GIACOMO DE CAPRIO, il viaggio del Direttore lungo la storia dei molossi

GIACOMO DE CAPRIO, il viaggio del Direttore lungo la storia dei molossi

In ricordo di Giacomo De Caprio, riproponiamo la seguente intervista, da lui concessa tempo fa al nostro Fabio Pagano. 

 

Giacomo De Caprio è un’icona del calcio nocerino, ha ricoperto tutti i ruoli possibili, ha cominciato come calciatore nel primo dopoguerra, poi, da allenatore, ha portato la squadra alla promozione in serie D ed alla vittoria dello scudetto, ed infine come direttore sportivo ha contribuito a costruire squadre solide e vincenti, sfiorando la serie B. Entrare in casa sua è quasi come stare negli spogliatoi del San Francesco, decine di foto alle pareti, centinaia di ritagli di giornale, attestati di stima di grandi campioni e di dirigenti di serie A, la storia di una vita. Giacomo De Caprio è la storia del calcio a Nocera.

 

Lei è arrivato a Nocera nel 1947-48 per disputare l’allora campionato di serie B con la neopromossa formazione rossonera, che aspettative aveva per la sua esperienza nella Nocerina e cosa, invece, ha trovato?

 

Innanzitutto, mi inviò a Nocera il presidente del Napoli, il commendatore Cuomo, che mi chiamò e mi disse che mi aveva venduto alla Nocerina. Io non sapevo dove fosse Nocera, pensavo di dover andare a Nocera Umbra ed invece mi aveva mandato a Nocera Inferiore per 25 lire al mese. Giocai 27-28 partite in quel campionato, purtroppo quell’anno ci misero un po’ i bastoni tra le ruote e la Nocerina dovette retrocedere.

Il suo soprannome da calciatore era “Palummiello”, a cosa era dovuto? Le piaceva che la chiamassero così?

 

Me lo affibbiò Gino Giorgetti, un giornalista napoletano. Io gli chiesi il perché e lui mi disse che quando saltavo di testa somigliavo ad un uccello che spicca il volo, mi è sempre piaciuto era un’ immagine simpatica.

 

Lei resterà a Nocera per altri due anni, ed andrà via solo con la retrocessione dalla serie C dell’annata 49-50, che ricordo ha di quegli anni e dell’addio a Nocera?

 

Stavo bene a Nocera, poi i dirigenti di allora mi dissero che ero stato ceduto alla Turris, mi ricordo che dovetti persino riscattarmi da solo la lista per poter giocare. La mia vita era legata a Nocera perché qui ho conosciuto mia moglie ed ho avuto tre figli che sono Nocerini purosangue.

 

Dopo l’esperienza da calciatore lei torna a Nocera da allenatore-giocatore nell’annata 1961-62, e guida la squadra alla promozione in serie D ed allo scudetto dilettanti, storico successo sul Porto S.Elpidio per 3-2 al termine di una partita e di un torneo ricco di insidie, cosa ricorda di quella splendida cavalcata?

 

L’unica cosa che ricordo ancora oggi con nitidezza è la vittoria dello scudetto dilettanti,dopo la gioia per la vittoria mi lasciarono a Roma per pagare gli stipendi ad alcuni giocatori della squadra, un gesto che non mi è piaciuto. Tornai a Nocera e trovai il benservito da parte della società, non pensavo di meritare un trattamento del genere.

 

Dopo una sfortunata parentesi da allenatore nel 68-69 le strade di De Caprio e della Nocerina si incrociano di nuovo nell’81-82, questa volta lei ricopre il ruolo di Direttore Sportivo e costruisce una delle Nocerina più belle e sfortunate della centenaria storia rossonera, le recito la formazione Tortora Tortorici Marchi Di Giaimo Barrella Sassarini Magnini Petrella Quadri Bocchinu Raffaele con Carlà Galli Missiroli e Stasio a subentrare dalla panchina, ci vuole raccontare la storia di questa squadra?

 

L’allestimento di quella squadra è stato un capolavoro, con pochi soldi riuscii a mettere insieme un gruppo di giocatori di grande qualità, ma soprattutto erano tutti uomini veri adatti ad una piazza importante come quella di Nocera Inferiore.

 

Allenatore di quella squadra è un altro personaggio carismatico della storia rossonera, Lamberto Leonardi, che rapporto aveva con il sanguigno allenatore laziale?

 

Con Lamberto eravamo amici, andavamo molto d’accordo sotto il profilo tecnico,la pensavamo allo stesso modo. L’unica cosa che riusciva a fare meglio di me era reggere l’alcool anche se pure su questa cosa a Nocera si sono costruiti dei falsi miti.

 

Quel campionato, visto a posteriori, presenta una serie di occasioni perdute, Livorno, Salerno, Pagani, Ponticelli, si poteva fare qualcosa di diverso per tornare in serie B?

 

Su quella annata si sono fatte tante storie, la verità è che quella squadra meritava di andare in serie B e purtroppo non ci siamo riusciti, le storie su possibili combine o volontà societarie di non andare in serie B sono tutte false.

 

L’anno successivo è disastroso, lei dopo aver allestito la squadra lascia dopo poche partite per insanabili divergenze con il Presidente Orsini, che rapporto ha avuto con il presidentissimo?

 

A parte i normali screzi lavorativi con il presidentissimo Orsini io avevo un rapporto quasi familiare, lui capiva i problemi del calcio e sapeva sostenere ed aiutare la squadra in tutte le sue cose. Per me è stato il miglior presidente della storia della Nocerina. Era una persona talmente carismatica che anche i vertici della lega avevano un rapporto molto stretto con lui. Non l’ho mai visto tirarsi indietro davanti ad un problema, lui li affrontava tutti di petto, se c’era qualcosa da fare era capacissimo di andare fino a Firenze per discuterne con il presidente della lega. Un uomo eccezionale.

