specie in giorni piovosi. Quel derby finì 0-3 per noi, alla ripresa degli allenamenti, il martedì successivo, non so quanti di loro entrarono in campo per venirci ad abbracciare, personalmente ho un ricordo di uno dei tanti che venne a darmi un bacio ed un abbraccio che non ho mai dimenticato… (Casimiro!) Quel tempo è purtroppo passato, oggi è tutt’altra storia. Ma in quel tempo noi abbiamo scritto una pagina importante ed indelebile nel cuore dei rossoneri!“.

Emozionato, da quanto trapela dalle sue parole, Luciano ha poi voluto formulare il suo ‘in bocca al lupo’ ai molossi per il campionato alle porte: “In bocca al lupo per la prossima stagione cara Nocerina! Io non ti ho mai dimenticata e mai lo farò! Ti devo tanta e tanta riconoscenza! Una cosa però devo dirla e so perchĂ© la dico. Per conquistare quella gente io ed i miei compagni di allora venivamo da mille sofferenze. Mille sacrifici. UmiltĂ  e dedizione! E…nessun regalo o pacco..! Chi toccava uno toccava tutti! Tutti uomini con le palle sotto! Scusate ma…la NOCERINA non è per tutti! Avanti molossi!”.