Juve Stabia – Nocerina: Mirante vs Failla

Juve Stabia - Nocerina: Mirante vs Failla

Con tutto il rispetto per Pescara-Sassuolo e Sampdoria-Hellas Verona, l’ottava di ritorno è soprattutto il derby campano tra Juve Stabia e Nocerina. Due squadre che si marcano a vicenda, erano in Lega Pro l’anno scorso e ora si ritrovano in B. Una rivalità che speriamo sia corretta e che non mancherà di fare del Menti, sabato prossimo, uno stadio tutto esaurito.
Abbiamo chiesto a due tifosi vip di spiegarci il loro Juve Stabia-Nocerina: Antonio Mirante, stabile doc ma anche portiere del Parma e della Nazionale, e Fabrizio Failla giornalista sportivo Rai, che ha iniziato dalla tribuna del San Francesco questo lavoro.
Tre convocazioni in Nazionale, 138 presenze in Serie A e, quello che più ci interessa, 48 in Serie B, distribuite fra Crotone e Juventus. Antonio Mirante, portiere del Parma, è soprattutto un tifoso della squadra del suo paese: la Juve Stabia. “Da piccolo andavo sempre al Menti e adesso, quando posso, non mi perdo una partita. Vado con mio padre e mio fratello, abbonati in curva. Al lunedì poi, quando scendo, vado all’allenamento. Anzi faccio già due nomi come futuri campioni: Seculin e Colombi”.
Detto da un portiere di A… E di derby? Quale ricorda? “Mi ricordo il gol di Battaglia nella stagione ’95-’96, campionato di Serie C, con cui vincemmo 1 a 0 al San Francesco. Poi il derby dell’andata, il primo nella storia della B anche quello pieno di emozioni e con i tre punti portati a casa”.
Appunto la serie B. Ci ha giocato 48 volte, impressioni? “Ricordo di un campionato, con il Crotone, dove c’erano due squadre, Torino e Genoa, sopra la media. Mi ricordo poi che non potevi staccare la spina, perché perdevi due partite di fila e ti trovavi a lottare per altri obiettivi. Di quest’anno mi sorprende come non ci sia nessuna squadra capace di ammazzare il campionato. Prendi Sampdoria ed Empoli, che con i valori dovrebbero essere in cima e che si trovano invece dietro. E poi…”.
E poi? “Mi sorprende vedere tanti giovani in campo. A parte Seculin e Colombi, molto forti Leali del Brescia e Lamanna del Bari per restare in tema di portieri”.
Cos’è che va quest’anno nella Juve Stabia? “Sono stati bravi a mantenere l’ossatura della promozione e inserire qualche, giusto, innesto. Poi la conferma dell’allenatore che conosce l’ambiente è stata una scelta corretta”.
Rammarico per non aver mai indossato la maglia gialloblu? “Sì, mai dire mai però. Una volta però ho giocato a Castellamare come avversario: ero nel Siena in Coppa Italia e vincemmo per 3 a 1”.
Chi vince sabato? “Sono scaramantico e non faccio pronostici. Dico solo che una vittoria nel derby ha un significato che supera qualsiasi calcolo di classifica”.

Fabrizio Failla alla Nocerina deve molto. Innanzitutto l’aver scoperto un lavoro, una vocazione che poi l’ha portato fino ai cancelli di Saxa Rubra, come uno dei giornalisti di punta di Rai Sport: “E’ vero, avevo 17 anni e ho iniziato con le radiocronache della Nocerina. Avanti e indietro con il treno e al lunedì, davanti ai professori di scuola, costretto a giustificarmi perché impreparato”.
25 anni vissuti a Nocera, gli esordi con la Nocerina. Cos’è rimasto tra una Champions league e una Nazionale? “Una grande passione, partecipo ai blog e ai social network rossoneri per rimanere legato a quella realtà che adoro e continuo ad ammirare ancora più quest’anno, dove nonostante l’ultimo posto è intatta la speranza e l’attaccamento per i colori rossoneri. Diciamo che se sono stati molti gli errori quest’anno nella Nocerina, il pubblico si è dimostrato ancora una volta la nota positiva”.
Ecco appunto cosa è successo? “Per liquidarla con una battuta la Nocerina si è trovata a disagio in B. La società ha pensato che il progetto vincente della Lega Pro funzionasse tout court anche fra i cadetti. Quindi la rivoluzione del mercato di gennaio con la negazione assoluta del primo progetto. Infine l’avanti indietro di Auteri… Senza certezze non arrivano nemmeno i risultati”.
Basterebbe una vittoria nel derby per riaccendere le speranze? “Leggendo i commenti, dopo Cittadella, in molti hanno come metabolizzato la possibilità di una retrocessione. Io su Facebook mi sono augurato che una vittoria a Castellamare possa servire a togliere un po’ di rossore nei visi dei giocatori e a regalare un sorriso ai tifosi. Questo basterebbe a ritrovare la consapevolezza di tifare per un gruppo che ci crede”.
Come vede la Serie bwin? “La vedo rappresentativa di uno spaccato della nostra cultura e della nostra società. Il calcio com’era una volta, senza troppe polemiche e con un giusto mix tra interessi economici e agonismo sportivo. Ci vedo anche tanta socialità, penso ai due, tremila spettatori che, sempre gli stessi, si trovano sempre loro a Sassuolo, Cittadella, Albinoleffe. Si conosceranno tutti, penso. Mi piace e mi entusiasma”.  
Ultima domanda, un pronostico? “Li sbaglio sempre, questa volta spero di smentirmi: 1 a 2”.

 

Fonte: www.legaserieb.it