NOCERINA. Da Zeman a Zeman: un sogno durato troppo poco

NOCERINA. Da Zeman a Zeman: un sogno durato troppo poco

Da Zeman a Zeman. Un sogno rincorso per oltre trent’anni, durato poco meno di quattrocento giorni, in centonovant’uno chilometri inizia e finisce la serie B della Nocerina. Dalla festa di Foggia allo sconforto di Pescara, questo è il sunto nudo e crudo di un’avventura durata poco, troppo poco.
A dire il vero tutto lasciava presagire un epilogo diverso, un campionato vinto ad aprile, una società modello, un gioco spettacolare ed invece abbiamo assistito, in poco meno di quattrocento giorni, alla sagra degli errori e degli orrori. Inutile, sopratutto in questo momento, snocciolarli tutti, per fortuna, anche se con ritardo sembrano oramai evidentissimi alla stragrande maggioranza degli appassionati rossoneri ed allora voglio invertire la rotta e, datemi pure del matto, ma a notte fonda di ritorno da Pescara, voglio pensare a cosa di buono posso ricavare da questa maledetta esperienza.
In giro ci sono addetti ai lavori e non straconvinti che la Nocerina disputerà nuovamente il campionato cadetto, rientrando dalla porta di servizio, spalancata dalla giustizia sportiva, che potrebbe risarcire con gli interessi, la società rossonera anche dei “torti” subiti nelle ultime strane sfide di campionato e quindi, dare alla proprietà in tempi record l’opportunità di rifarsi e dimostrare a tutti di aver fatto ammenda degli errori, a mio avviso enormi, commessi nella stagione appena conclusa, ma d’altronde, come dice il saggio, solo chi non opera non sbaglia, e magari nuovamente tutti insieme, scrivere ancora altre più esaltanti pagine della storia rossonera.
Ritengo che un’altra opportunità vada data anche al tecnico ed al suo staff, l’artefice numero uno del miracolo dello scorso campionato, per poco non ripetuto, con l’ultima parte della stagione, dopo il suo reintegro, con una media punti da zona play-off, debba sedere nuovamente sulla panchina rossonera, magari allestendogli una squadra competitiva già dal prossimo luglio.
Infine i tifosi, di gran lunga la parte migliore, nonostante qualche incidente di percorso lungo il cammino, hanno dimostrato di valere e volere questa categoria, in un campionato non di certo esaltante, sono stati sempre presenti, anche quando c’era da sobbarcarsi ore e ore di viaggio. A loro la palma dei migliori, ed è da loro che bisogna ripartire.

E’ l’alba di un nuovo giorno, oggi più che mai, tocca starti  starti vicino, accudurti come solo il più malato dei tifosi rossoneri sa fare perchè come diceva un vecchio striscione di qualche anno fa “ci fai soffrire, ci fai palpitare ma ci piaci così vecchio cuore molosso”.

Francesco Cuomo, ForzaNocerina.it