CALCIOSCOMMESSE. Joelson: «Camilli ha dato l’ok al pari-combine del Grosseto»

CALCIOSCOMMESSE. Joelson: «Camilli ha dato l'ok al pari-combine del Grosseto»

E adesso chi glielo dice alla Nocerina? Il processo sportivo di Roma non è ancora arrivato alla prima sentenza, ma potrebbe essere già messo in discussione. A tremare è il Grosseto nonostante il patteggiamento di sei punti (contestatissimo dai legali della società campana) da scontare nel prossimo campionato. Tra le gare prese in esame c’è anche il pareggio di Ancona (1-1), ma ieri l’interrogatorio di Inacio Josè Joelson ha riservato un colpo di scena.
«Camilli sapeva» L’attaccante brasiliano chiama in causa per la combine direttamente il presidente Camilli: questo vorrebbe dire responsabilità diretta e retrocessione automatica (per questo illecito non sono previsti diminuzioni di pena). Ecco che cosa ha fatto mettere a verbale il giocatore davanti al gip Salvini: «Il d.s. Iaconi mi disse che dovevamo vincere ad Ancona ed era utile per questo motivo andare a parlare con Da Costa, brasiliano come me. E poteva essere utile la presenza anche di Turati, un ex. Questo discorso avvenne a Norcia, durante il ritiro. Iaconi mi disse tuttavia che per realizzare questo progetto voleva l’assenso del presidente Camilli. La mattina dopo ci disse che l’okay era arrivato e ci mise a disposizione una macchina per raggiungere un autogrill dove con Turati incontrammo Da Costa. Ufficialmente il mio spostamento era dovuto per una visita medica…». Da Costa, racconta Joelson, rifiuta la proposta. La gara però finisce con un pari di comodo per entrambe, ma il fatto nuovo è in quel via libera alla combine che, secondo Joelson, sarebbe arrivato dal presidente.
«Non mi perdono» L’attaccante ha ammesso anche gli altri episodi (Grosseto-Reggina ed Empoli-Grosseto, mentre non è a conoscenza di Torino-Grosseto svelato da Conteh) e di aver conosciuto Gegic (presentato da Carobbio). Il giudice lo ha rimesso in libertà, tenuto conto della piena collaborazione anche prima dell’interrogatorio: il giocatore era partito per il Brasile quando ha saputo dal fratello (Inacio Pià) degli arresti: ha preso il primo aereo, rientrando in Italia. Ieri è uscito dal tribunale con gli occhi lucidi: «Mi spiace parecchio per quello che ho fatto. Mi sono tolto un peso davanti al giudice, ma questo non giustifica quello le mie azioni: ho tradito l’etica dello sport». Anche per questa ragione Joelson ha chiesto che il suo verbale sia subito messo a disposizione di Palazzi che dovrà gestire la «grana Camilli»…


fonte: GASPORT (F. Ceniti, L. Perna)