GUGLIELMO ACCARDI: ”tanti giovani interessanti nella cantera molossa”

GUGLIELMO ACCARDI: ''tanti giovani interessanti nella cantera molossa''

Presente ieri al San Francesco, in compagnia del d.g. della Casertana Nicola Pannone, l’ex direttore sportivo della Nocerina, Guglielmo Accardi, ha fatto visita al tecnico della Nocerina Gaetano Auteri per rinsaldare vecchi rapporti d’amicizia. Una visita motivata anche dall’opportunità di dare un’occhiata ai promettenti giovani della “cantera” rossonera ed, eventualmente, stringere accordi in vista della prossima stagione agonistica. Raggiunto telefonicamente l’ex dirigente rossonero ha spiegato con la consueta disponibilità i motivi del suo incontro con mister Auteri:


“Si sono salutati affettuosamente,  perchè sono state due figure importanti nel campionato di Serie D vinto insieme quell’anno a Siracusa. Un campionato che Auteri non riuscì a portare a termine, a causa di divergenze con la proprietà che lo costrinsero a dare le dimissioni, anche se alla fine fu lui l’artefice principale insieme al DG di quella straordinaria impresa. La nostra visita è stata principalmente di cortesia, ma ne abbiamo approfittato anche per scambiare quattro chiacchiere col mister per capire eventuali margini di trattativa per il prestito di alcuni giovani della Nocerina che riteniamo possano fare al caso della Casertana”.

 

Quali sono i prodotti del vivaio rossonero che più hanno attirato le vostre attenzioni?

 

“Da ex rossonero mi auguro che presto la Nocerina possa ritrovare la B persa qualche mese fa, se così fosse è normale che nella rosa che dovrà affrontare il campionato cadetto non ci sarà spazio per tutti, soprattutto ad esempio per gli aggregati dall’ex squadra Primavera come Chiavazzo, Esposito, Lettieri, ma anche per Kostadinovic e Tulimieri, che hanno ben figurato in questo precampionato. L’unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dal fatto che qualcuno di loro ha aspettative di restare tra professionisti e, magari, giocarsi le proprie carte. Ma, ripeto, ci siamo fatti solo una chiacchierata per sondare le eventuali intenzioni dello staff tecnico della Nocerina, anche perchè a Caserta abbiamo da poco definito il nuovo assetto societario, oggi c’è stato l’accordo con il nuovo allenatore, che ancora non ha dato indicazioni sulla composizione della rosa”.

 

Ieri è stata la giornata della commemorazione dell’indimenticato Giacomino De Caprio. Anche Lei era presente ai funerali di “Palummiello”. Ci descriva la sua figura sia a livello di uomo di calcio, sia a livello umano, raccontando magari qualche retroscena, anche del vostro rapporto, per ricordare, così, chi più di tutti ha contribuito a scrivere la storia della Nocerina.

 

De Caprio mi portò dalla Scafatese al settore giovanile della Cavese, era l’83, avevo appena 15 anni e giocavo in Eccellenza. Da Cava, poi, ho iniziato la mia carriera. Dopo sono andato a Terni, ed anche in quell’occasione il supporto di Giacomino fu importante, fu lui che fece in modo che l’interesse della Ternana potesse concretizzarsi, facendomi, così, spiccare il volo. Da allora non ci siamo mai persi di vista. Ha sempre manifestato nei miei confronti un profondo legame professionale. A livello umano era una persona eccezionale, con un fortissimo carisma, e con un repertorio di aneddoti piacevoli. E’ con lui che il mio percorso formativo si è consolidato. A causa di alcuni acciacchi, dovuti soprattutto all’età, si è allontanato dall’ambiente calcistico. Quattro anni fa, quando fui chiamato ad occuparmi del settore giovanile della Nocerina, gli proponemmo di diventare presidente onorario di quel settore, quantomeno per cercare di non farlo allontanare dal mondo del calcio, a cui ha dedicato quasi tutta la sua vita, prima da giocatore, poi da allenatore e, infine, da dirigente. Peccato che soprattutto negli ultimi anni non gli è stato concessa la fiducia che meritava. Quando c’è stata qualche opportunità di ritornare a ricoprire una carica nella società rossonera, gli è stata preclusa qualsiasi possibilità e gli si sono preferiti tanti personaggi di dubbie capacità. Avrebbe potuto dare sicuramente ancora tanto”.

 

Parliamo di Nocerina. Annata difficile, soprattutto dal punto di vista organizzativo vista l’incertezza che regna sulla categoria che i molossi andranno ad affrontare. Secondo lei cosa manca ancora a questa squadra per ben figurare, nel caso in cui fosse ancora serie B, o puntare alla vittoria del campionato in caso di Lega Pro?

