LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. Nocerina contro ogni pronostico

LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. Nocerina contro ogni pronostico

Terza vittoria consecutiva in casa. I numeri parlano da sé, la scalata ai play-out è iniziata e tutti la guardano a bocca aperta e con gli occhi pieni di lacrime. La scarica di adrenalina è una naturale conseguenza di questa Nocerina che riesce a ribaltare lo svantaggio in nove minuti, quando fino a due mesi fa era incapace anche di andare in rete. E subiva,impetuosamente subiva. C’era una volta la Nocerina capace di vincere dominando e quella attuale dove i tre punti passano dalla sofferenza e dalla reazione orgogliosa alle differenze di classifica. Cosa c’è di mezzo?

Si sprecano le spiegazioni tattiche, le filosofie dei moduli e dei vari modi di stare in campo. La verità, che non è mai assoluta, balza agli occhi e parla di una squadra testarda, che di fronte agli innumerevoli scherzi del destino ( un tiro al volo da trenta metri che stampandosi all’incrocio dà il via all’azione del vantaggio dell’Empoli), mette in gioco se stessa e la voglia di non mollare, figlia di una condizione simile a quella di coloro che ormai non ha più niente da perdere. I molossi: straccioni con il sorriso ben in vista quando riescono rubare l’oro prezioso dei tre punti ai signori del torneo. Siamo un po’ tutti Pulcinella, in fondo. Lo siamo diventati a furia di immergerci ogni sabato in un bagno d’ignoto, dove la differenza non la fanno più i valori, ma la capacità di tirare avanti nonostante le avversità. E’ uno sguardo disincantato sulla classifica, dove il terzultimo posto è stato conquistato aggrappandosi al niente, alla testardaggine diventata fonte di speranza. Così Merino con il Gubbio, Di Maio con l’Empoli: figli illegittimi di una nobiltà di spirito più che di carriera. Loro interpreti di una Nocerina operaia fino al midollo, lontana discendente di quella regale che dominava su tutti i campi. Eppur si muove, anche se a classifiche invertite. Genera lo stesso entusiasmo, riesce a vincere. D’altronde ottenere una salvezza sulla quale nessuno avrebbe puntato un centesimo entrerebbe lo stesso nella storia rossonera al pari della promozione in serie B. Le armi da utilizzare, però, sono diverse. Quel concetto di squadra messo in evidenza da Auteri ha portato nove punti nelle ultime tre partite al San Francesco. Non è più il gioco offensivo a caratterizzare la gestione del tecnico siciliano. E’ il ricorso al difensore gettato in attacco per disperazione, agli assalti finali, è quella sorte da miserabili (da intendersi come i protagonisti del romanzo di Hugo) che ottiene giustizia divina quando l’impegno e la tenacia vengono ripagate con la vittoria. I rossoneri sono diventati operai fantasiosi, una squadra (nel senso pieno del termine) che ha fatto suo un atteggiamento votato al sacrificio, ma a cui affianca l’estro e la fantasia dei tenori offensivi. Forse questo è mancato nella prima parte di stagione. E’ mancata la volontà di non abbandonarsi alla marea delle difficoltà, la consapevolezza delle proprie risorse, che sono limitate, ma che inserite in un corretto meccanismo possono lo stesso portare risultati, contro ogni pronostico. La vittoria con l’Empoli ha fatto sgorgare lacrime finalmente non dovute alla disperazione: la gioia può ancora essere un sentimento che appartiene alla Nocerina. Alla fine sono sempre i miserabili a ridere. 

 

Luigi Caputo, ForzaNocerina.it