BWIN. Pescara: battuta la Samp, è serie A

BWIN. Pescara: battuta la Samp, è serie A

SAMPDORIA 1

 

PESCARA 3

 

MARCATORI: 18′ Caprari al 29′ Immobile 61′ Caprari, 82′ Juan Antonio
SAMPDORIA (4-3-1-2): Romero,Rispoli, Gastaldello, Rossini, Costa,Munari, Obiang, Renan, Foggia ( 64′ Juan Antonio), Pozzi (73′ Kristicic), Icardi ( 63′ Fornaroli). A disposizione:Da Costa, Volta, Gentsoglou, Laczko. All. G. Iachini
PESCARA: Anania, Balzano, Brosco, Capuano, Bocchetti, Nielsen, Verratti, Cascione, Caprari( 68′ Sansovini), Immobile, Insigne (85′ Kone). A disposizione: Ragni, Zanon, Maniero, Gessa, Perrotta.All. Z. Zeman
ARBITRO:Dino Tommasi di Bassano del Grappa
I ASSISTENTE: Filippo Meli di Parma
II ASSISTENTE: Salvatore Longo di Paola (CS)
IV UFFICIALE DI GARA: Filippo Merchiori di Ferrara
NOTE: Pomeriggio freddo e piovoso, terreno in ottime condizioni nonostante la pioggia battente caduta per tutti i novanta minuti.. Al 45 Pozzi sbaglia un calcio di rigore.Ammoniti: Caprari, Cascione, Kone, Anania, Nielsen, Munari.corner 7 a 2 per la Samp


GENOVA –
Un sogno durato 20 anni e ora la comunità biancazzurra può finalmente gioire. Il Pescara torna in Serie A dopo ben 4 lustri e lo fa con una giornata di anticipo come quello che era stato pronosticato come il rullo compressore ad inizio di stagione: il Torino. Un successo di squadra, secondo il verbo zemaniano che passa dal tecnico, fantastico, alla squadra meravigliosa questa nidiata di ragazzini terribili ma giunge dritto dritto alla società con il Presidente Daniele Sebastiani e dai suoi fedelissimi soci amici, capaci di scrivere una pagina irripetibile di storia calcistica pescarese. A loro si può dire solo grazie. Come dicono anche i numeri.
La sfida ha il sapore di degli antichi confronti, Samp e Pescara, dopo aver assistito al penultimo turno di B si presentano sul terreno di Marassi al meglio delle squadre possibili. Iachini si affida al 4-3-1-2 con Rispoli, Gastaldello Rossini e Costa davanti a Romero. Munari, Obiang e Renan a centrocampo, Foggia rifinitore pronto ad innescare Pozzi e Icardi.
Sul fronte biancazzurro Zeman rilancia il pacchetto difensivo con Balzano, Brosco, al posto dello squalificato Romagnoli, Capuano e Bocchetti. I soliti tre in mezzo: Nielsen, Verratti e Cascione con Caprari, preferito a Sansovini, Immobile e Insigne davanti.
E che sfida sia. La Samp parte forte e cerca di attaccare gli spazi che il Pescara lascia volutamente per colpire di rimessa. Motivo che i biancazzurri interpretano alla perfezione tanto che in poco meno di 20 minuti passano. Grande giocata in mediana di Verratti sul genio di Manoppello si avventa Rossini e lo scalcia, il pescarese ha il tempo di suggerire per Caprari bravo in area a battere Romero in uscita. Si riparte ma il tema non cambia. Basta aspettare solo dieci minuti per assistere al raddoppio. Clamoroso errore si Romero sul pressing di Immobile, l’estremo difensore blucerchiato va in apprensione e il suo rinvio colpisce la suola dello scarpino di Immobile con la sfera che finisce, lemme lemme, prima sul palo interno poi in rete. 2 a 0 e tutti a casa? Manco per sogno allo scadere, sull’unica vera incursione dei padroni di casa Pozzi si ritrova, in dubbia posizione di fuorigioco, davanti ad Anania. Il numero 1 del Pescara accenna appena l’intervento che Pozzi già a terra. Tommasi dà il penalty che poi lo stesso attaccante doriano butta fuori. Così arriva il duplice fischio finale del direttore di gara e metà promozione è già in tasca.
Nella ripresa si procede come nella prima frazione di gioco, ma il Pescara ha una marcia in più, ed ha intenzione di ingranarla. I primi squilli, al solito, sono dei solisti di grido. Ad un certo punto Verratti diventa Ulisse davanti a Polifemo: astuzia e tecnica contro forza e prepotenza, scontato l’epilogo. Non sfigurano, però, nemmeno gli altri amici di ventura a cominciare da Immobile per finire a Insigne, che prima del terzo go fa vedere di che pasta è fatto mettendo a sedere tutta la difesa di Iachini. E sul suo esempio arriva il tris. Caprari, intorno al quarto d’ora, si veste da Insigne e parte con l’obiettivo di imitare lo scugnizzo napoletano. Dopo averne messi a sedere 5 o 6 fa gol. A nulla serve il gol della bandiera dei padroni di casa a 8 dal termine grazie a Juan Antonio.Alla fine anche i tifosi doriani battono le mani ai pescaresi. E’ solo apoteosi a questo punto e la festa può iniziare.

 

fonte: www.forzapescara.com