PIANETA TIFO. GINO D’ANGELO, la Nocerina al “Centro” del mondo

PIANETA TIFO. GINO D'ANGELO, la Nocerina al "Centro" del mondo

Spulciando il dizionario, alla voce rispetto, forse anche il miglior autore di turno, sarebbe chiamato ad apportare delle significative modifiche!!! Quanto sta accadendo, tutte le falsità che stiamo subendo in questi giorni vanno oltre la realtà, il rispetto:  “Sentimento e comportamento informati alla consapevolezza dei diritti e dei meriti altrui, dell’importanza e del valore morale, culturale di qualcuno”.

A tenerci compagnia per il solito caffè del sabato sera, a parlarci di Nocerina e nocerinità, che poi sono la stessa cosa, o meglio vivono l’una in funzione dell’altra, è un signore dai capelli bianchi, che della Nocerina ha fatto uno dei suoi fulcri intorno a cui costruire e far ruotare la sua vita: Gino D’angelo.

LA NOCERINITA’ MORTIFICATA DAI FATTI DI SALERNO. L’ex presidente del Centro Coordinamento Nocerina Cubs è carico: “Nocera e i nocerini meritano rispetto! Quello che stiamo subendo, va contro quelli che sono i principi di una società civile, va contro a tutto ciò che scritto all’interno della costituzione. Sarò preciso, si stanno buttando dentro un cestino gli articoli 3 e 21 della costituzione, in cui vi è libertà di pensiero e uguaglianza tra tutti i cittadini. Non è possibile che un per un derby, come quello con la salernitana, la quale possiede uno degli stadi più sicuri dell’intero panorama calcistico nazionale con 18 ingressi e con riconoscimenti da parte della UEFA, non ci hanno permesso di assistere regolarmente, in quanto possessori della tessera del tifoso, alla partita. Mi sento vicino ai ragazzi del tifo organizzato e di tutta la tifoseria, in quanto sono stati vittima di veri e propri atteggiamenti discriminatori. Siamo stati paragonati e trattati come le peggiori delle tribù, dimenticando forse che Nocera è stata una culla di cultura, la nostra storia e tradizione non è seconda a nessuna… la Nocerinità è un sentimento che ci contraddistingue, ho imparato a sentirmene parte e farlo mio da piccolo, stando a contatto con persone che amavano la propria città in tutte le sue espressioni, calcistiche, culturali ecc. ed ho sempre ammirato la loro dignità e il loro orgoglio nel sentirsi nocerini”.

LO SCUDETTO DILETTTANTI E I PRIMI RICORDI. Quello di Gino più che un primo approccio alla nostra chiacchierata, è uno sfogo iniziale, una premessa, poi Inizia ad aprire il cuore e la mente, gli occhi un po’ lucidi, i ricordi sono davvero tanti, ogni parola è al posto giusto quasi a far rivivere quegli episodi, quelle partite, quei momenti in cui la Nocerina era al centro di tutto: “uno dei miei primi ricordi risale alla partita  contro la squadra di Porto Sant’Elpidio a Roma, allo stadio delle “Tre Fontane” con 4000 spettatori  provenienti da Nocera. La Nocerina in vantaggio di due goal si fece raggiungere dai marchigiani, nei tempi supplementari un gol di Tortora decise la sfida. Era la stagione 61/62, diventammo campioni d’Italia Dilettanti. Anche i derby all’ora erano diversi – continua D’Angelo – nel 1971, per esempio, a Pagani, al vecchio stadio “Del Forno”, la Nocerina festeggiò la promozione in C1 e tifosi azzurrostellati applaudirono il successo dei rossoneri. Prima non c’era tutto quest’ odio, e sinceramente, non riesco a capire da dove venga fuori, infatti mi sto facendo promotore affinché il prossimo derby possa giocarsi a porte aperte, perché i tifosi dell’agro possono essere maestri di sportività”.

LE DUE CITTA’ UNITE SOTTO UN UNICO VESSILLO. Ma che cos’è veramente la Nocerina per Gino D’Angelo? “È tutto – risponde senza pensarci su nemmeno un secondo –  alla Nocerina lego la maggior parte delle mie amicizie. La Nocerina è l aspetto più semplice della nostra cultura e della nostra cittadina, capace di eliminare ogni tipo di barriera sociale, in cui 2 persone, di ceto culturale diverso, vengono a contatto e quasi improvvisamente le differenze sociali vengono spazzate via. Quando si va allo stadio, siamo tutti un’unica grande famiglia. In pochi lo sanno che quest’unione è sancita anche da un documento ufficiale stilato nel 1972, un protocollo d’intesa, sottoscritto dai due sindaci dell’epoca Siciliano e De Sanctis, in cui si attesta l’unione dei tifosi, sotto un unico vessilo, di Nocera Superiore e Inferiore. Su queste basi sarebbe possibile discutere anche di quell’unione territoriale e politica  tra i due comuni di cui spesso si è discusso”.

