LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. Nocerina, la speranza è davvero l’ultima a morire

LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. Nocerina, la speranza è davvero l'ultima a morire

Ci sono momenti in cui le regole del gioco si sospendono ed entra in scena il destino. Con le sue fatalità, coincidenze. Concetti para due rigori e blinda la vittoria della Nocerina a Vicenza. Basta l’intuizione del singolo, che cancella nello spazio di pochi secondi tattiche e programmi studiati appositamente per portare a casa tre punti vitali: un’intera squadra, un intero stadio, un’intera città con il fiato sospeso a dipendere dalla volontà di un solo uomo. Come un testa o croce, con la monetina volteggiante in aria e mille possibilità che potrebbero aprirsi se solo il destino scegliesse una strada rispetto ad un’altra. Sliding doors: solletica la mente pensare a cosa sarebbe successo se Concetti avesse scelto un angolo diverso, se Abbruscato e Paolucci avessero cambiato all’ultimo istante la direzione dei propri tiri. E invece è andata come doveva, con un portiere che probabilmente ha scritto una pagina fondamentale della storia della Nocerina in serie B, quella che, malgrado tutto, dice che ora i molossi sono nei play-out.

Dal rosso all’arancione: la differenza cromatica è lieve, quella di classifica incalcolabile. I punti ora consentono alla Nocerina di fare capolino nella zona che offre la salvezza, da giocarsi a viso aperto negli spareggi. Un risultato, questo, conseguito nell’arco di due mesi di fuoco, caratterizzati da prestazioni inspiegabili e vittorie storiche, da sconfitte sonore e pomeriggi esaltanti. Non c’è una chiave di lettura precisa a questo miracolo sportivo e probabilmente non ci sarà neanche a fine campionato. I numeri, però, attestano che la speranza davvero è l’ultima a morire. I 18 punti antecedenti al derby con la Juve Stabia sono diventati 34 in nove partite, dove c’era solo desolazione si è fatta strada la luce in una cavalcata dai tratti grotteschi e pure efficaci.

E’ inutile sgolarsi, passare dallo stato depressivo all’esaltazione nel giro di una settimana, dare una spiegazione ad un andamento indecifrabile che solo qualche disegno divino giocherellone sa interpretare. L’emblema di tutto ciò è quel Farias che da soggetto irritante diventa il marcatore decisivo della sfida salvezza. Ormai le considerazioni sul suo conto si sprecano, ma il suo modo di giocare è sintomatico di una squadra che vive alla giornata, che sfrutta le pennellate un po’ naif dei suoi fantasisti, e che in tutto questo è riuscita a tirarsi fuori dalla zona retrocessione diretta. La Nocerina ha affondato laddove il Vicenza ha sprecato: anche questo è saper intendere l’essenza del calcio. Ora c’è i Varese con un Bruno in meno, ma con la consapevolezza di aver trovato una quadratura efficace. Come a Grosseto, Laverone ha dimostrato di essere l’elemento più adatto per interpretare il ruolo di mezz’ala nel centrocampo a tre e probabilmente Auteri partirà da questo per ottenere almeno un punto contro Maran, guardando con decisione all’Albinoleffe. In fondo qualsiasi storia a lieto fine ha bisogno del suo eroe. Ora Concetti, del domano non v’è certezza. Ci sarebbe, invece, un desiderio: che la Nocerina si senta ancora psicologicamente nella zona rossa e non in quella arancione; perché i nemici non hanno ancora alzato bandiera bianca e perché, soprattutto, oltre che di campo, questa è una guerra di motivazioni.


Luigi Caputo, ForzaNocerina.it