MILLE MIGLIA DI PASSIONE: Enzo una cartolina da 900 km di distanza

Mi sono sempre chiesto come fosse seguire la squadra della propria città lontano da casa, un assaggio lo avevo provato all’inizio della scorsa stagione quando contro il Sassuolo ero in Calabria in vacanza e girovagavo tra i ristoranti in cerca di qualcuno che trasmettesse la partita, arrivando anche ad offrire cifre spropositate per una partita di calcio e solo per vedere quella prima tanto agognata partita in serie cadetta. Purtroppo, dovetti seguire quella partita in radio, una sofferenza indescrivibile per chi come me ha sempre seguito gli incontri dal vivo. Dopo quell’occasione ho sempre ripromesso a me stesso di evitare la riproposizione di simili avvenimenti, dopo però ti rendi conto che la vita corre veloce e non sempre puoi organizzare il futuro a tuo piacimento abbandonando così il luogo nativo.
Per chi come me per una partita di playoff in serie D ha rischiato di perdere il lavoro pur di essere allo stadio, per chi come me in serie C2 si batteva per far capire che la strada intrapresa era quella giusta ed in presenza di un progetto si poteva tornare nella categoria di appartenenza, per chi come me in serie C1 ha sognato ad occhi aperti assistendo a partite di una bellezza straordinaria e finalmente vincendo un campionato con una cavalcata indimenticabile, per chi come me ha toccato con mano l’emozione di vedere per la prima volta un campionato di serie B, accettare di essere lontano nel futuro prossimo è qualcosa difficile da assimilare e metabolizzare.
Chi mi conosce sa che ormai abbiamo “colonizzato” uno spicchietto di tribuna laterale (lato curva) terzultima e quartultima gradinata, sempre gli stessi posti quasi ad esorcizzare e come dico io: “mantenere i posti di combattimento”, abbiamo fatto amicizia perché vivo la partita a modo mio, simpaticamente e con una telecronaca di sottofondo tutta particolare.
Grazie ai vari amici sempre presenti è bello trascorrere un pomeriggio spensierato e con un fine comune sotto gli stessi colori, adesso però che sarò lontano tutto cambia e comincio a capire cosa significa essere “fuori sede”… stare costantemente su internet per seguire le vicende extracalcistiche, confrontarsi con gli altri degli sviluppi, contattare amici e parenti per sentire qualcosa direttamente “dal campo” e non voglio ancora pensare cosa accadrà quando ci saranno le partite… supereremo anche questa difficoltà, con la speranza e l’augurio tutto personale che in un modo o in un altro quel posto in gradinata possa tornare ad essere occupato insieme a tutto il gruppo storico.
Intanto, a 900 km di distanza “educo” i ragazzini del posto con un po’ di storia passata e recente della nostra Nocerina… tanto che quando ci vediamo in paese sono loro che mi anticipano sulle notizie della nostra riammissione e mi dicono di aver visto i video del nostro tifo… questo è “Esportare Nocerinità”


Vincezo Avagliano