 

“La B e la Lega Pro siano due realtà diverse. Questo clima di incertezza contribuisce ad influenzare a livello mentale i giocatori, infatti ieri all’allenamento li ho visti comunque vivere con difficoltà questa situazione. Ciò non giova nemmeno alla società e ai dirigenti che non sanno come muoversi in un contesto come questo. In caso di Serie B l’organico va sicuramente rivoluzionato , i valori della cadetteria sono importanti e l’allestimento della rosa va fatto secondo certi parametri. E’ normale che poi, a causa sempre di questo clima di incertezza, i giocatori di B rifiutino la destinazione Nocera, perchè potrebbero comunque rischiare di trovarsi in un contesto di Lega Pro, il che non li farebbe rendere al massimo, ma non gioverebbe nemmeno alla società, costretta ad accollarsi ingaggi onerosi per un club di Lega Pro. In questo momento non si può pensare di muoversi diversamente da come sta facendo la Nocerina. Bisogna avere pazienza ed aspettare il momento giusto per piazzare i propri colpi”.

 

Spostiamo il discorso sulla figura di Guglielmo Accardi, prima responsabile del settore giovanile della società rossonera in D, poi l’oneroso compito di gestire la prima squadra come DS, carica che ricorprirà fino al dicembre successivo, in C2. Che ricordi ha di quella esperienza, ma soprattutto ha qualche rimpianto?

 

“Fui promosso in prima squadra a dicembre di quel campionato di D. In quel periodo la squadra venne smantellata quasi completamente, e a me e Matteo Pastore fu affidato il compito di traghettarla fino a fine campionato. La situazione era davvero complicata, non solo nel gestire alcune trattative finanziarie con alcuni giocatori, ai quali fu proposto di decurtarsi gli ingaggi, ma anche nel gestire la doppia natura societaria, che in quel momento vedeva divisi da un lato Citarella, dall’altro De Marinis. Ma nonostante tutte queste problematiche riuscimmo a costruire una rosa solidissima, a motivare i calciatori e mantenere così la seconda posizione, alle spalle del Brindisi, utile in ottica Play-Off. Sapevamo per certo che quell’anno, andare avanti nella post-season avrebbe di certo portato la riammissione in Seconda Divisione,ed è per questo che non ci scoraggiammo e continuammo nel nostro lavoro. I Play-Off furono vinti davvero in maniera esaltante, esprimendo il miglior calcio della categoria e giocando davvero a viso aperto contro chiunque. Ovviamente, però, sapevamo che per avere la certezza della riammissione, avremmo dovuto aspettare fino ad inizio agosto, questa situazione tenne il nostro mercato un po’ fermo, una situazione molto simile a quella di quest’anno. Il 4 Agosto avemmo l’ufficialità e fummo costretti a costruire una rosa in fretta e furia per gli imminenti impegni ufficiali. La politica societaria, poi, si sposava molto con la mia filosofia, una gestione principalmente improntata sulla valorizzazione dei giovani, per accedere facilmente ai contributi di Lega sul minutaggio. Per questo motivo mantenemmo l’ossatura della vittoriosa annata precedente e aggiungemmo alcuni giovani che avrebbero dovuto darci una mano. Iniziammo bene, le vittorie contro la Lucchese e il Bellaria forse illusero un po’ l’ambiente. Pensammo di poter tenere botta fino a gennaio e poi magari intervenire sul mercato. Qualcosa però non andò per il verso giusto, complici anche i numerosi infortuni, che constringevano spesso il mister a mandare in campo le riserve delle riserve per sopperire alle tante assenze. A Gennaio, poi, decisi di dimettermi quando sentii che i miei margini di operazione si erano ridotti. Non rimpiango nulla di quel periodo, ho sempre operato per il bene della Nocerina”.

 

E ora l’avventura con la Casertana. Quali sono i vostri obiettivi stagionali e qual è, poi, l’obiettivo personale di Guglielmo Accardi?

 

“Una società come la Casertana, abituata a calcare i palcoscenici importanti e con una gloriosa storia alle spalle, non può che porsi obiettivi importanti a partire dal ritorno tra i professionisti. Personalmente è chiaro che punto a migliorarmi sempre. Caserta è una sfida importante, riportare una piazza così nel professionismo, dopo oltre dieci anni di dilettantismo, sarebbe motivo di grande orgoglio e soddisfazione”.

 

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it (foto: www.solosavoia.it)