BRUNO IOVINO: “Esagerato parlare di radiazione”

bruno iovino

E’ stato uno dei protagonisti principali della storia recente della Nocerina. Parole sempre ben pesate quelle di Bruno Iovino, autoritario in tema di sicurezza, meticoloso conoscitore del carteggio federale e dei regolamenti: “Ho vissuto complessivamente quattro anni a Nocera, prima con la gestione Gambardella e dell’avvocato D’Angelo, poi a cavallo tra Seconda e Prima Divisione, con Citarella. Ho ricordi stupendi di Nocera ¬†e dei nocerini‚ÄĚ. L‚Äôamarezza di quella Serie B conquistata, ma mai realmente vissuta √® uno dei suoi maggiori rimpianti: “Al solo pensiero mi viene un nodo alla gola. Purtroppo, allora, quando mi resi conto che la strada intrapresa dalla societ√† non era quella che condividevo, decisi di fare retromarcia, ma con grande amarezza. Conquistare la B, e dirle cos√¨ fugacemente addio fa male, molto male”.

Molti a Nocera la ricordano per le numerose “battaglie” vinte, tra le quali citiamo quella relativa alla tessera del tifoso. Qual √® il suo segreto?

“Ho sempre portato avanti un concetto, sia nella vita sportiva che quotidiana, e cio√® quello di avere massimo dialogo e rispetto dei propri ruoli. Chi ha un ruolo da dirigente deve assumersi delle responsabilit√† e prendere decisioni, spesso non condivisibili. Ad Agosto di tre anni fa, insieme agli organi competenti, ottenni un incontro con la tifoseria, per discutere sul tema della Tessera del Tifoso. C’era una legge da rispettare, e dovevamo mettere tutti in condizione di farlo: siamo riusciti a fare oltre cinquemila tessere, penso che l’obiettivo venne raggiunto ampiamente.”

Grazie al lavoro di Iovino si sono giocati a porte aperte derby da tutti giudicati pericolosi come quelli contro Juve Stabia, Benevento e Cavese.

“L’istituzione di un tavolo di incontro tra le societ√† di Cavese e Nocerina, alla presenza di numerosi rappresentanti, ci fece fare grandi passi in avanti. La partita contro il Benevento, invece, non sarebbe dovuta essere giocata in quelle modalit√†, perch√© c’era un’ordinanza che vietava la disputa per quella determinata ora. Noi societ√† lavorammo alacremente anche il 30 Dicembre, ponendo un problema giuridico di fronte al quale gli organi competenti non hanno potuto controbattere, poich√© si sarebbe violato il principio della Tessera.”

Volgendo lo sguardo al recente passato, quanto accaduto in occasione di Salernitana-Nocerina tanto ha fatto e far√† discutere sulle eventuali responsabilit√† dell’evento. Il suo parere in merito?

“Non mi permetto di esprimere giudizi su eventuali responsabilit√†. Cos√¨ come non conoscendo le dinamiche non mi permetto di giudicare le persone, non √® nel mio stile. Di chi sia la colpa √® difficile stabilirlo. Una tale situazione non fa altro che addolorare tutti, e di certo non √® una bella cosa a livello di immagine nazionale. Certo √® che ci sono delle responsabilit√† a monte, e non credo che fosse l’unica decisione possibile da adottare quella di non fare andare i tifosi della Nocerina a Salerno.”

Una sconfitta, quindi, della tanto decantata tessera del tifoso?

“Sicuramente √® una sconfitta sotto tutti i punti di vista. C’√® un problema che va fortemente analizzato: quando √® arrivata la determina, o l’ordinanza della prefettura, che ha vietato la trasferta, si poteva applicare un determinato sistema giuridico o da parte di chi di competenza, oppure da parte dei tifosi possessori della Tessera, facendo direttamente ricorso al TAR.¬† Voglio entrare nel merito, difendendo anche quanto fatto questa estate dalla Lega Pro. Il protocollo d’intesa raggiunto durante la formazione dei gironi, mai come quest’anno aveva lo scopo di aprire le curve e, a mio modesto avviso, andava assolutamente eseguito. Devo dare atto a Ghirelli e Macalli di aver creduto in questo progetto, un progetto di notevole importanza. Credo sia stata una scelta molto oculata, fatta con una convinzione ben precisa, cio√® quella di portare la gente allo stadio. Il rammarico, purtroppo, √® che tale atto di apertura non sia stato compreso da chi di competenza.”

