UNA STORIA FA, quando il rigore di un ragazzino finì in un libro

UNA STORIA FA, quando il rigore di un ragazzino finì in un libro

Gli anni Cinquanta del secolo scorso non furono certamente brillanti per i colori rossoneri. Dopo i fasti del decennio precedente, i molossi furono costretti a districarsi tra i polverosi campi minori della loro regione. Al termine della stagione 1957-1958, la squadra retrocesse dal Campionato Interregionale di Seconda Categoria e, nell’annata successiva, riuscì soltanto a guadagnare l’ammissione al neonato campionato di Prima Categoria (una sorta dell’attuale Eccellenza). La stessa partecipazione a questo campionato non fu esaltante. Tuttavia, la Nocerina era in “buona” compagnia. C’erano alcune rivali storiche che rendevano almeno interessanti le sfide domenicali. I derby con Cavese, Angri, Battipagliese, Scafatese e Paganese erano comunque esaltanti e vibranti.

La quinta giornata del girone di andata vide il confronto tra i molossi e gli azzurrostellati: “tipico incontro di campanile fra due squadre anelanti ambedue alla vittoria”, secondo un giornale dell’epoca. Gli ospiti erano primi in classifica, mentre i molossi avevano “il morale a pezzi” dopo il sonoro 5-1 rimediato in casa del Santa Maria. Per di più, la squadra di mister Antonio Punzi doveva rinunciare al portiere titolare. La gara è, tutto sommato, equilibrata. Se la Paganese sciupa subito “due facili occasioni”, anche la Nocerina avrebbe meritato di trovare il gol se il portiere ospite D’Amora non avesse neutralizzato “due occasioni di platino”. Da registrare l’espulsione del paganese Gambino (avvenuta “dopo tre ammonizioni”). Ma il vantaggio numerico, secondo Caputo – il cronista dell’epoca – fu ininfluente ai fini del risultato finale, in quanto “la Nocerina poteva già considerarsi in dieci uomini fin dall’inizio dell’incontro per l’inconsistenza del centrattacco Gaggioli, fatto scendere in campo pur essendo privo di allenamento”.

Tra un episodio e l’altro, la gara scorre via fino al 42° della ripresa quando il giovanissimo centravanti Edgardo Bianchi con “un tiro rabbioso e preciso” avrebbe certamente bucato la rete dei “cugini” se la palla non fosse stata deviata oltre la traversa da una parata “a palme aperte” di un difensore ospite: “rigore sacrosanto”, come nota lo stesso cronista. Sulla palla si porta lo stesso attaccante bolognese…
Quello che successe, lo faccio raccontare ad Antonio Michielon che, nel 2011 ha dedicato all’attaccante di Molinella il volume “Edgardo Bianchi, parola di mister”:

«Le sue esibizioni avevano, durante il servizio militare (1958/59 con la Cavese e 1959/60 con la Nocerina), entusiasmato soprattutto i tifosi di quest’ultima e nel particolare quando seppe, tra un avvolgente silenzio che aleggiava sulle gradinate e dentro il campo, calciatore con freddezza glaciale e con fare da manuale, il rigore (88’) “con portiere a destra e pallone a sinistra”, che decise le sorti del super derby con la Paganese. Edgardo risolse in poche attimi, in uno stadio pieno di folla entusiasta, in un paese dove si viveva di pane e calcio, il destino di una stagione, scrivendo così l’ultimo capitolo, l’ultima pagina, anzi l’ultima parola del romanzo della gara. Fu un momento che follia e spirito da quartiere, che caratterizzano le stracittadine soprattutto al
Sud, si mescolarono generando il calore di una piazza assai esigente in fatto di calcio, l’abbraccio di una città con le sue contraddizioni e le sue passioni e una tifoseria (quella campana), che celebrava un’ineguagliabile mole di aspettative. Gli fu tributato un vero e proprio trionfo d’affetto, di riconoscenza, d’umanità, d’altronde aveva preso con sé i sentimenti dei tifosi, portati in campo e scaraventati dentro la rete insieme a quel pallone calciato con un sinistro che non aveva conosciuto alcuna pietà per l’avversario. E i media? Dalla stampa locale e dalle colonne della “Gazzetta dello Sport” (che avevano già l’anno precedente decantato la rete con la maglia della Cavese contro la Nocerina) arrivarono commenti lusinghieri sulle prove del “bolognese Bianchi, l’uomo derby».

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it