BRUNO: “che peccato non giocare a Nocera”

BRUNO: “che peccato non giocare a Nocera”

Voglia di lottare e determinazione; è un Alessandro Bruno motivato quello che si è presentato in sala stampa dopo la ripresa degli allenamenti in vista del prossimo impegno sul neutro di Chieti contro la Paganese del tecnico Grassadonia. Non dispiacerebbe al Capitano rossonero diventare l’uomo derby, cercando di siglare, così, la prima rete con la casacca molossa: “Sarebbe un sogno diventare l’uomo derby. Già sono andato vicino al gol contro il Lecce. La partita di Domenica è importante per noi, è la tappa decisiva per il campionato. Ci teniamo tutti a fare bella figura” – parte a razzo il numero 8 – “Mi dispiace che non si possa giocare qui a Nocera. Questa è una sconfitta per il calcio. Questa partita viene proprio nel momento migliore, dobbiamo dare la sterzata decisiva al campionato” – prosegue – “Dobbiamo cercare di fare bottino pieno. Dall’altra parte ci sarà una Paganese agguerrita, formata da tanti elementi di valore”.
Un campionato iniziato tra alti e bassi quello di quest’anno, che potrebbe portare, però, il buon Alessandro, fresco di rinnovo contrattuale, a raggiungere le cento presenze in rossonero: “Già tempo fa avevamo raggiunto l’accordo verbale con la società. Questo deve essere uno stimolo, un punto di partenza” – tuona orgoglioso – “Voglio essere ricordato come un giocatore importante della Nocerina. Voglio entrare nella storia, ho tanta fame di vittoria. Mi mancano 16 partite per arrivare al 100, mi sento uno di Nocera, perché Nocera mi ha dato tanto, anche se sono di Benevento”. A fare la differenza, in un campionato così duro e livellato potrebbero essere le maggiori motivazioni di una squadra rispetto all’altra: “Le motivazioni dobbiamo cercarle da noi stessi, abbiamo perso troppo terreno” – avvisa – “E’ un derby, la città ci tiene, la presidenza ci tiene, dobbiamo dare il massimo. Vogliamo risalire al più presto. Ci sono tutte le componenti e le potenzialità per farlo”.
A tener banco negli ultimi giorni, il contenzioso apertosi con l’ormai fallita F.C. Catanzaro, al vaglio degli inquirenti: “Io ricordo che c’era gente che non riusciva a mettere il piatto a tavola, non riuscivano a pagare il mutuo, ci facevamo la doccia fredda, siamo stati sfrattati da tutti i ristoranti della città perché non pagavano” – dichiara amaramente Bruno – “Per due anni siamo andati a fare i Play-Off, la nostra intenzione era vincere il campionato per migliorare la situazione. Abbiamo dato il sangue per il Catanzaro, purtroppo nel calcio non c’è riconoscenza. Adesso guardiamo avanti, dobbiamo costruire il nostro futuro. Non abbiamo alcun timore, anche perché noi abbiamo fatto tutte le cose in regola”. Paragone, infine, tra la sua ex società e quella attuale rossonera, gestita dalla famiglia Citarella: “La famiglia Citarella sta dando tanto alla città, sono persone eccezionali, non fanno mai mancare niente” – sorride – “E’ una famiglia molto seria, ha voglia di programmare e di fare bene. L’anno scorso mi dispiacque tanto sentire cori contro da parte dei tifosi. Cerchiamo di tenerci stretti il presidente Citarella, che è uno dei pochi presidenti seri in Campania. Un presidente all’altezza di Nocera”.


Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it