UNA STORIA FA, quella favola che finì in Serie B

UNA STORIA FA, quella favola che finì in Serie B

Quando dici a un bambino: “c’era una volta”, puoi essere sicuro che l’attenzione del piccolo sarà rivolta a te! Quando lo dici a un adulto, potresti fargli storcere il naso. Ma questa storia deve per forza cominciare così.
Perché, c’era una volta, quasi un secolo fa, nell’allora periferia romana, un bel campetto di gioco. Era un impianto polisportivo realizzato – guarda un po’ – nel 1910 e ci correvano su sue ruote e ci giocano i calciatori. In ossequio alla vicinanza a una delle più celebri vie consolari dell’epoca romana, quel bel campetto si chiamava “Motovelodromo Appio”.

Ora, restando nell’ambito della favola, dobbiamo trovare dei buoni e dei cattivi. Non è difficile. E i buoni non erano semplici buoni, ma un manipolo di eroi che indossava un’armatura rossonera che, invece che draghi, dava la caccia a un pallone. Erano fieri e ardimentosi, come veri molossi!
I nostri eroi avevano sconfitto stabiesi e torresi, nolani ed ercolanesi – e tanti altri fieri avversari – in un lungo cammino che si chiamava “Lega Interregionale Sud”.
Ma la loro avventura non era finita. Il destino gli pose davanti nuove sfide: Monopoli, Turris, Messina, Benevento e Giostra in quel girone che le persone chiamavano: “Finali di Lega”. I nostri eroi non si tirarono indietro e conquistarono altre vittorie.
Eppure, nonostante le loro fatiche, tutto ciò non fu ritenuto abbastanza.

È per questo motivo che la nostra storia ci porta nella “città eterna”, a Roma, al cospetto del Motovelodromo Appio. Era il 7 agosto del 1947, un giovedì. È in questo caldo pomeriggio estivo, in questo storico impianto romano, che facciamo, finalmente, conoscenza dei nostri eroi. Si chiamavano: Aldo De Fazio, Gildo Montagner e Renato Ferrarese. Renato Cipriani, Mario Busidoni e Giuseppe D’Acunto. Oberdan Marchionni, Armando Palma e Otello Longhi. Remo Galli – che fu calciatore e allenatore – e Giuseppe D’Avino. I “cattivi” erano undici ragazzi del Monopoli. La palma, per i vincitori, si chiamava Serie B. Gli sconfitti sarebbero rimasti in C. E i rossoneri trionfarono con le reti di Marchionni al 4° , Palma al 34° e al 55°  e Galli all’83°. A nulla valse il momentaneo 1-3 di Adducci (al  73°). Il risultato finale fu di 4-1. Quegli eroi portarono la città di Nocera, per la prima volta nella sua storia, in Serie B. E quella favola divenne una meravigliosa realtà.

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it