NOCERINA-PAGANESE. Derby a porte chiuse: è la sconfitta di tutti

Mese di agosto 2012, nel giorni delle olimpiadi di Londra, che scorrono tranquille, con gli atleti azzurri che regalano medaglie alla nostra nazione, in un angolo di periferia, va di scena la morte dello sport. Il ritorno al passato, la scelta del prefetto di Salerno, la dottoressa Pantalone, sa tanto di minestra ripassata, infatti la decisione di giocare la partita a porte chiuse è una sonora sconfitta per il nostro territorio.

Ancora una volta la nostra comunità viene mortificata da decisioni poco condivisibili, che mettono in mostra sempre più il lato peggiore della società in cui viviamo.

Ma le ragioni che hanno portato a tale decisioni, dovrebbero far riflettere tutti, perché è impensabile che al giorno d’oggi, con problemi che attanagliano il quotidiano vivere, si possa pensare di devastare un territorio mortificato già dalla scelleratezza della politica nostrana, per un incontro di calcio, che dovrebbe essere un momento aggregante.

Ancora oggi c’è gente che pensa di sfruttare un appuntamento sportivo, per dare sfogo ai propri istinti animaleschi, è grave che nel nostro territorio, non si riesca ad inculcare la cultura dello sport, non si riesca a far capire alle nuove generazioni, che l’appuntamento sportivo, può diventare il vero momento d’opportunità, per esaltare il territorio in cui si vive, e che mostrarlo per episodi negativi, può solo far ancor più degenerare l’opinione pubblica verso lo stesso. Ma cosa hanno fatto le istituzioni per evitare che si arrivi a questo?

Nulla o poco di realmente condivisibile, l’istituzione della tessera del tifoso, ha riempito la bocca e non solo di una parte del vecchio Governo nazionale, ma di reale non ha prodotto nessun frutto, niente è stato fatto per intavolare iniziative congiunte tra istituzioni ed il mondo ultras, per capire le ragioni del disagio.

Denaro pubblico sprecato a grappoli, per istallare telecamere, sale gos, e tanto altro, ci domandiamo  a cosa son servite se, una sfida da alcuni attesa circa 20 anni, poi non si può giocare con la presenza del pubblico, il vero sconfitto da decisioni cervellotiche, ma sconfitto a prescindere, se una minoranza è capace in ogni dove, di rovinare la festa di migliaia di sportivi.

L’elenco degli sconfitti è lungo, si parte dalle Istituzioni, passando per le società e per i tifosi, la parte meno malata di questo sport business, che vien mortificato ancor più in questi giorni dai processi ad una banda di disonesti, che forse sono solo una piccola parte di un sistema oramai compromesso, allora possiamo gridarlo senza paura di smentita: ci avete rotto il pallone!!!


Francesco Cuomo, ForzaNocerina.it