AMARCORD. Il Volo di Sauro Magni

Campionato incredibile e memorabile quello dell’Eccellenza campana girone B del 1992-93. Due squadre a contendersi la vittoria fino alla fine, il Grottaminarda e la Nocerina, a ripensarci adesso viene da sorridere e invece anche da lì è passata la storia della Nocerina. Non bastarono le trenta giornate del campionato per decidere chi doveva passare in Interregionale. Fu necessario uno spareggio, ma non si trovava uno stadio adatto ad ospitare la finale.

Gli irpini erano rimasti scottati dall’esperienza di Santa Maria Capua Vetere quando il tifo dei Molossi fu decisivo quanto il goal di Alessandro Erra. Ci furono provocazioni da un lato e dall’altro fino a quando da Nocera non arrivò la voce, “E allora giochiamola a Grottaminarda”. Dopo qualche settimana d’attesa fu stabilito di giocarla al San Paolo di Napoli. Un palcoscenico decisamente sproporzionato per l’evento e per lo spettacolo offerto dalle squadre in campo.

Adeguato, invece, fu il supporto della tifoseria rossonera. Sulle presenze al San Paolo si sono dette sempre tante cifre, ottomila, diecimila, tredicimila. Confesso che non andai alla partita con il pallottoliere ne con la calcolatrice, ma sotto le assurde vetrate della curva del San Paolo a soffrire per il caldo eravamo veramente in tanti.

Lo spettacolo in campo, ed era largamente prevedibile, fu veramente pessimo. Una delle peggiori partite della Nocerina alle quali ho avuto l’opportunità di assistere, ma non eravamo andati fino a Napoli per assistere ad una rappresentazione. Volevamo passare oltre, riprendere a salire, la rabbia in corpo e la fame di vittoria mi sembra di sentirle vive e vegete ancora oggi. Il ruggito della curva era potente ed incessante. Il Grottaminarda si spense dopo un’azione di Rocco Laudato dopo pochi minuti.

Fu solo Nocerina ma era difficile abbattere il bunker eretto da Tano Vergazzola. Ci volle una prodezza. A compierla fu Sauro Magni, centravanti dei tempi andati, tornato a Nocera per inseguire un’altra impresa. Sul calcio d’angolo dalla destra fu proprio lui a saltare dritto come un palo e colpire di testa. La palla si spense nell’angolo alla destra del portiere Tortora. Un pallone lento che sembrava non voler mai entrare. L’urlo di gioia dei Molossi si alzò come l’attaccante toscano. Da quel giorno riprese la corsa della Nocerina che si fermò alla Juventus ed a pochi passi dalla Serie B. Ma quella è un’altra storia.

 

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it