Nocera: una giornata da incubo

Nocera: una giornata da incubo

Una battaglia campale, una serie di scontri fuori da ogni logica: quello che è accaduto prima e durante la sfida tra Nocerina ed Hellas Verona ha poco a che fare con il calcio ed avrà sicuramente pesanti strascichi giudiziari per i protagonisti. Nocera Inferiore ha vissuto una giornata d’assedio per l’arrivo dei temutissimi ultras scaligeri, un assedio dovuto anche al precedente dell’andata con la sottrazione di uno striscione dal Bentegodi che sarebbe all’origine della faida tra tifosi campani e veneti. I sostenitori dell’Hellas sono arrivati al San Francesco a partita già ampiamente iniziata, intorno al quarto d’ora del primo tempo: notizie frammentarie parlano di primi scontri già all’altezza di Napoli con tifosi locali. Dopo il loro ingresso le auto ed i bus parcheggiati alle spalle del settore distinti sono oggetto di un fitto lancio di sassi con tanti vetri infranti.
È solo l’antipasto di quello che accade dopo il match: i tifosi della Nocerina, dopo aver esposto a fine gara lo striscione della discordia introdotto furtivamente in curva, non abbandonano la zona antistante lo stadio ed attendono, con maniacale pazienza, l’uscita dei veronesi; si registrano scontri nel quartiere di Casolla ed in varie zone di Nocera Superiore tra ultras rossoneri e forze dell’ordine, colpevoli solo di provare a scortare gli scaligeri fuori dall’inferno del San Francesco. Sono passate tre ore dalla fine del match quando i tifosi veronesi riescono ad abbandonare lo stadio: lungo il percorso è un susseguirsi di scontri con sostenitori rossoneri appostati lungo le strade cittadine; un clima di guerriglia che prosegue fino alle 19:55 quando, finalmente, gli ultras veronesi imboccano l’autostrada che li riporterà in veneto.

Filippo Attianese, ForzaNocerina.it