AMARCORD. NOCERINA-LECCE: Il ruggito del San Francesco ferma la capolista

AMARCORD. NOCERINA-LECCE: Il ruggito del San Francesco ferma la capolista

Il campionato di Serie C1 annata 1995-96 ha un solo dominatore: Il Lecce. La squadra salentina è talmente superiore alla concorrenza che può permettersi di gestire un ampio vantaggio già da metà girone di ritorno. La rosa dei giallorossi è da far impallidire. Basta fare qualche nome, Zanoncelli, Lorieri, De Patre, Macellari, Palmieri e Francioso. Stellare, ed infatti con piccoli ritocchi vincerà anche il successivo campionato di Serie B.

All’inseguimento dei giallorossi ci sono anche i Molossi di Gigi Del Neri, neo promossi in categoria. La Nocerina ospita il Lecce in un freddo pomeriggio invernale. All’andata i rossoneri avevano sfiorato il colpaccio perdendo solo per 3-2 in Puglia. Il San Francesco è una bolgia di entusiasmo. Pieno in ogni ordine di posto, come poche altre volte mi è capitato di vederlo. Già un’ora prima della partita, in curva, si respirava un’aria speciale quella che solo le grandi sfide sanno dare.

Al fischio d’inizio scoppia il finimondo, fischi assordanti travolgono le giocate più semplici dei giallorossi che sembrano impauriti, stupefatti da tanto calore e tanto rumore. La Nocerina è arrembante. Gran palla sulla sinistra di Pallanch, sulla corsa accorre Angelo Pagliaccetti, un treno che travolge l’esterno destro pugliese. Il cross è una rasoiata sulla qualche si avventano Fabbris, un difensore e Lorieri. La palla termina in rete, l’urlo lo avranno sentito anche nelle città vicine. E’ tutto un abbracciarsi e cadere verso il basso, un miracolo che nessuno si sia fatto male.

La Nocerina si chiude e riparte. I Molossi azzannano gambe e palloni, per la capolista è tutto troppo difficile, troppo pericoloso. Le gambe preziose vanno salvaguardate, il calcio è anche questo. Lorenzo Battaglia ruba la scena a tutti. Pugliese di nascita, per lui è un derby. Imprendibile, semplicemente imprendibile.

E’ Lorenzo il Magnifico a chiudere la partita. Serpentina al limite dell’area e palla in verticale nello spazio. Alza le mani perché sa già come va a finire. Peppe Delle Donne pianta un piede per terra e con l’altro colpisce la palla a piena potenza. Gol, gol, gol, non sembra nemmeno vero. La Nocerina ha demolito la capolista, la Nocerina vola in alto verso un sogno che nessuno osava nemmeno pensare.

Il finale della stagione lo conosciamo tutti, ma quel Nocerina-Lecce rimarrà nella memoria di chi c’era e di chi lo ha sentito solo raccontare. Calcio vero, col pubblico, con gli avversari, con le grida di gioia e le imprecazioni. Il calcio con lo stadio pieno, l’unico possibile, l’unico che vogliamo vedere, ricordare e raccontare. Non lo uccidete.

Fabio Pagano, ForzaNocerina.it