AMARCORD. L’assalto finale di Nocerina-Sora

La pubblicità sonora della Serie C per qualche anno ha beatificato le qualità dei play off e dei play out. Le due appendici, nella mente dei dirigenti del calcio italiano, dovevano creare spettacolo e campionati equilibrati. Probabilmente è vero. Di sicuro, però, i tifosi della Nocerina ci hanno rimesso parecchi anni di vita in questi play off e play out. I ricordi sono tanti, vittorie, sconfitte, sofferenze tante.

Era un caldo, caldissimo pomeriggio di primavera del 1997. La Nocerina ospitava il Sora di Lorenzini che si era imposto all’andata con il punteggio di 2-1. Un miracolo per come era andata la partita in ciociaria. Il primo tempo era stato un calvario, nessun tiro in porta apprezzabile, il gioco aveva latitato per tutto l’anno e non si fece vivo nemmeno quel pomeriggio. Il signor Rosetti, che poi avrebbe fatto una carriera mondiale, gestiva con attenzione una partita niente affatto facile. Il goal dei bianchi laziali e la fine della prima frazione di gioco avevano scatenato l’ira dei tifosi.

Cariche militari con la polizia costretta a ripiegare in campo, mezza curva lontana dagli spalti a battagliare nell’antistadio, uno scenario surreale. Molte persone preferirono ritornare a casa. Anche a distanza di anni è difficile contestare la loro decisione, c’era la percezione che presto sarebbe successo il finimondo. Di certo chi andò via si perse una di quelle rimonte che fanno amare la maglia rossonera e che la rendono unica.

Passati pochi minuti dall’inizio del secondo tempo Gigi Molino prende palla a grande distanza dalla porta dei laziali. I calciatori della Nocerina sono praticamente immobili, arresi, vinti, l’attaccante forse in preda alla disperazione fa qualche passo e tira in porta. Sono tiri di frustrazione che si fanno quando non si sa che fare. Quel giorno il tiro di Molino fu preso in braccio dagli dei del calcio che lo fiondarono nel sette della porta del Sora, imparabile. 1-1, i tifosi rientrano in curva, per la polizia e gli avversari c’è tempo. Ora bisogna vincere.

La Nocerina produce trenta minuti di furia agonistica, il Sora che fino al goal di Molino aveva letteralmente dominato i play out si squagliò sotto il sole. I Molossi arrivavano su tutti i palloni, solo la giornata magica del portiere del Sora restava tra la Nocerina e la salvezza. Un argine che fu superato da un colpo di testa di Sasà D’Angelo, il portiere ci arrivò ma non riuscì a trattenere, la palla carambolò verso i piedi di Fabrizio Fabris che scaraventò la palla in rete per un boato che sapeva tanto di liberazione. Negli ultimi minuti il Sora tornò a farsi pericoloso. Un colpo di testa di Lorenzini colpì in pieno il palo della porta della Nocerina. Ormai, però, la storia era scritta. Una storia che solo la Nocerina sa raccontare.


Fabio Pagano, ForzaNocerina.it