Il calcio, la giustizia e la malattia del tifoso

Il calcio, la giustizia e la malattia del tifoso

Sono mesi, con la piccola esclusione di qualche partita della nazionale, che alla parola calcio non si aggiunge più “giocato” o “parlato” ma “scommesse” e “giustizia”. Non dovrebbe essere così, ma soprattutto bisognerebbe fare in modo che non sia più così.

 

Come nasce un tifoso? Probabilmente va allo stadio con il padre, col fratello maggiore o con qualche zio già colpito da questa fantastica malattia. Entra, guarda il manto verde, e il suo sguardo è attratto da una maglietta indossata da 11 tizi in mutande. A quel punto, come ogni innamoramento che si rispetti, scatta il colpo di fulmine ed è per la vita. L’unico, vero, amore eterno.

 

Non c’è una spiegazione logica a questo fenomeno altrimenti sarebbero tutti tifosi del Real Madrid o del Barcellona. C’è un solo antidoto per questa malattia e si chiama illegalità o ingiustizia se preferite. Il tifoso quando vede giocare la sua squadra anche nei momenti peggiori ha sempre in cuor suo la speranza di vincere, di combattere, di urlare gooooollllll. E’ fantastico, bellissimo, stupendo. Se tutto è già deciso prima di cominciare, se i protagonisti sono corrotti e falsi il gioco decade e la malattia è curata.

 

Ovviamente c’è chi bara e chi si fa corrompere, l’esperienza purtroppo suggerisce che ci saranno sempre questi personaggi. Ci deve essere, però, una pena certa e dura. Ed è questo che chiedono i tifosi di tutta Italia.

 

I tifosi della Nocerina, del Vicenza e di tutte le altre squadre coinvolte non chiedono la riammissione, la vittoria di un campionato perso sul campo. I tifosi chiedono di poter tornare allo stadio, vedere i colori che amano e credere a quello che accade per i successivi novanta minuti. Se non c’è questo, il calcio è finito, la malattia è curata.

 

Giovedì mattina ci sarà la sentenza di primo grado. L’augurio è che si faccia giustizia anche e soprattutto per i tifosi di quelle società che verranno penalizzate, perché sono anni che non vedono partite di calcio ma incontri di wrestling. I primi ad essere stati traditi sono proprio loro.

 

Se non ci dovesse essere giustizia, qualcuno potrebbe decidere di non entrare più allo stadio, probabilmente sarà una minoranza, ma è dalle piccole pietre che cominciano le grandi frane. Il nostro calcio accusa da anni il fenomeno degli stadi vuoti, non dategli il colpo di grazia. Fate giustizia.

 

Fabio Pagano