LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. Una notte da cui ripartire

LA NOTTE PORTA CONSIGLIO. Una notte da cui ripartire

Non è stato facile fare da contraltare alla festa del Pescara quando dopo appena tre minuti sapevi di essere condannato in Prima Divisione. Sarebbe stato più opportuno avere un momento più intimo, più isolato in cui versare le proprie lacrime. La commozione di Zeman non aveva lo stesso significato di quella rossonera: la differenza è che non c’ è stata neanche un’immagine a testimoniare la retrocessione sul campo della Nocerina: tutte le luci, come è sempre stato, sono dei vincitori, non dei vinti. E’ successo ciò che molti, in fondo, sapevano. Svegliarsi il giorno dopo lucidi, nel pieno delle forze e con un male dentro è profondamente diverso rispetto ad un anno fa. Ai balli in strada e ai clacson è stata sostituita la normale routine di una domenica mattina, fatta di mediocrità, più che di sbornia post festeggiamenti. Oggi non c’è niente da festeggiare. C’è da ripercorrere nella mente tutti gli attimi di questa serie B, tutte le occasioni perse, gli errori fatti, i danni subiti, le scelte azzardate. Si perché si stenta a trovare un motivo consolatorio vedendo la Nocerina di Pescara. Concentrata, fluida, ben organizzata (anche se penalizzata da alcuni errori grossolani dei singoli), che a tratti ha riportato alla mente quel pomeriggio epico in cui il Foggia di Zeman venne preso a pallonate al San Francesco. A tratti, appunto. Perché giocare sapendo che non si è padroni del proprio destino è stato uno scotto che alla fine è stato pagato con il nervosismo più che con la sconfitta. Il gol di Maniero paradossalmente è stato una cortesia da registrare negli annali, in quanto la retrocessione è avvenuta a causa di una propria sconfitta non dalla vittoria dei concorrenti. La sostanza non sarebbe cambiata, però è preferibile retrocedere perdendo piuttosto che da vincitori contro la regina del campionato, almeno si impedisce ai sensi di colpa di prendere il sopravvento. E ora cosa accade? Domanda ovvia, scontata. C’è chi non riesce a rassegnarsi all’idea di aver perso un patrimonio smisurato come la serie B e quindi si aggrappa all’idea dei ripescaggi derivanti dal calcioscommesse. In questo senso la Nocerina è seconda in un’ipotetica lista d’attesa, ma al momento non è così scontato che ci saranno ripescaggi né retrocessioni d’ufficio da scontare nel campionato appena concluso. Sarebbe più utile concentrare le proprie energie sul concetto di Nocerina, sulla fisionomia del progetto e su quali basi ricostruire. Perché in ogni caso bisognerà ricostruire; e quindi occorrerà uno spirito nuovo, la consapevolezza degli errori commessi in questa stagione, carpire il buono e scaricare il marcio. E’ netta la sensazione che se la Nocerina avesse interpretato il campionato come la gara di ieri a Pescara, in città sarebbero ripartiti i caroselli di auto e trombette inneggianti alla salvezza. La Nocerina vista nella seconda  metà del campionato non meritava di retrocedere: e su questo tutti sono d’accordo. E’ da qui che bisogna ripartire, da un progetto tecnico studiato su una precisa fisionomia, su un’idea, come piace dire ad Auteri. In fondo si tratta di scontare un anno di purgatorio se i tasselli verranno reinseriti correttamente. Nocera ha perso la serie B, ma è come il viaggiatore che perde la sua rotta: solo grazie alla sua abilità ed esperienza può rimettersi in cammino nella giusta direzione. Chi? Come? Quando?: sono queste le domande legate al rilancio immediato della Nocerina a cui, ora, serve una risposta. 


Luigi Caputo, ForzaNocerina.it