AbBOZZIamoli. Bozzi: ”io sto con Delio Rossi”

AbBOZZIamoli. Bozzi: ''io sto con Delio Rossi''

Non si può parlare del fattaccio Delio Rossi-Ljacic senza schierarsi. Ve lo dico subito: io sto con Delio Rossi. Stare dalla sua parte non vuol dire approvare il comportamento che ha avuto, quel gesto, quella reazione è stata a dir poco sconsiderata e per niente opportuna, ma, detto questo, nessuno, dico nessuno, può arrogarsi il diritto di metterlo in croce e di giudicare un personaggio che al mondo del calcio ha sempre donato serietà e competenza. Il fattaccio l’ho vissuto in diretta, seguo Delio perchè lo conosco e lo stimo, la partita si era messa male, 0-2 per il Novara, lo spettro della serie B è dietro l’angolo, in campo nell’undici viola Mr Rossi, attirandosi critiche velenose, ha avuto la pessima idea di schierare Ljacic, il giovanotto serbo che, come un fantasma, vaga per il campo camminando e indignando un pò tutti … è ora di cambiarlo. Delio lo fa e per il tecnico è una sconfitta cocente (era la sua scelta). Il “fenomeno” serbo guadagnando la panchina comincia il suo show … applaude con supponenza il suo allenatore e con ironica strafottenza gli urla un “bravo … bravo … voglio proprio vedere come ci salviamo” proferendo poi in serbo chissà che cosa. Il resto lo conosciamo. Ora vi chiedo: una provocazione così forte nei confronti di un uomo a cui manca la terra sotto i piedi pùò far perdere la testa? Io dico di si e allora condanniamo pure la reazione di Rossi ma cerchiamo di capire lo stato d’animo di un uomo che per qualche secondo ha dimostrato di non essere un robot e poi, vi prego, allo stesso modo, censuriamo il comportamento di un ragazzino moccioso che con irritante arroganza è stato la causa di tutto. Oggi ho ascoltato Rossi ,ha chiesto scusa a tutti, compreso Ljacic, mentre il fenomeno serbo non ha ritenuto ancora farlo. E i Della Valle? Accodandosi alla folta schiera di moralisti e perbenisti hanno deciso per l’esonero senza avere nessuna parola per Mr Rossi … squallido! Con tanta nostalgia, ricordo che qualche anno fa noi giocatori consideravamo il nonstro allenatore come un papà, c’era grande rispetto, quasi timore per quell’uomo che noi chiamavamo “maestro”. Non di rado capitava di prendere anche qualche scappellotto dal nostro “maestro”, forse ci si sentiva un pò umiliati, ma si accettava e si ripartiva. Quell’uomo era sempre il tuo “maestro”. Ne ho avuto di allenatori così: Fabbri, Vitale, Rambone, Puricelli. Ma oggi è diverso, i calciatori “moderni” hanno i procuratori, i legali, i personal trainer, i curatori d’immagine e tanti soldini … guai a toccarli! Noi no, non avevamo nulla e non ci tutelava nessuno, solo gambe e cuore per correre e sudare quella maglia che anno per anno ti dovevi meritare e nel rispetto di tutti. Non eravamo affatto calciatori “moderni”, ma vi assicuro che eravamo UOMINI VERI.


Stanislao Enzo Bozzi, ForzaNocerina.it