AMARCORD. La parola mantenuta “Questa squadra la porto in C2”

AMARCORD. La parola mantenuta “Questa squadra la porto in C2”

Quando si raggiungono grandi traguardi, e la Serie B per la Nocerina lo è certamente, è utile anche guardarsi indietro. Un pomeriggio di qualche anno fa, era primavera, mi trovai a parlare con il difensore della Nocerina, Maurizio De Pascale, era un calcio minore, non c’era nessuno allo stadio. I nomi dietro alle magliette si vedevano solo in tv e per fermarsi a parlare con un calciatore non era necessario passare per mille permessi.

La Nocerina di quell’anno aveva avuto una gestione che di solito corrisponde a retrocessione certa. Giocatori che arrivavano e partivano come palline di un flipper, allenatori in numero tale da non poter essere nemmeno contati sulle dita di una mano, discordie tra i presidenti e dirigenti persino più numerosi dei calciatori. Il mix perfetto per un grande fallimento. Il Brindisi, lepre del campionato, era troppo distante. Si giocava per i play off in vista di un ripescaggio che si diceva possibile.

Tra i tifosi e gli addetti ai lavori non ci credeva nessuno o quasi, non si vincono i campionati con quelle gestioni. Maurizio De Pascale la pensava diversamente e me lo disse, “Questa squadra te la porto in C2”. Lo presi pure in giro per questa dichiarazione. Le giornate passavano. Il goal di Riolo ci permise di battere un remissivo Matera solo a tempo quasi scaduto. La settimana dopo arrivò l’insperato pareggio a Sant’Antonio Abate, dove tutti i professori dell’ovvio, compreso chi scrive, avevano pronosticato una sconfitta.

I play off iniziano con la roboante e prevista vittoria sull’Ischia, cinque a zero. Arriva il Pianura ed anche qui i pronostici davano la Nocerina triste ed eliminata. Centoventi minuti di battaglia fecero cambiare idea a qualcuno ma non a tutti. Feralpi Salò e Gavorrano erano i nomi degli avversari che attendevano i Molossi al turno successivo.

La gara di Salò fu uno scempio tecnico e tattico. Quarenghi, giocatore-lavoratore, mise a ferro e fuoco la retroguardia della Nocerina. Tre a uno e tutti a casa. Bisognava battere il Gavorrano con tre goal di scarto, ma dopo pochi minuti si perdeva già uno a zero. Tante squadre si sarebbero arrese, ma la Nocerina di quell’anno era formata da uomini non facili alla resa. Tiscione, Palumbo, ancora Tiscione ed infine Babatunde. Un quattro a uno che resterà nella storia della Nocerina.

Semifinale con il Sapri. Due guerre sportive. La pioggia del ritorno in cilento e la rimonta, si un’altra rimonta, con i goal di Palumbo e Cavallaro decisero il nome della finalista più improbabile dei play off della Serie D. In finale il Vico Equense non fu un avversario in grado di impensierire De Pascale e compagni. La Nocerina tornava in C2 nella maniera più rocambolesca possibile. Qualche giocatore meritava il premio della riconferma, ma la riconoscenza non è del mondo del calcio.

A distanza di qualche anno il calcio con i nomi dei calciatori dietro alle maglie lo stiamo vivendo da protagonisti, ed è proprio per questo che è giusto ricordare i Serrapica, gli Iossa e tutti i protagonisti di quell’avventura. Non so se Maurizio De Pascale leggerà queste righe ma voglio dirglielo comunque, avevi ragione tu. Grazie.

 

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it