Juve Stabia-Nocerina, derby infinito

Che Juve Stabia-Nocerina non è una partita come tutte le altre lo si sapeva. Che le polemiche non sarebbero finite con il triplice fischio dell’arbitro Velotto era risaputo. Ma in questa occasione, data la categoria, considerata la posta in palio le recriminazioni, le accuse e i rimpianti sembrano davvero non finire mai. Cerchiamo di riassumerli, partendo dall’inizio.
Poco prima dell’inizio della gara l’Ansa batte una notizia secondo la quale gli ultras della Nocerina sarebbero venuti a contatto con quelli dell’Angri. Tutto falso, tutto smentito sia dal gruppo angrese “Nessuna Resa” che dalla “Curva Sud Nocera”.
“Tifosi” molossi protagonisti in negativo durante l’intervallo, quando fanno partire dal proprio settore un razzo verso i distinti locali. Tanta paura ma, fortunatamente, nessuna conseguenza. Un gesto, sicuramente, da condannare, visti i precedenti dell’andata e visti gli sforzi fatti dalle due società, dai mezzi di comunicazione e dalle forze dell’ordine alla vigilia del derby. E i tifosi della Juve Stabia? Fino al fischio finale hanno mantenuto un comportamento più che civile, limitandosi a sani sfottò. All’uscita del “Menti”, però, ecco partire una sassaiola verso gli autobus e le auto occupate dai sostenitori della Nocerina che stavano raggiungendo l’ingresso dell’autostrada per ritornare a casa. Anche qui nessun ferito, ma solo tanta paura e un piccolo neo ad un servizio d’ordine organizzato alla perfezione.
Non proprio esemplare nemmeno il comportamento dei ventidue calciatori in campo che hanno fatto di tutto per innervosire la gara e in molti (soprattutto della Juve Stabia) hanno rischiato a più riprese di guadagnare anzi tempo la via degli spogliatoi.
In questa disamina più o meno esaustiva dei fatti non poteva mancare, sicuramente, un riferimento ai due allenatori. La polemica a distanza continua, visto che Braglia ha risposto alle dichiarazioni rilasciate venerdì in conferenza stampa da Auteri e nella sala stampa del “Menti” i due si sono completamente ignorati. Il carico da undici lo ha aggiunto il tecnico rossonero, quando ha sottolineato la presenza ingiustificata del patron stabiese Manniello nello spogliatoio dell’arbitro al termine del primo tempo per lamentarsi della mancata concessione di un paio di calci di rigore (almeno uno abbastanza netto). Versione prontamente smentita dal numero uno delle vespe, che ha affermato solo di essersi lamentato con la terna per un arbitraggio a suo modo discutibile. Il risultato? Ieri il giudice sportivo ha multato la Juve Stabia per “aver consentito l’ingresso negli spogliatoi di individuo non autorizzato, che peraltro rivolgeva all’Arbitro locuzione ingiuriosa”. Quattro mila euro di ammenda che non ci diranno mai se il direttore di gara è stato condizionato da tale “locuzione ingiuriosa” o se la gara fosse finita in modo diverso se non sarebbe stato assegnato un rigore tanto dubbio.
Tanti se e tanti ma che, però, non devono assolutamente costituire un alibi per la Nocerina che avrebbe potuto chiudere la partita sfruttando meglio un paio di occasioni davvero nitide e che ha regalato il pari alla Juve Stabia per la solita amnesia difensiva.
Cosa resta alla squadra di Auteri dopo tanto parlare? La convinzione di aver giocato alla pari, anzi meglio, di una squadra compatta e tosta come quella di Braglia e la consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta per lottare con le unghie e con i denti fino alla fine contro tutto e tutti.


Valerio D’Amico, ForzaNocerina.it