 

Lei ritornò come DS della Nocerina nell’annata 86-87 allestendo una squadra formata da giovani di belle speranze e vecchi marpioni della categoria, il mix risulterà vincente e la Nocerina disputerà un grande torneo finendo subito a ridosso delle prime posizioni, le ricordo qualche nome: Di Livio, Firicano,Mainardi, Nasuelli, Logozzo, Lamiacaputo, che ricorda di quell’annata?

 

Quella squadra fu allestita pensando innanzitutto al futuro della Nocerina, erano giovani di grandi prospettive che diedero risultati tecnici enormi, purtroppo alla fine dell’anno non si riuscì a confermarli a Nocera, sarebbero stati un capitale enorme con il quale la Nocerina poteva assicurarsi il futuro per molti anni. Di Livio lo presi dopo averlo visto giocare, nessuno voleva puntare molto su quel ragazzo, eppure io ci vidi qualcosa di speciale, il giocatore stava per essere ceduto al Rieti, ma riuscii a portarlo in comproprietà a Nocera per 60 Milioni.

 

Allenatore di quella Nocerina era Beniamino Cancian, anche lui un bel personaggio, un uomo di grandi qualità che rapporto aveva con questo gentiluomo del calcio?

 

Cancian è stato uno degli allenatori più competenti che ho conosciuto nel corso della mia carriera, ci consultavamo spesso e lui sapeva ascoltare. Mi ricordo che ci fu una grande pressione soprattutto su Di Livio, per via che era l’erede di Roccotelli, che non era ben visto dalla piazza, per fortuna io e Beniamino tenemmo duro e la squadra arrivò a grandi risultati.

 

In quegli anni la Nocerina è balzata alle cronache mondiali per una clamorosa colletta che permise alla squadra di risanare i debiti e raggiungere l’iscrizione al campionato, un caso unico al mondo che ha dimostrato l’attaccamento dei nocerini ai colori rossoneri, che rapporto ha avuto lei con i tifosi della Nocerina?

 

Mi ricordo che parteciparono tutti, anche io diedi il mio contributo, una cosa incredibile. C’era una passione incredibile in città ed è tuttora così, spero che questo patrimonio non vada perso. Con i tifosi ho un rapporto incredibile, la gente di Nocera mi vuole bene ed io li porto sempre nel mio cuore, è un piacere scendere a passeggiare per il corso e fermarmi a chiacchierare con gli amici di sempre, il tema è sempre lo stesso: la Nocerina.

 

Lei è praticamente un nocerino acquisito ed è una delle figure più importanti della storia rossonera, ci farebbe una formazione ideale della Nocerina?

 

Despal, Leone, Alberti, Di Giaimo, Andreotti, Firicano, Di Livio, De Agostini, Bozzi, De Caprio, Cancellato.

 

Nonostante sia stato calciatore ed allenatore della Nocerina, ormai per tutti lei è “il direttore”, segno che la sua esperienza come Direttore Sportivo ha lasciato il segno, c’è qualche giocatore che avrebbe voluto portare a Nocera e non c’è riuscito e qualche giocatore che invece si è pentito di aver portato a Nocera?

 

C’era un calciatore, che ora fa l’allenatore, Mario Somma, avrei voluto portarlo alla Nocerina e non ci sono mai riuscito. Tutti quelli che ho portato a Nocera non mi hanno deluso, per cui non ho rimpianti in questo senso. Con la Nocerina sono stato fortunato e competente perché posso dire di non aver sbagliato niente.

 

Lei come addetto ai lavori ha sicuramente avuto l’opportunità di seguire da vicino la storia della Nocerina, c’è una stagione in particolare alla quale avrebbe voluto partecipare?

 

Avrei pagato di tasca mia per partecipare all’annata successiva alla vittoria dello scudetto dilettanti, purtroppo non me ne fu data la possibilità, resta per me un grande rimpianto.

 

Secondo lei quali sono i calciatori che meritano, più degli altri, di essere ricordati nella storia della Nocerina?

 

Gigi Di Giaimo è un calciatore che molti dimenticano e io invece vorrei ricordare in modo particolare. E voglio ricordare un altro mio giocatore, Lamicaputo. E poi la squadra del 47-48 va ricordata in blocco era un gruppo fantastico.

 

Parlando di allenatori, massaggiatori, magazzinieri, dirigenti e presidenti, a parte lei, ci faccia qualche nome che lei ritiene più legato alle sorti della Nocerina?

 

Il primo nome da citare è Orsini, sopra tutti quanti, lui resta il Presidentissimo.

 

Il suo nome è fortemente legato a quello della Nocerina, quando sente parlare di Nocera e della Nocerina quali sono le prime cose che le vengono in mente?

 

La prima cosa che mi viene in mente è la Nocerina nella quale ho avuto il piacere di giocare, è quella che mi è rimasta più nel cuore, la mia gioventù, il primo incontro con mia moglie. Queste sono le cose che mi vengono in mente.

 

Lei è uno dei personaggi più rappresentativi della storia della Nocerina, quali sono i suoi auguri a questa vecchia e gagliarda signora che si appresta a compiere 100 anni?

 

Il mio augurio per i cento anni è quello di riuscire a tornare in serie B come quando giocavo io, ci ho provato a riportarcela ma non ci sono riuscito. Le auguro con tutto il cuore di tornarci quanto prima.

 

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it