Vola il Pescara, Kone e Immobile affondano il Verona

Vola il Pescara, Kone e Immobile affondano il Verona

PESCARA 3


VERONA 1

 

PESCARA: Anania, Zanon, Capuano, Romagnoli, Balzano, Kone ( 30 st Gessa), Verratti, Cascione,Sansovini, Immobile, Insigne (36′ st Giacomelli). A disposizione: Pinsoglio, Petterini, Togni, Bocchetti, Maniero. All. Z. Zeman
VERONA: Rafael, Abbate, Ceccarelli,Mareco, Scaglia,Russo, Tachtsidis,Doninelli ( 38′ st Pichlmann), Ceccarelli,Lepiller ( 14′ st D’Alessandro) Jorginho ( 14′ st Berrettoni),Ferrari. A disposizione:Frattali, Galli,Bjelanovic, Natalino. All. A. Mandorlini.
ARBITRO: Angelo Cervellera di Taranto
I ASSISTENTE: Giacomo PAGANESI di Bg
II ASSISTENTE: Sergio Ranghetti di Chiari (Bs)
IV UFFICIALE: Claudio Gavilucii di Latina
MARCATORI: Al 13′ pt Kone al 39′ Ferrari; 4 st Immobile, 12′ st Immobile
NOTE: Serata gelida, terreno in buone condizioniSpettatori 17230 per un incasso totale di € 167080,91, paganti 14348 per un rateo di € 151490,50, abbonati 2882 rateo 15590,41.

 

PESCARA – Colpito ed affondato. Il Verona perde sfida e primato all’Adriatico e vede la freccia pescarese effettuare il sorpasso. E, alla luce di quanto si è visto nell’arco dei 90 minuti e senza partigianeria, il risultato è decisamente meritato. L’undici di Zeman ha dimostrato di essere una squadra vera, anzi un meccanismo perfetto che si muove con la sincronia di un orologio. Forte, veloce, determinata, dotata tecnicamente ha dato una autentica lezione di gioco agli scaligeri. Dal canto loro la formazione di Mandorlini si è solo limitata ad aspettare i biancazzurri sperando di coglierli di sorpresa. E’ successo solo una volta e poi è finito nel trita gioco zemaniano. Ora, con 42 punti in classifica, dietro solo a Torino e Sassuolo e con bocche di fuoco guidate dal primo cannoniere Immobile parlare di promozione non è più un’utopia. La madre di tutte le partite é arrivata. Basta buttare uno sguardo sulle gradinate dell’Adriatico per capirlo. La gara attesa una vita aspetta solo il fischio d’inizio. E allora, come d’incanto, si sciolgono anche le residue tensioni, anche le più virulente che si sono manifestate con qualche scaramuccia prima del match. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per pensare ad una sfida epica che il posticipo serale e il clima rigido, rendono più gustoso. Zeman lo sa, ma fa finta di niente. Manda in campo, senza tanti artifici la formazione ,al momento più affidabile: Anania, protetto da Zanon, Capuano, Romagnoli e Balzano. Kone, Verratti e Cascione in mediana. Davanti il trio meraviglioso: Sansovini, Immobile, Insigne. Sul fronte scaligero il fischiatissimo Mandorlini sceglie l’undici da mandare in campo solo nei minuti immediatamente precedente l’inizio della tenzone. Con Rafael tra i pali, i 4 in difesa sono:Abbate, Ceccarelli, Mareco, Scaglia, il primo mediano davanti alla difesa è Tachtsidis, poi: Doninelli,Lepiller, Russo e Jorginho con Ferrari unica punta. La prima frazione di gioca è tutta di marca biancazzurra. La compagine di Zeman schiaccia nella propria area i veronesi e li mette in uno stato di totale soggezione. Le opportunità fioccano e, dopo poco il decimo, trova meritatamente il vantaggio. Giocata la limite, Insigne, in grande spolvero, innesca Kone che complice una deviazione di Mareco porta in vantaggio i suoi. Il Pescara cresce e sta bene. Colleziona occasioni su occasioni e giocate su giocate che hanno nell’attaccante tascabile il vero ispiratore. Ma il monologo biancazzurro non trova l’attore giusto per il grande trionfo. Così, a 5 minuti dalla fine del primo tempo, sull’unica sortita nella metà campo pescarese, il Verona trova immeritatamente il pari. I biancazzurri perdono palla in mediana Tachtsidis trova Russo che lancia Ferrari. La conclusione dell’attaccante gialloblù finisce in rete tra lo stupore dei quasi 20 mila dell’Adriatico. Il Pescara fa giustizia subito. Bastano solo 4 minuti della ripresa. Corner di Insigne per Cascione, finta che paralizza la retroguardia e cosi Immobile da sotto misura non può sbagliare. Il Verona tenta la reazione più nervosa che altro. La spinta si concretizza con un palo, “quasi gol” che Anania in qualche modo evita. Pronto cambio di campo, intorno al quarto d’ora, e Insigne tira fuori un’altra gemme delle sue. Addomestica la sfera con il Verona tutto scoperto e offre al suo amico Immobile l’opportunità di fare la doppietta e riconquistare il vertice della classifica cannonieri. Mandorlini prova a cambiare qualcosa manda dentro D’Alessandro e Berrettoni per Lepiller e Jorginho, ma la musica non cambia. E il motivo tattico nemmeno, men che meno il risultato che il Pescara si tiene stretto e legittima con soventi incursioni nella metà campo avversaria lasciando agli scaligeri l’onere e l’incombenza di fare la partita ma, dati alla mano, senza costrutto alcuno.


fonte: www.forzapescara.com (foto ©2012 di GiusFa Villani)