NOCERINA, una sconfitta che non è frutto del caso

NOCERINA, una sconfitta che non è frutto del caso

Undici folletti azzurrostellati hanno danzato sulla tomba del calcio molosso. I resti di quella che una volta era la Nocerina hanno compiuto l’impresa di perdere il derby dopo 19 anni, quando, sempre in campo neutro, ben orchestrata dal mai dimenticato Pallanch travolse la Paganese. Ieri è stato l’esatto contrario, è bastata una formazione quadrata, ben disposta in campo, per avere la meglio, anzi affondare, senza strafare, una squadra priva d’identità, quasi allo sbando. In otto gare, eccezion fatta per quella vittoriosa col Perugia, mai una prestazione convincente, l’ultima quella di Catanzaro frutto più delle individualità che del gioco corale, ha solo mascherato quelli che sono i limiti tecnico-tattici di una compagine prevedibile e con molti uomini fuori condizione. La verità è che ormai gli schemi di Auteri sono conosciuti a memoria dagli avversari, ci vuole poco per imbrigliare i rossoneri, a nulla serve durante il match invertire in continuazione i giocatori sulle fasce, far ruotare gli attaccanti. Si parte sempre ed esclusivamente col 3-4-3, salvo poi nel corso dell’incontro, passare al 4-3-3, ormai il canovaccio è sempre lo stesso e così basta un allenatore accorto per mettere in difficoltà la Nocerina. A questo punto siamo curiosi di sapere Auteri cosa penserà e soprattutto dichiarerà, dato che in conferenza stampa, venerdì, aveva affermato che il derby è una gara come un’altra. Ci spiace ma il tecnico di Floridia ha preso un’altra cantonata, la Paganese ha vinto perché in settimana ha preparato il match come un derby, ha giocato come si giocano i derbies, la Nocerina purtroppo no! E basta soprattutto con le scusanti della mancata concessione di un penalty, o magari di una rete irregolare data all’avversario a giustificare le brutte prove di Bruno e compagni. Ieri il rigore è stato concesso, il penalty che avrebbe potuto riaprire la gara ed, invece, è stato fallito, a dimostrazione che la squadra non c’è. Stavolta non è bastato neanche il solito cuore che in molte gare ha permesso ai rossoneri di reagire e di risalire la china, non è bastato semplicemente perché non c’è stato! A questo punto bisogna drasticamente ridimensionare i programmi, se i rossoneri continuano a giocare così, ad offrire prestazioni del genere, difficilmente potranno lottare per il vertice, anzi dovranno guardarsi le spalle. Si sapeva che la stagione trionfale di due anni fa non si sarebbe potuta ripetere ed è per questo che bisognava voltare pagina, azzerare tutto, ripartire da capo, così come fanno le grandi squadre e magari con un po’ di fortuna ritentare il colpaccio. Allo stato attuale la Nocerina sembra lontanissima dal poter lottare per qualcosa d’importante, naturalmente ci auguriamo di no, che sia stato soltanto un episodio, ma al momento ci viene difficile pensare a ciò, vista la gara di Chieti e soprattutto quelle precedenti. Molti i calciatori fuori condizione, la colpa sarà pure di qualcuno! Aldegani che con le sue parate aveva tolto non poche castagne dal fuoco, ieri è apparso incerto almeno in un paio di occasioni e i tre di difesa che l’hanno fatta grossa in entrambi i due primi goals. A centrocampo Bruno continua ad essere l’ombra di se stesso, gioco forza anche De Liguori non può predicare sempre nel deserto e Corapi si sta dimostrando un calciatore non adatto a questa categoria. In attacco Merino è solo la copia sbiadita del calciatore funambolico che con le sue reti stava salvando la Nocerina, c’è qualcosa di più che la semplice precaria condizione fisica, non vorremmo che lo stesso sia rimasto a malavoglia. La domanda, quindi, nasce spontanea: era proprio il caso di far tirare a lui il rigore? Schetter continua a deludere mentre l’unico che prova a dannarsi l’anima è Evacuo ma senza rifornimenti anche lui può fare ben poco. Alla Nocerina ora non resta che vivere alla giornata, ora dovrà dimostrare di avere carattere e superare in fretta una scoppola che è pesante da digerire.

 

Roberto Errante, ForzaNocerina.it