NOCERINA. Citarella: «L’opinione pubblica è con noi!»

NOCERINA. Citarella: «L’opinione pubblica è con noi!»

Lettera alla Figc e alla Uefa, riscontri immediati da parte di diverse società calcistiche italiane e, cosa più importante, un intero movimento sportivo che chiede un’opera di grande pulizia nel calcio. Michel Platini ha ribadito che il codice etico europeo non tollererà la presenza nelle competizioni internazionali di alcuna squadra i cui tesserati si sono macchiati di gravi colpe come quelle discusse nel nuovo maxi-scandalo scommesse. Un input forte che – lo spera la Nocerina, ma non solo – dovrà tramutarsi in fatti concreti anche nel calcio italiano.

«Stiamo riuscendo a smuovere l’opinione pubblica»: in un’intervista telefonica per la nostra testata “Zero a Zero”, Giovanni Citarella assume i caratteri di un orgoglioso “capo-popolo”, pronto a risvegliare negli aficionados del pallone una voglia di emarginare tutti coloro che hanno sporcato e ancora sporcano il gioco più bello del mondo.

Il massimo dirigente della Nocerina spiega che «l’iniziativa della società rossonera è volta proprio a sensibilizzare tutti gli appassionati». Intervenuto nel corso di Mattina Sport, il format sportivo quotidiano in onda su Raisport1, Citarella ha parlato soprattutto «delle difficoltà che la sentenza della Disciplinare ci creerà quando i tifosi porranno a noi presidenti interrogativi importanti. Ad esempio sul perché, per un petardo scatta un Daspo di 3 anni e, invece, per 8 partite truccate arrivano al massimo 10 mesi di squalifica, di cui 3 estivi, senza partite ufficiali. Domande a cui chiunque si troverebbe difficoltà a rispondere».

E allora ecco l’iniziativa della Nocerina, che in primo luogo ha inoltrato istanza contro le disposizioni dell’articolo 23, in particolare contro il comma 3 che impone l’inoppugnabilità delle sentenze della Disciplinare scaturite da patteggiamenti: «Una violazione del diritto comune – secondo Giovanni Citarella -. Noi, in quanto ammessi come “terzi interessati” nel dibattimento, ci sentiamo nel pieno diritto di appellarci a questa norma e, nel caso in cui la nostra istanza fosse accolta, nel giro di pochi giorni si potrebbe andare in dibattimento davanti alla Corte Suprema, formata da giudici che decideranno in base ai principi del diritto statuale, piuttosto che sulla normativa sportiva».


fonte: Giuliano Pisciotta, www.zero-zero.it