TIFOSI PROTAGONISTI. Francesco: ”vorrei un derby differente”

TIFOSI PROTAGONISTI. Francesco: ''vorrei un derby differente''

Pubblichiamo così come ricevuta:

 

Siamo nel 2012, l’era di internet, ed ancora nella mia Città si parla di rischio derby? Non riesco a capacitarmi, come due città limitrofe, un tempo unite possano in occasione di una partita di calcio prendersi a cazzotti, quando in una realtà come la nostra, sarebbe opportuno fare a cazzotti per tutti i continui soprusi che subiamo.

Non ricordo negli ultimi anni nessun tipo di contestazione legata al territorio, territorio, martorizzato da sempre, per i soliti interessi economici, le uniche prese di posizione di gruppi non isolati sono legate al pallone, si il pallone, quello che dovrebbe portare un po’ di svago ad un territorio con poche utili distrazioni, diventa un momento di conflitto esagerato tra due popoli ( per fortuna sono solo una frangia).

La sconfitta dell’intero Agro è stata già ampiamente annunciata, trasferendo la partita lontanissimo dalla naturale sede e per giunta senza pubblico a seguito, ma poi addirittura ci sono cittadine che nemmeno senza tifosi vogliono ospitare il match, ma forse questi signori credono che siamo degli “appestati”?

Non permetterò mai a nessuno di sputare sulla mia terra, ma noi per primi non dovremmo sputare sulla stessa, non ci rendiamo conto che il nostro modo di fare non è un vanto per nessuno, sono finiti gli anni ’80 dove qualcuno in giro per l’Italia, narrava di epiche battaglie legate al calcio, ora questi atti di violenza possono ancor più screditare un territorio e mortificarlo maggiormente, dopo quello che le Istituzioni ogni giorno perpetrano a danno dello stesso.

Ad agosto invece di lanciare il segnale a tutto il mondo del calcio e non, siamo caduti nel tranello, facendo diventare la zona di confine tra le due città, campo di battaglia, e non mi si venga a dire che erano presente solo una fazione, perché non è così, ed anche se fosse, il tessuto urbano e il modo di vivere sono talmente simili, che tutto il territorio ne viene mortificato. Le forze dell’ordine, gestite molto spesso, da persone che grazie “alle cose all’italiana”, si trovano in certi ruoli, senza aver nessun titolo e molto spesso senza il rispetto della meritocrazia, hanno dimostrato negli ultimi periodi, di non riuscire minimamente a garantire nulla sul piano della gestione dell’ordine pubblico, in caso di eventi sportivi, ma conta poco, non è consentito a nessuno, di mortificare la nostra stessa terra per una rivalità calcistica, compreso chi con comunicati stampa, butta fango sulla passione della gente.

Svegliamoci e domenica passiamo la giornata con le nostre famiglie in serenità, senza pensare agli scontri, senza voler mostrare i muscoli con la violenza, il tempo “dei Barbari” è passato da parecchio, noi dobbiamo risalire la china, iniziando, proprio da dove siamo più deboli. No alla violenza, altrimenti non ha nessun senso, avere una squadra di calcio o portare i propri figli allo stadio, ulteriori scontri, potranno determinare con il tempo la fine della passionalità delle nostre terre. Vinciamo il derby sul campo e fuori vinciamo insieme ai nostri cugini la sfida contro chi è pronto con i titoloni sui giornali per sparare nuovamente nel mucchio sul nostro territorio, per distogliere ancora una volta l’attenzione sui veri problemi che attanagliano il vivere quotidiano.


Francesco

 

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