GIGI PAVARESE: “Squadra minacciata di morte, il Questore ci obbligò a giocare”

GIGI PAVARESE: "Squadra minacciata di morte, il Questore ci obbligò a giocare"

“Un gruppo di facinorosi, con minacce ed atteggiamenti intimidatori, ha gettato fango e discredito sull’intera tifoseria rossonera e su tutta la comunità nocerina, alimentando pressioni sulla squadra che poi si sono tradotte nello spettacolo al quale tutto il mondo ha assistito. Abbiamo una squadra composta da ragazzi, dove l’età media è per tre quarti tra i diciotto e i vent’anni. Questi ragazzi hanno risentito moltissimo delle minacce personali, minacce anche di morte. Di questo le autorità competenti erano al corrente già quando arrivammo allo stadio e subito dopo quando poi abbiamo sporto denuncia”. Gigi Pavarese torna sui fatti di Salerno ai microfoni di RaiSport, parole durissime quelle del direttore generale della Nocerina: “Quello che mi è sembrato strano – continua il dirigente rossonero – è che quando il Questore incontrò la squadra capì quello che era lo stato d’animo dei ragazzi ma nello stesso tempo temeva per l’ordine pubblico con undicimila persone presenti sugli spalti dell’Arechi, ed in un certo senso obbligò i calciatori a scendere in campo. Noi della società li avevamo sollecitati a più riprese. I ragazzi si sono ritrovati in mezzo a due fuochi. Da una parte le minacce subite prima della partenza, dall’altra le direttive del Questore. Avevano una paura incredibile. C’era chi piangeva, chi vomitava. Di qui i tre cambi immediati. Avessero potuto, avrebbero chiesto tutti la sostituzione. Gli infortuni son stati psicologici. Ai ragazzi tremavano le gambe. Non era di certo nostra intenzione inscenare una farsa. Sono un uomo di calcio da 30 anni e se ci fosse stato qualcosa di premeditato allora, se permettete, avrei architettato qualcosa di più credibile”.

Ne ha per tutti Pavarese:  “Di chi le colpe? Le responsabilità vanno ricercate e poi perseguite. Mi pongo e giro a tutti quanti voi una domanda che dal 10 novembre mi sta togliendo il sonno. Come è possibile che questi facinorosi siano arrivati a contatto stretto con la squadra, in presenza di forza pubblica, a meno di due ore dalla partita di Salerno?”.

Chiarito anche il mistero della maglietta “Rispetto per Nocera”: “È stata una mia iniziativa. A mio avviso era il modo più giusto per stare vicino alla gente di Nocera penalizzata da un divieto che non aveva ragion d’essere”.

Ma sull’ipotesi di illecito sportivo il DG rispedisce al mittente le accuse: “Non sono d’accordo,  a mio avviso non ci sono assolutamente gli estremi, le vittime siamo noi della Asg Nocerina, penalizzati fortemente da quanto accaduto. Questa società è costituita da persone serie ed oneste, che hanno fatto sforzi enormi per garantire continuità professionistica al calcio nocerino”.

redazione ForzaNocerina.it