L’EDITORIALE. NOCERINA, cronaca di una partita mai vista

L'EDITORIALE. NOCERINA, cronaca di una partita mai vista

In un mondo che

prigioniero è

respiriamo liberi

io e te

(L.Battisti)

Questo articolo, causa un’improvvisata, bizzarra forma di protesta, va in “onda” munito di un pensierino del mattino e di uno della sera. Così. Due brevi frasi buttate lì, ad esemplificazione del prolungato momento catartico, che coinvolge un po’ tutti. Cronisti che si attengono ai fatti (rari a trovarsi) inclusi.

Senza onore non c’è gloria, recita un vecchio detto. Ci mancava solo l’ennesimo mimodramma in ordine di tempo, quello messo in atto dal CASMS (Comitato di analisi sulle manifestazioni sportive), a stizzire ancor più un ambiente già di per sé saturo, dopo titoli e paroloni (molti dei quali esorbitantemente fuori luogo, a dire il vero) di queste 2 settimane. Proviamo a ricapitolare.

RINVII – Posticipata al 18 dicembre Nocerina – Lecce, “emigrata e serrata” a Pontedera (personalmente avrei propeso almeno per l’Austria) Paganese – Nocerina. Due pesi, due misure ad esacerbare gli animi dei sostenitori delle due Nocera: se la gara coi pugliesi è stata considerata a rischio (me lo devono spiegare sto rischio, poi, dato che nel Salento mi pare di ricordare non ci siano tanti tesserati), perché non attuare restrizioni all’indirizzo dei tifosi ospiti, così come magistralmente pensato in occasione dell’ultimo match rossonero? Troppo semplicistico, e probabilmente troppo equo.

CASUALITA’ – Forse che, ora come ora, a Nocera si deve “scontare” l’abuso di aver “cacciato la testa fuori dal sacco”, di essere stata una voce fuori dal coro (peraltro sostenuto da tantissime tifoserie italiche)? Quanto, poi, alle recenti sanzioni per fatti agostani, trattasi di tempismo perfetto. Casualità?

ANATEMI – Vien da sé che i criminali sono, quindi, gli inesperti e “superminacciati” calciatori molossi, peggio ancora i tifosi, per non parlare delle città, gli abitanti poco avvezzi alla sportività e alla remissione, i cani randagi, finanche il ciuccio del parco comunale (ammesso che ancora esista), i 2 molossi (quelli veri) listati a festa, non certo chi ha malmenato 5 sedicenni con tuta rossonera al grido di “…”. Ma lasciamo perdere. Nocera da rifuggire, insomma. Anatema!

LEGGI E DIRITTI – Una protesta civile, per opinabile che sia stata nella sostanza, si è trasformata in un boomerang che, si spera, avrà conseguenze “solo” semiserie. Pacifico è, comunque, che se io Tifoso ho la tessera, e tu Istituzione sai chi sono, io voglio vedere la mia squadra in trasferta, ho il sacrosanto diritto di farlo. Non certamente a far data dal 10 novembre, il “sistema-calcio” è andato in tilt per la pluriennesima volta. E purtroppo, nell’affermare ciò non scopriamo certamente l’acqua calda.

COMPARSATE – Cosa importante, si diceva sino a 48 ore fa, sarebbe invitare i dirigenti (magari anche i calciatori, davanti a taccuini e telecamere), sinora latitanti, a dire la loro ufficialmente: Sì, è successo questo, oppure No, non è vero niente. Solo così si chiarisce, ci si riabilita (o meno), si potrebbero intentare rivalse e class action (queste ultime sempre possibili, grazie anche alla neonata associazione “Nocerini”) contro chiunque abbia diffamato il buon nome di una comunità intera, generalizzando ed enfatizzando accaduti, vergognosamente a prescindere dai fatti da assodare. Solo allora. Sfortuna volle, però, che da cotanto dirigente sia venuta fuori cotanta dichiarazione che, studiata o meno, pompata o meno, reale o meno, ha senz’altro già varcato i confini del Tibet (le notizie, o presunte tali, specie se negative, corrono veloci da queste parti), e allora che ne parliamo a fare? O meglio, di che parliamo? Delle magliette opera di Pavarese? Controsenso. Forse anche un paio.

Fatto sta che i muri hanno orecchie, e parlano anche. Dicono che viene difficile assai dar credito assiomatico alle verità sinora ascoltate in diversi frangenti, non ultime quelle di domenica scorsa.

In un paese dove la legge viene sistematicamente aggirata, si tende a miscelare con esasperato pressapochismo intimidazioni verbali, acuite dai giovani calciatori, alla prima esperienza nel calcio professionistico, e minacce di morte. Paradosso.

L’idea del comune cittadino, dunque, è che (usiamo sempre il probabilmente: non ci arroghiamo il diritto di essere forieri di verità assoluta, sebbene qualcosa magari in 15 giorni si è capito, ragionando…) sia venuta fuori la verità che probabilmente “doveva” uscire. Stop.

ABC – Aldilà dei titoloni spregiativi a nove colonne, propagandati, sin da subito, da gran parte dei media nazionali senza che alle indagini, tuttora in atto, sia stata posta la parola fine, la domanda nasce spontanea: intimidazioni o meno, può una tifoseria, munita di tessera del tifoso, essere privata del sacrosanto diritto di assistere a un derby in trasferta, peraltro assai sentito, che mancava da 25 anni?

Andrebbe altresì ricordato che le cose prima si appurano, poi si parla: questo nel giornalismo vale come dogma. Anche al sottoscritto hanno insegnato da subito, 22 primavere orsono, a verificare notizie, fonti e attendibilità delle stesse. E tutto questo accadeva non a Milano, patria dei giornalisti “alto livello”, ma a Nocera!

SCIOPERI – Per tutta risposta, stanca di dare senza ricevere, la curva sud ha intanto deciso di disertare lo stadio finchè resterà in carica questa società. Braccati su tutti i fronti, genericamente etichettati come delinquenti asociali e pericolosi, anche qui i pensieri vanno scissi: giornalisticamente si prende atto della decisione (al tirar delle somme, comprensibile); l’uomo munito di senno resta in una sorta di limbo del pensiero, a metà tra l’allibito e l’incredulo; al cittadino nocerino, infine, viene da ridere amaramente, perchè era lecito attendersi un po’ di rispetto, supporto e considerazione dalla propria stessa “gente”.

DERBY ESOTICO – In tutto codesto “bailamme”, parrebbe che almeno il derby di domenica prossima lo facciano giocare. Avrei sperato in un ballottaggio sino alla fine tra Bangladesh e Russia Siberiana, che a livello “politico” si stavano contendendo l’assegnazione dell’ambito match nell’arco del quale, più che mai quest’anno, non sarebbe volato null’altro che non fosse uno sfottò, a Pagani, Nocera o Pontedera (sede designata). Ma chissà, probabilmente (ora e sempre) l’assistere a un derby pacifico in campo e sugli spalti da queste parti avrebbe fatto storcere il naso a più d’uno ai piani alti. Di certo, la puzza di civiltà sarebbe arrivata all’attico. E allora, la prossima volta, Ve ne prego, che Asia sia.

Se non fosse per i Nocerini….Giuda non si sarebbe venduto per 30 denari

(liberamente tratto dalla brillante pagina Facebook “Se non fosse per i nocerini”).

 Roberto Alpino, ForzaNocerina.it