TIM CUP. Derby a porte chiuse, delusione Nocerina

TIM CUP. Derby a porte chiuse, delusione Nocerina

“Quello che avevamo da dire l’abbiamo già detto tramite comunicato;” è questo il laconico commento del presidente Giovanni Citarella alla decisione della Prefettura di Salerno che ha praticamente bloccato la macchina organizzativa rossonera. In mattinata tutto era pronto per l’avvio della prevendita, con orario fissato alle 12 per l’inizio della distribuzione dei tagliandi, sia per il pubblico di casa che per quello ospite; poi improvviso lo stop col comunicato di Gerarda Maria Pantalone che ha gelato entrambe le tifoserie, già pronte alla corsa al biglietto. Un ruolo fondamentale l’ha svolto anche il sindaco Torquato che messo in guardia le forze dell’ordine sulle criticità dell’evento definendo come “opportuna cautela” la decisione assunta. Intanto la società rossonera è riuscita almeno a garantire la diretta televisiva, per il momento affidata a Telenuova con inizio del collegamento alle 15:30.
A mettere di buon umore il presidente non ha di certo contribuito la giornata di Roma nella quale il massimo dirigente rossonero è stato chiamato in causa pur non essendo presente. Il legale rossonero ha terminato la sua arringa con la frase “i delinquenti tornano sempre sul luogo del delitto”; una frase che non è andata giù al presidente del Grosseto, Piero Camilli, che ha apostrofato già durante la sua difesa l’avvocato rossonero ed ha ribadito il concetto anche all’uscita dal tribunale: “prima di dare del delinquente agli altri,” ha tuonato il massimo dirigente biancorosso, “si guardasse in casa sua.” Uno scambio poco elegante che ha chiuso la seconda giornata del processo in cui ha tenuto banco soprattutto il caso Antonio Conte; domani, a partire dalle 9:30, dovrebbero essere trattati i capi d’accusa derivanti dall’inchiesta di Bari: insomma, si parlerà anche della responsabilità diretta del Lecce, altra vicenda che interessa da vicino i molossi.


Filippo Attianese, ForzaNocerina.it