LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. E se la cura fosse stata somministrata in ritardo?

LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. E se la cura fosse stata somministrata in ritardo?

Novanta minuti alla fine e la sensazione, netta, che la cura è stata somministrata con troppo ritardo. E se si fosse intervenuto in questo modo in estate? Se si fosse sfruttato a pieno il vantaggio temporale concesso da una promozione arrivata con mesi d’anticipo? Domande lecite, alle quali ora è inutile rispondere. Questo sentimento di sconforto di fronte ad una vittoria netta come quella con il Padova può essere espresso in diversi modi, ma tutti fanno capo alla madre delle questioni: è troppo tardi, ora la salvezza della Nocerina dipende principalmente dagli altri.

Ventidue punti in dodici partite( facendo partire il conteggio dalla rinascita nel derby con la Juve Stabia) è un cammino da squadra in lotta per obiettivi ben più ambiziosi, rappresenta un bottino che ha evidenziato le risorse della Nocerina, la quale si è giovata di acquisti importanti nel mercato di gennaio  che hanno fatto la differenza solo quando sono stati inseriti in uno schema adatto alle loro caratteristiche. Quanto è importante nel calcio il cambiamento: fino a qualche mese fa avrebbe costituito un azzardo pensare ad una Nocerina vittoriosa contro il Padova. Eppure è successo. E’ successo che una squadra in caduta libera si è ricompattata attorno alle sue risorse ed ha corretto quantomeno l’andamento casalingo. Quello che rappresentava un forte handicap verso la salvezza è diventato una certezza: al San Francesco la Nocerina ha costruito le sue possibilità, ha raccolto i punti necessari per scalare l’abisso che essa stessa si era creata, risalendo in superficie.

Merino, Mingazzini, Rea, Figliomeni, Laverone, tutti gli acquisti di gennaio hanno permesso ad un gruppo di qualità di essere adatto al campionato di serie B. Non straordinario, ma semplicemente adatto. Si guarda la classifica e si capisce che anche una vittoria così esteticamente concreta non ha un senso. Un senso lo si cerca nelle irregolarità, nei deferimenti, nella poca cattiveria delle altre squadre, ma in fondo ognuno è male di se stesso. Ci si può deliziare o rimanere confusi dalla facilità con la quale la Nocerina è passata dagli scavetti di Crotone alla rabbia di Padova.  Magari serviva rispondere presente quantomeno alle occasioni perse dalle altre squadre; perché si può discutere quanto si vuole, ma fino alla penultima giornata le altre concorrenti non hanno mai approfittato dei passi falsi della Nocerina per infliggerle il colpo di grazia. I risultati favorevoli ci sono stati: il punto è che di fronte al pericolo ci si deve aggrappare a tutte le occasioni che capitano, e questo, purtroppo, non sempre è stato fatto. Ora la situazione è più critica. Non solo è obbligatorio vincere a Pescara (e nessuno deve mettere in dubbio che sia possibile contro una squadra appagata), ma ciò potrebbe non bastare: servono gli incastri degli altri risultati, serve rimanere collegati alla radiolina e magari sperare che l’appagamento condizioni solo gli uomini di Zeman. Piccola considerazione metafisica: c’è da restare stupiti di fronte alle giravolte che il destino prepara per gli uomini. Un anno fa Foggia, oggi Pescara: solo che i ruoli si sono invertiti. Il carnefice è diventato vittima e forse, silenziosamente, quest’ultima spera che la vendetta (calcistica) non sia un piatto così freddo.


Luigi Caputo, ForzaNocerina.it