NOCERINA: la B ed il Palazzo

Accadeva trent’anni fa, stagione 81/82, Serie C1 girone B: la Nocerina è impegnata in una difficile ripartenza dopo il deludente campionato della precedente annata, presidente è Guglielmo Esposito, che affida a Giocomino De Caprio il compito di allestire una buona formazione in grado di ben figurare in un torneo difficile, che vede anche la partecipazione dei cugini della Paganese e dei rivali di sempre della Salernitana. L’allenatore scelto per guidare i molossi è Lamberto Leonardi e la formazione tipo è recitata così di seguito “Tortora, Tortorici, Marchi, Di Giaimo, Barrella, Sassarini, Magnini, Petrella, Quadri, Bocchinu, Galli”. Una delle formazioni che più è impressa nelle menti dei tifosi vuoi per lo spettacolo che essa offriva, vuoi per l’associazione ad una delle più grandi ingiustizie mai subite dalla gloriosa società dell’Agro. Il campionato è esaltante, la squadra viaggia a ritmi altissimi in un emozionante testa a testa con il Campobasso e con l’Arezzo, che per primo raggiunge matematicamente l’ambito traguardo della Serie B. A contendersi il secondo posto utile per l’accesso in cadetteria vi sono, appunto, il Campobasso e la Nocerina. Due fatti segneranno a questo punto la stagione molossa: da un lato la tragica morte di cinque tifosi al seguito della squadra nell’impegnativa trasferta di Livorno, dall’altro la sentenza della Lega, scaturita anche grazie ad abili giochi politici, che favorisce il Campobasso, garantendogli la promozione. Siamo alla penultima giornata di campionato, Nocerina e Campobasso si trovano al secondo posto a pari punti: i molossi giocano a Ponticelli contro il Campania, i lupi molisani a Casarano contro la Virtus. La partita per i rossoneri si incanala subito sui binari giusti, dopo poco tempo il Campania è già sotto per due reti a zero, ciò però non va giù ai tifosi locali, i quali inveiscono contro avversari e terna arbitrale, lanciando in campo qualsiasi tipo di oggetto e costringendo il direttore di gara stesso a sospendere l’incontro per svariati minuti. Dopo il ritorno in campo i giocatori molossi, credendo che si giocasse solamente pro-forma, fanno si che il Campania pervenga al pareggio, anche per cercare di acquietare gli animi dei supporters locali, ma convinti, in cuor loro, che la vittoria sarebbe, poi, stata loro assegnata a tavolino. Contemporaneamente a Casarano il calciatore molisano Maestripieri viene colpito da una candela d’auto lanciata contro il pullman da un contadino del luogo. Il campionato termina con le due squadre a pari punti, ma con entrambe che reclamano ricorso per i fatti loro accaduti. Ci si aspetterebbe un nuovo spareggio per decidere la promozione, anche a causa dell’accoglimento di entrambi i reclami, ma non è assolutamente così. Avviene l’imponderabile: il ricorso dei molisani è accolto, quello dei molossi respinto. La graduatoria recità così: Arezzo 47, Campobasso 46, Nocerina 45, Campobasso in B, Nocerina in C1. Questa notizia viene accolta tra lo sgomento generale e le proteste accese dei tifosi più inviperiti che non esitano a mettere Nocera a ferro e fuoco: autostrade, ferrovie e servizi pubblici bloccati, posti di blocco per le strade, viene persino fermata la tappa del Giro d’Italia che in quel periodo passava per Nocera. Il tutto si è rivelato inutile, la sentenza viene riconfermata, Nocera è nuovamente costretta a ripartire, conscia del suo scarso peso politico sia in Lega, sia a livello amministrativo. Il tutto, riportandolo alla situazione attuale che vede la Nocerina barcamenarsi nella speranza di riottenere un posto nel secondo gradino del calcio italiano, causa processo sul Calcioscommesse, potrebbe essere rapportato all’ennesima ingiustizia che ha visto la Nocerina soccombere alla lettura delle sentenze del 30 Maggio al Foro Italico, scandalose e che hanno rasentato il ridicolo. Nocera tutta è ora stretta attorno alla propria squadra, unica valvola di sfogo di una comunità sempre più soffocata dalle contingenze del presente, e che ha fame di giustizia, quella giustizia che in Italia non sempre funziona e non sempre è dalla parte di chi opera per il bene della collettività.

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it