Prendendo in considerazione i possibili risvolti della vicenda, quanto rischia la Nocerina a livello sportivo?

“E’ bene precisare che casistiche del genere non ce ne sono nel passato, almeno a livello professionistico questa situazione √® la prima volta che si verifica. Detto ci√≤, quando sento parlare da pi√Ļ parti di possibile radiazione, mi sembra una forzatura per tanti motivi. Intanto dobbiamo verificare prima di tutto se ci sia o meno responsabilit√† diretta, per poi valutare. Il Giudice Sportivo ha fatto un atto dovuto, cio√® quello di trasmettere le carte alla Procura Federale, anche se ho qualche perplessit√† sulla precisazione relativa all’articolo sette (la norma sull’eventualit√† di un illecito sportivo ndr) in quanto una tale affermazione non √® di sua competenza. Il tutto spetter√† alla Procura Federale, che ha il compito di deferire alla Commissione Disciplinare Nazionale i tesserati della societ√†, prima dell’eventuale dibattimento. A mio modesto avviso, intravedo, nel limite delle ipotesi, pi√Ļ un atteggiamento antisportivo che illecito da parte della Nocerina, quindi viene a cadere automaticamente l’ipotesi radiazione.”

Non pensa che il peso dell’opinione pubblica possa avere un ruolo chiave nell’eventuale sentenza a carico della societ√† rossonera?

“L’opinione pubblica avr√† quasi certamente un suo peso, ma credo molto nella giustizia sportiva, nei suoi componenti e non penso che faranno molto fede alla situazione mediatica in questo momento. Qualora le cose non andassero in un certo modo ci sono le condizioni giuridiche per far cadere talune accuse. Poi, nell’eventualit√†, c’√® anche la possibilit√† di rivolgersi, in secondo appello, alla Corte di Giustizia Federale. Se non dovesse andare come sperato, c’√® anche il TNAS, e, addirittura il TAR. Se vogliamo essere rigorosi, qualora anche il TAR dovesse dare esito negativo, ci si pu√≤ rivolgere al Consiglio di Stato.”

Tra quindici giorni, intanto, ci sar√† un altro derby sentitissimo, quello contro i cugini della Paganese. Qual √® la sua proposta affinch√© si possa lanciare un segnale a tutta Italia ed ai mass media che, pi√Ļ di tutti, stanno dipingendo un quadro a dir poco spettrale?

“Una cosa importante da poter fare potrebbe essere, ad esempio, quella di dare la possibilit√† ad un centinaio di tifosi al massimo, di ambo gli schieramenti, rispettivamente all’andata ed al ritorno, di assistere alla partita in trasferta. Per fare ci√≤, per√≤, occorre mettersi a lavorare gi√† da oggi, seguendo gli stessi passi che adottammo con la Cavese: √® un segnale, non un’apertura totale, e senza polemiche di sorta. Basta con queste guerre, anzi, incoraggio ancora di piu’ Ghirelli e Macalli nel proseguire su questa linea, cercando di far valere un principio di responsabilit√†. E’ l’unico sistema per rompere gli equilibri, il lato sportivo √® secondario, quello che √® importante √® acquisire credibilit√†.”

Cosa, invece, si sente di dire ai sostenitori molossi?

“Che non pensino assolutamente di fare scioperi, manifestazioni, o alimentare ulteriori polemiche. Non creiamo situazioni che potrebbero etichettarci ancora peggio di come gi√† non siamo. Nocera non merita tali appellativi, perch√© vi sono tante persone per bene che vivono in citt√†, e chi vuole il bene del calcio a Nocera deve fare un passo indietro, senza contestazioni, ma aspettando l’evolversi della vicenda. Ci sono le condizioni per portare la situazione sui binari giusti.”

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it