Nocerina: Il prossimo avversario, la Paganese

 

Oggi seduta di rifinitura a porte chiuse per Bruno e compagni, magari per provare nuovi schemi tattici per la partita di domani che vedrà i molossi contrapporsi alla Paganese di Gianluca Grassadonia. L’ultimo precedente col la squadra liguorina risale alla stagione 93/94 in Serie D, partita giocata sul neutro di Portici, terminata col punteggio di 0-3 per i molossi che giocavano in trasferta. A segno Pallanch, Luciano e Pastore. Da allora sono passati oltre 18 anni, tanto, troppo tempo, e le strade delle due squadre si sono nettamente separate: da un lato la Nocerina, tra due B sfiorate, una partita storica con la Juventus, retrocessioni e risalite, dall’altro la Paganese, tra fallimenti, ripartenze e risalite graduali nel grande calcio che conta. E’ proprio sulla Paganese che vogliamo puntare l’attenzione. Dopo l’amara retrocessione dello scorso anno, la squadra di Pagani si trova ad affrontare un bivio importante: la presidenza Trapani, la più vincente di tutta la storia azzurrostellata, sembra ormai agli sgoccioli, vi è indecisione sul futuro, fin quando verso inizio Luglio non viene presa la decisione di tentare l’immediata risalita in Prima Divisione. Viene allora richiamato come DG Cocchino D’Eboli, il quale affida il compito di mister a Gianluca Grassadonia, proveniente da una sfortunata esperienza con la maglia dei falchetti della Casertana. Viene allestita una formazione che contempla nomi di alto calibro per la categoria: Luca Fusco, Giuseppe Rinaldi, Dino Fava, Salvatore Galizia, Diego Acoglanis, Juan Sebastian Vicentin, uniti al ritorno di Francesco Scarpa, di Andrea Tricarico e Giancarlo Petrocco, più tanti giovani di belle speranze come Samuele Neglia, Luca e Fabio Orlando, Enrico Pepe. Sembrava davvero essere stata allestita un’ottima formazione, indicata dagli addetti ai lavori come la favorita del torneo insieme al Perugia, e infatti il torneo inizia in maniera abbastanza agevole, fin quando qualcosa all’interno dello spogliatoio azzurrostellato sembra incepparsi. Dalla sconfitta di Perugia è un continuo alternarsi di buone e cattive prestazioni che fanno scivolare la Paganese lontano dalle prime posizioni. Tutto questo, unito alle vicende giudiziarie che hanno visto il patron Raffaele Trapani essere coinvolto nell’inchiesta “Linea D’Ombra”, porta ad un ridimensionamento dei piani iniziali nel mese di Gennaio, con l’abbandono da parte di tanti esponenti di spicco della rosa, come lo stesso Petrocco, Acoglanis, Vicentin, e l’acquisto di giocatori con un budjet più contenuto. Arrivano Elio Nigro, Raffaele De Martino e viene promosso al ruolo di numero uno l’ex Salernitana Robertiello. Questa situazione non va giù al tecnico Grassadonia, il quale decide di rassegnare le proprie dimissioni alla 24a giornata. Al suo posto il ritorno di Pino Palumbo, il quale verrà esonerato alla 41a a causa di risultati scadenti che rischiavano di compromettere addirittura la qualificazione agli spareggi  promozione. Ritorna il tecnico Grassadonia che riesce a mantenere la squadra di patron Trapani al 6° posto e qualificarla così agli spareggi. Al primo turno, grazie a due reti del bomber Luca Orlando, messosi in luce in questo torneo con oltre venti  marcature, attirando le attenzioni di numerosi club cadetti, la Paganese supera agevolmente la semifinale contro la Vigor Lamezia, vincendo entrambi gli scontri. Grazie poi al 2-0 rifilato in casa contro il Chieti, altra finalista del girone, e allo 0-0 nella gara di ritorno, i liguorini fanno ritorno in Prima Divisione dopo un anno di assenza. Le intenzioni, per questo campionato, del Presidente sono chiarissime: cercare di ben figurare in un torneo difficile come quello di terza serie e, con un pizzico di fortuna, riuscire a regalare alla città di Pagani un sogno cullato sin dalla fondazione del club nel 1926, la Serie B. A dimostrazione di questa sua ferrea volontà l’imponente mercato fatto dall’abile operatore di mercato D’Eboli, che è riuscito ad assicurarsi le prestazioni dei forti centrocampisti Evans Soligo dal Vicenza, Mauro Gori dal Taranto, Fabrizio Romondini dal Barletta, Mariano Romano dal Monza, dell’esterno Giampaolo Ciarcià, ex Salernitana e Benevento, degli attaccanti Loris Tortori, di ritorno dal Latina, e Salvatore Caturano, dopo la buonissima esperienza al Foligno, e del difensore Mariano Fernandez dal Siracusa. Chissà, riuscirà quest’anno la Paganese a rivelarsi la sorpresa del campionato e regalare alla città un traguardo che avrebbe un qualcosa di sensazionale.

 

Gianluca Tortora; ForzaNocerina.it