NOCERINA, fallito il primo match-point tra problemi fisici e mentali

NOCERINA, fallito il primo match-point tra problemi fisici e mentali

Il tracollo con la Reggina ha riportato tutti con i piedi per terra, gli spettri della retrocessione ritornano ad aleggiare prepotenti. Nella partita dell’aggancio alla zona salvezza la Nocerina crolla miseramente sotto i colpi di una Reggina per niente trascendentale che ha semplicemente giocato al gatto col topo. Giunti a Nocera con la flebile speranza di poter ancora agguantare i play off, i Calabresi hanno atteso la prima mezz’ora, hanno studiato gli avversari e quando si sono resi conto che potevano fare di un sol boccone dei rossoneri hanno colpito in maniera spietata. A quel punto Bruno e compagni colpiti nell’orgoglio, soltanto questo, hanno avuto una parvenza di reazione che ha portato alla conquista di un generoso rigore, il quale avrebbe, nonostante tutto, potuto cambiare l’inerzia del match. Incaricatosi del tiro Farias, fino a quel punto autore di una prestazione negativa, ha sparacchiato malamente addosso a Belardi che ha avuto solo il merito di indovinare la traiettoria. Nella ripresa con la Nocerina protesa in avanti, più per forza di inerzia che per mera convinzione, la Reggina ha colpito altre tre volte in contropiede, chiudendo una gara che, in fin dei conti ha meritato di vincere. Le riflessioni da fare sono tante: Auteri nel dopo gara ha giustamente sottolineato come questa squadra non può permettersi di giocare con quattro o cinque calciatori in precarie condizioni. In effetti è così, i vari Mingazzini, Laverone e, nella ripresa, Merino hanno retto fin che hanno potuto, in settimana hanno lavorato ben poco, per cui la loro prestazione è stata condizionata. A tutto ciò si aggiunga che Barusso, il quale in realtà non è stato mai un fulmine di guerra, è un corpo estraneo a questa Nocerina e che Castaldo continua ad attraversare un momento negativo, il quadro è completo. Discorso a parte merita Farias, che dopo due prove sufficienti è ritornato quello negativo ed evanescente del girone di ritorno, il classico “brasilianetto” che alle prime avversità sparisce nel nulla. Parafrasando un famoso e importante ex personaggio, Farias lo possiamo definire un “pulcino bagnato”, uno di quelli che è grande quando le cose vanno bene e che si annulla quando arriva il peggio, quando, cioè, c’è da tirare fuori carattere ed attributi. Al termine del campionato il Brasiliano andrà via, gli auguriamo una carriera fulgida, ma la Nocerina resterà e ci auguriamo vivamente che questo rigore sbagliato non sia determinante ai fini della salvezza. Il dato emerso, quindi, è che l’organico rossonero è competitivo solo quando può contare su tutti gli effettivi a disposizione, non appena c’è qualche defezione in più, la situazione si ribalta. Troppi infortuni nel momento topico della stagione lasciano più di una perplessità ed interrogativo, ma non era forse il caso che, visto il campionato lungo e massacrante come quello cadetto, si ingaggiasse un preparatore atletico? La domanda naturalmente la giriamo ad Auteri, dato che ne sempre ha voluto fare a meno. Alle precarie condizioni fisiche si poteva sopperire, con l’orgoglio, col cuore, con la grinta ma a quanto pare sono mancati pure questi e la cosa è poco edificante visto anche il prossimo turno di campionato. La Nocerina, infatti, è attesa dalla difficile trasferta di Vicenza, l’ennesima partita da dentro o fuori, i rossoneri non devono assolutamente fallirla, paradossalmente anche un pari può andare, servirebbe a poco ma in questo momento l’importante è non perdere terreno proprio nei confronti dei veneti.

 

Roberto Errante, ForzaNocerina.it