UNA STORIA FA, quando gli ospiti non attaccarono più

UNA STORIA FA, quando gli ospiti non attaccarono più

I play off nazionali del campionato di Serie D 2008-2009 riservarono ai tifosi della Nocerina un turbinio di emozioni difficilmente dimenticabili da parte di coloro che li hanno vissuti. I molossi, abbondantemente secondi in campionato dietro l’imprendibile Brindisi, si aggiudicarono il passaggio al triangolare nazionale dopo aver seppellito di gol l’Ischia (5-0) e aver regolato di misura (nei supplementari) il forte Pianura, grazie a un bel tiro a giro di Cavallaro dal limite dell’area di rigore.

I sorteggi della fase nazionale riservarono ai rossoneri un mini tour della Penisola: c’erano i lombardi del Salò e i toscani del Gavorrano.
Nel primo turno, il Gavorrano regolò il Salò per una rete a zero. Nella seconda gara, mercoledì 10 giugno, i molossi dovettero andare a far visita alla bella cittadina in riva al Lago di Garda. Nonostante il turno fosse infrasettimanale e la distanza proibitiva, tantissimi tifosi molossi decisero di seguire la squadra in Lombardia. La compagine di Matteo Pastore, inizialmente, sembrò ricambiare tanto affetto passando in vantaggio al 29° del primo tempo con Cavallaro. Ma la doppietta di capitan Quarenghi e il definitivo 3 a 1 di Zanardo resero, a quei poveri tifosi, ancora più lunghi i circa 900 chilometri che separano il Garda dall’Agro nocerino.

Neanche il tempo di metabolizzare la sconfitta che, domenica 14 giugno, al San Francesco arrivò il Gavorrano. Più che un ultimo turno del girone (le gare erano di “sola andata”) si trattava di uno spareggio. Uno spareggio, però, che vedeva ampiamente sfavorita la Nocerina che, per passare – a parità di punti – doveva risultare la squadra che aveva segnato più gol. Insomma, i grossetani avrebbero potuto superare il turno vincendo, pareggiando o perdendo con meno di due gol di scarto. I molossi dovevano vincere superando i rivali di almeno tre gol.
Nonostante il caldo, tirava un’arietta particolare, al San Francesco, quel giorno. Gli ospiti furono accolti da un bel gruppo di tifosi ruggenti. Quando cominciò la partita, 4000 molossi cominciarono a incitare la squadra di Pastore. Tuttavia, il Gavorrano non accusò timori reverenziali e, al 15° del primo tempo, Gemignani portò in vantaggio gli ospiti. Lo stadio gelò.
Fortunatamente per i rossoneri, passarono solo due minuti quando Pippo Tiscione, al termine di un’azione prolungata nell’area di rigore dei toscani, trovò il corridoio giusto: 1 a 1. Palla al centro. La pressione constante di Serrapica e compagni portò, al 31°, Cavallaro a involarsi sulla fascia e servire al centro dell’area Roberto Palumbo. Il bomber napoletano s’aggiustò la sfera e trafisse Vaccarecci per la seconda volta.
Neanche il tempo di cominciare la ripresa che, al 1° minuto, Tiscione, servito da un lancio lungo di Girardi, quasi dal fondo, mise la palla in rete. Era stato un tiro? Era stato un cross? Il dubbio rimane ancora oggi. Ma quel che è certo è che fu 3 a 1.
Quattro minuti dopo, Cavallaro superò due uomini e, dalla propria metà campo servì in profondità Ibrahim Babatunde. L’attaccante nigeriano, in una di quelle classiche azioni che sembrano non finire mai, fece rimbalzare la palla, entrò in area, superò un avversario, aspettò… aspettò ancora, e trafisse Vaccarecci per la quarta volta. Lo stadio esplose.
L’impresa era compiuta? No, mancavano ancora 40 minuti (più recupero). In quell’enorme lasso di tempo, una rete del Gavorrano sarebbe servita per eliminare i molossi, ma sarebbero passati i lombardi. I toscani avevano bisogno di due gol. Ma, poteva mai passare il Salò? Un squadra che non stava neanche giocando? Una bella domanda alla quale i classici bene informati hanno la risposta.
Costoro raccontano che, negli spogliatoi, c’era stato una tacito accordo tra le due compagini: se il risultato fosse stato in bilico a favore dell’una o dell’altra squadra, negli ultimi minuti della gara, i calciatori della formazione in bilico avrebbero abbassato la carica agonistica. Nessuno sa se sia andata così. Probabilmente si tratta delle solite fantasie messe in giro da quelli che sanno sempre tutto.
Tornando alla cronaca, a dieci minuti dal termine, sul 4-1 per i molossi, il radiocronista di ForzaNocerina.it, Carmine Apicella, con la voce rotta dall’emozione, cominciò a gridare: “Non attaccano più… non attaccano più”. La partita terminò senza ulteriori emozioni e la Nocerina approdò alle semifinali dei play off.
Ma quel che davvero conta è che, a oltre dieci anni di distanza, il ricordo di quella gara è un motivo di gioia da parte di chi trovava nei colori rossoneri uno dei migliori motivi per emozionarsi.

Francesco Belsito, ForzaNocerina.it

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