LA NOTTE PORTA CONSIGLIO: Nocerina, un centimetro alla volta

Scala le pareti dell’inferno un centimetro alla volta, la Nocerina. Come avrebbe intimato Al Pacino al suo spogliatoio di Titans, i titani, coloro più forti degli stessi dei, chiamati a risorgere come squadra per non essere annientati uno alla volta. Così è stato, così la Nocerina ha voluto. Era remoto il tempo in cui non si tornava a casa con i tre punti ed ha avuto un significato rivelatore, quasi poetico la doppietta di Laverone a Grosseto. Dopo i gol di Merino allo scadere, quello di Di Maio schierato per disperazione in attacco: questa squadra si aggrappa al suo istinto di sopravvivenza per restare in vita, come farebbe la preda che escogitando di sfuggire al cacciatore usa tutte le energie che ha disposizione per divincolarsi dalla trappola. Ma non è il caso di Grosseto. All’unità, al patto siglato dalla spogliatoio, alla ritrovata coincidenza dei fattori si è aggiunta la capacità di studiare l’avversario, di colpirlo nei suoi punti deboli, di attenderlo e di incalzarlo nel momento della sua debolezza. Lo fanno le grandi squadre, l’ha fatto la Nocerina, riscopertasi autorevole nel girone degli spacciati.Auteri ha sconvolto ancora il suo assetto, ma non nel tentativo estremo di trovare una quadratura, no. Ha scelto il 4-3-3 perché l’avversario lo soffriva, era incapace di contenere la spinta di un doppio tornante. Così Laverone è stato assunto a carta vincente, capace di scombinare le carte in tavola, di dare un tocco d’imprevedibilità ad una formazione che correva il rischio di essere intrappolata nella consueta ragnatela tessuta da Ugolotti, mai perdente nei precedenti contro Auteri. La formulastudiata era perfetta, ma ad innescare la reazione serviva la variabile impazzita, quella impossibile da contenere una volta scatenata. E’ una delizia degli occhi guardare il genio ritrovato di Farias, sgusciante come fosse fatto di particelle impossibili da tenere unite. Quei dribbling asfissianti sono il suo marchio, la capacità di saltare uno, due, tutta la difesa impegnata a fermarlo lo porterà lontano. Questo è il Farias di cui si è innamorato Auteri, questo è il Farias che ha sconvolto l’intera partita. Il Grosseto era ai suoi piedi e Laverone non ha dovuto far altro che ripetere lo stesso copione impartito dal maestro Auteri ed eseguitodall’interprete brasiliano. La forza: sta tutta nella perizia di mettere insieme questi fattori, dargli una forma precisa, modellare la materia a disposizione per farne un’opera compiuta. Il risultato rischia di strappare lacrime, ma è tutto lì a disposizione di coloro pronti a sognare che l’impresa sia ancora possibile. Due punti dai play-out, quattro dalla salvezza diretta. Il campionato non sarà più lo stesso senza Piermario, il Livorno probabilmente dovrebbe essere tenuto fuori da ogni cinico calcolo, lo stesso concetto di competizione non ha più ragione di esistere di fronte alla negazione della vita. I numeri però sono lì e non sappiamo se serviranno ancora a dire chi debba definirsi sconfitto di fronte ad un evento del genere. Ma il senso di un’impresa si misura dal coraggio degli individui di credere nella sua realizzazione fino alla sue più estreme conseguenze. Un centimetro alla volta, da squadra.


Luigi Caputo, ForzaNocerina.it