IL CENTRO DI COORDINAMENTO NOCERINA CLUBS. Gino rientra di diritto, tra i tifosi, che nel corso del tempo, attraverso la sua operosità e la sua voglia di fare, hanno legato il proprio nome a quello della Nocerina: “Uno dei momenti più belli dei tanti che mi legano alla Nocerina è sicuramente la fondazione nel 1968 del CENTRO COORDINAMENTO NOCERINA CLUBS. Per la prima volta i tifosi nocerini avevano due case, il San Francesco e la sede del centro. Era tutto perfetto, un punto di ritrovo per tutti, si organizzavano coreografie, le trasferte ogni cosa ruotava intorno ai colori rossoneri. È proprio in quegli anni che ho avuto conferma della straordinaria passione della tifoseria rossonera.  Nell esodo di Livorno, 67 pulman provenienti da Nocera e da tutte le sedi distaccate del nostro club fondato dai nocerini che ci raggiunsero, eravamo davvero tanti, ricordo gli amici nocerini di Varese, 151 persone che non fecero mancare il loro supporto in terra toscana. Altro episodio che mi lasciò senza parole fu la  partita casalinga con il Formia, furono venduti 14mila biglietti, una vera marea rossonera composta da famiglie che venivano allo stadio festanti a seguire i propri beniamini, era un altro calcio, vincevano i sani valori dello sport”.

FIORILLO, SIMONETTI, AUTERI e CASIMIRO. Vivendo a stretto contatto con la squadra del cuore inevitabilmente Gino non poteva Non condividere gioie e dolori con i veri protagonisti: dirigenti, calciatori e presidenti. Con  alcuni la passione comune ha consentito di creare un legame di stima e rispetto reciproco che nel tempo si è reso indissolubile in altri oggi rivede se stesso quando rivestiva cariche all’interno della società. “Uno i personaggi a cui sono particolarmente affezionato e che reputo un grande conoscitore di calcio,  è sicuramente il direttore Tonino Simonetti. Persona semplice, che rimase impressionato dall’accoglienza che ricevette la prima volta che mise piede al San Francesco. Allo stadio c’erano quasi poco più di 400 persone al suo arrivo. ‘La Nocerina è molto più di una squadra di calcio’ mi confessò. Ultimamente ha ricordato questo episodio durante una radiocronaca del Savoia, proprio a testimoniare che la passione e il calore che solo certe piazze sanno dare, difficilmente si dimentica. Tra i calciatori, invece, quello a cui sono particolarmente legato è Antonio Fiorillo. Lo ricordo oltre per le sue doti tecniche, anche per la forte personalità. In  quei periodi, vivevo a stretto contatto con i calciatori e non posso dimenticare i discorsi fatti per invogliare i compagni a dare il massimo. Se chiudo gli occhi mi sembra ancora di sentirlo: ‘quando andiamo in campo abbiamo un popolo alle spalle che ci ha dato tutto e abbiamo il dovere morale di sudare la maglia’. Amedeo era un grande uomo, si sentiva nocerino come me, incarnava perfettamente lo spirito del molosso. Così come Gaetano Auteri, il condottiero della storica terza promozione in B, capace di legarsi al territorio, alla città e a noi tifosi, Michele Tamigi, dirigente tutto d’un pezzo ma dalla passione infinita, e il compianto Casimiro, amico e tifoso innamorato della Nocerina. Uno che per i colori rossoneri ha dato tutto. Non parlava mai di violenza, mostrava rispetto verso i vecchi tifosi e li esortava a insegnarlo ai più giovani. Casimiro era davvero un grande riusciva a gestire una curva di 5000 persone, tutta la curva si muoveva al ritmo di Casimiro, davvero un grande capo”.

Sono le undici di sera di un freddo martedì di novembre, il tempo è trascorso velocemente, senza nemmeno accorgercene ammaliati e riscaldati dai discorsi di Gino D’Angelo e della sua infinita passione per la Nocerina che conclude la nostra chiacchierata con un augurio: “spero che la squadra rossonera e la mia città possano superare quanto prima questo brutto momento e che il vessillo rossonero possa tornare a sventolare in tutti gli stadi e non venga più infangato da chi non conosce la storia di questo grande territorio”.

Salvatore Battipaglia, ForzaNocerina.it