CALCIOSCOMMESSE: Secondo grado, il parere dell’esperto

Finalmente il momento tanto atteso è arrivato! Alle 14:25 di oggi è iniziato a Roma il processo di secondo grado per la cosiddetta Scommessopoli che ha travolto il calcio Italiano e che interessa in maniera tanto diretta quanto decisiva la nostra Nocerina. Di questo processo, del suo svolgimento e delle sue possibili conseguenze si sta facendo un gran parlare sia tra gli addetti ai lavori che tra la gente comune, circostanza che sta creando un mix simpaticissimo ed a tratti surreale di ipotesi, interpretazioni, tesi disparate che spaziano dall’ottimismo più sfrenato al più cupo pessimismo. In questa situazione mi è stato affidato l’ingrato ma gradito compito di tentare di mettere un po’ d’ordine in questa ridda di voci che si rincorrono in questi giorni caldissimi e di chiarire modalità di svolgimento del processo e possibili scenari all’esito dello stesso. Il giudizio che si sta celebrando in queste ore è un classico processo d’Appello in cui la Corte è chiamata a verificare nel merito l’operato della Commissione Disciplinare che si è pronunciata in primo grado. Più precisamente, la Corte di Giustizia Federale dovrà valutare se, sulla base delle prove raccolte ed allegate in primo grado da Palazzi e di quelle a discarico prodotte sempre in primo grado dalle difese, le decisioni assunte dall’Organo di giustizia sportiva che si è pronunciato il 10 agosto siano state o meno corrette. Questo credo sia un primo passaggio chiave per comprendere quello che accadrà in questi due giorni, infatti in Appello, tranne in rarissimi casi, non è possibile produrre prove nuove ed il convincimento della Corte dovrà formarsi sulla scorta di quanto allegato in primo grado. Tutti gli incartamenti difensivi di cui si narra in questi giorni, in realtà, non sono altro che i normali ricorsi in appello preparati dagli avvocati dei condannati in primo grado corredati dalla documentazione già prodotta in prima istanza, magari condita con qualche elemento nuovo che si cerca di far rientrare dalla “finestra del processo” ma che, nella maggior parte dei casi, verrà ritenuto inammissibile.

Per questo motivo, senza voler assolutamente prendere posizione o anticipare nulla, si presume che, in casi gravi come quelli in cui l’accusa è di responsabilità diretta, sia difficile assistere ad un ribaltamento delle sentenze emesse in primo grado, circostanza già riferita da illustri giuristi operanti nell’ambito del diritto sportivo. Mentre, infatti, le squalifiche inflitte ad un singolo tesserato possono essere mitigate o inasprite, una responsabilità diretta o c’è o non c’è e se la Commissione Disciplinare l’ha ritenuta sussistente, appare improbabile che un altro Organo di giustizia sportiva, analizzando le medesime prove, affermi il contrario. Venendo alle conseguenze di un’eventuale conferma in appello delle sentenze emesse in primo grado va analizzato innanzitutto il vero e proprio spauracchio estivo: la questione FORMAT della serie B, e cioè: nel caso di retrocessione di Grosseto e Lecce esiste la possibilità di una B a 20 squadre? La risposta è no! La serie B per la stagione 2012/13 sarà ancora a 22 squadre, così come deliberato nel Consiglio Federale del 7 agosto 2012 e riportato nel Comunicato Ufficiale della FIGC del 9 agosto 2012. La stesura dei calendari, il campionato che partirà regolarmente venerdì, la vendita dei pacchetti-abbonamento di SKY sono le ulteriori conferme, qualora necessarie, che il FORMAT non sarà modificato. E’ chiaro siamo in Italia, un Paese dove spesso le norme ed il diritto vengono sacrificati e stravolti ma questa volta non accadrà. Se tutto andasse come speriamo, quindi, bisogna valutare modalità e tempi per la riammissione. Di norma dovrebbe riunirsi il Consiglio Federale e deliberare ufficialmente le riammissioni delle squadre aventi diritto. In questo caso, tuttavia, Abete ha dichiarato di aver già ricevuto una delega nel corso dell’ultimo CF del 7 agosto 2012 che gli consente di provvedere personalmente alla riammissione delle squadre aventi diritto (Vicenza e Nocerina). Sulla tempistica ci sono due possibilità: la prima è che Abete provveda immediatamente dopo le sentenze di secondo grado, la seconda è che si accelerino i tempi per il processo innanzi al TNAS (terzo grado di giustizia sportiva) e che le riammissioni siano deliberate solo dopo questo ulteriore procedimento. Va anche detto che quest’ultima eventualità allungherebbe solo i tempi (di una decina-quindicina di giorni) ma non muterebbe la sostanza. Il TNAS, infatti, è un Tribunale Arbitrale Sportivo al quale i tesserati che hanno subito condanne dalla giustizia sportiva si rivolgono per tentare una conciliazione con la Federazione. Appare evidente che tale Organo possa rivelarsi utile in caso di richiesta di riduzione di squalifiche per i tesserati o di punti di penalizzazione ma non nel caso in cui si è stati condannati alla retrocessione per responsabilità diretta.

Al TNAS, inoltre, si ricorre per evitare di violare la clausola compromissoria, circostanza che si verifica allorquando si adisce la giustizia ordinaria prima di aver esaurito tutti i gradi della giustizia sportiva. Il precedente più vicino a noi è, comunque, quello dello scorso anno in cui l’Alessandria venne retrocessa per responsabilità diretta ed il Monza venne riammesso immediatamente dopo la sentenza di secondo grado.

Sperando di aver chiarito la maggior parte dei dubbi che attanagliavano una fetta di lettori, almeno di quelli che hanno avuto la pazienza di giungere fino alla fine dell’articolo, torno a vestire i panni del semplice tifoso, sperando di vivere una settimana BBBBBBBBBellissima!!!!!!!!!


Avv. Gaetano Maiorino