PIANETA TIFO. SANDRO NATALE e il mito dei MASTIFFS’ SUPPORTERS

PIANETA TIFO. SANDRO NATALE e il mito dei MASTIFFS' SUPPORTERS

 “Quella del calcio è l’unica forma di amore eterno che esiste al mondo. Chi è tifoso di una squadra lo resterĂ  per tutta la vita. PotrĂ  cambiare moglie, amante e partito politico, ma mai la squadra del cuore …”

Una citazione, quella del grande Luciano De Crescenzo che ben si sposa con il “tifoso protagonista” della settimana, lui è Sandro Natale, classe ’65 “tifoso della Nocerina e soprattutto nocerino” ci tiene subito a chiarire: “la nostra città è una delle poche del comprensorio che può vantare una storia di grande rispetto, una storia attraversata da personaggi importanti da un punto di vista economico e soprattutto culturale, checché se ne dica in questi ultimi giorni, non siamo secondi a nessuno”. Il pensiero è subito chiaro fin dalle prime battute di questa lunga ed interessante chiacchierata, che testimoniano il grande attaccamento al proprio territorio, nonostante le innumerevoli difficoltà.

“Ricordo gli anni della mia infanzia, vissuti tra le strade a contatto con le persone di un tempo dove bastava un stretta di mano al posto di 1000 parole – ricorda Sandro Natale – erano rapporti veri basati su contatti diretti con le persone. Se oggi dopo tanti anni continuo a tifare Nocerina come la prima volta devo ringraziare mio padre che mi ha trasmesso questa passione così come io sto facendo con i miei figli. Scriveva per il “Risorgimento Nocerino” si occupava, di una sezione dedicata alle caricature: “Il mondo gatto”. La nostra casa era piena di disegni e le improvvisate di papĂ  che mi invitava a riconoscere di volta in volta il “baffone” di Porcari e tanti altri personaggi, sono un ricordo ancora vivo. Insieme frequentavamo l’edicola di Giovanni Stazione a via del Corso. Quel posto per me è stato un punto di ritrovo per moltissimo tempo. Ci trovavi persone di ogni ceto sociale, ci pensava la Nocerina, tema principale dei loro discorsi, ad accomunarle sotto un’unica bandiera. Rosso e Nero, due colori che sono parte integrante del nostro tessuto sociale, non solo una semplice passione domenicale, ma è l’amalgama, il vero filo conduttore che unisce i nocerini di ogni età”.

Le parole di Sandro, evidenziano un aspetto del tifo che va oltre l’appuntamento domenicale è qualcosa che è viscerale, e che dovrebbe essere presente nelle fondamenta culturale di qualsiasi nocerino. Sandro è stato ed è sicuramente tutt’oggi un punto di riferimento per tanti tifosi molossi: “Ricordo che gia a 13 anni, nel 1978, andavo a vedere la Nocerina da solo, in trasferta spesso mi portavano gli amici di mio padre quando lui non poteva. Il mio ricordo più bello è quello del “Vestuti”, nel 1977, una curva strapiena di nocerini, tifo incessante sugli spalti e un bandierone rossonero che sventolava continuamente. Quello fu il mio primo approccio alla “nocerinità” da trasferta, un vanto, un onore poter rappresentare la mia città in tutti gli stadi”.

PRIMI APPROCCI CON IL TIFO ORGANIZZATO. “Era il 1978, l’anno della B, quando iniziai ad avvicinarmi al tifo organizzato. Ricordo un primo striscione “Ultras” fatto da alcuni ragazzi. Nella stagione 79/80 nacquero i primi gruppi in curva. Quello a cui appartenevo insieme agli amici di sempre erano i “Boys”, uno striscione nero, scrittura rossa e un teschio nel mezzo. C’erano poi i “Cucs” e i “Giovani 80”. Ogni gruppo aveva la sua balconata di riferimento in cui si sistemava la domenica per incitare la Nocerina. L’interesse dei tre gruppi era quello di riuscire a crescere all’interno della curva un clima di compattezza che solo le grandi famiglie posso vantare e fu così che durante una partita con la Cavese, il 23 Novembre 1980, la domenica del terremoto, ci riunimmo in un’unica balconata. Nacque così un nuovo gruppo, i Mastiff’s Supporters. Lo striscione fece il suo esordio nella trasferta di Civitanova Marche. Stavamo creando una grande famiglia che aveva anche una casa, un punto di ritrovo per tutti, il Centro di Cordinamento, di piazza Cianciulli, gestista da Gino D’angelo, un vero e proprio collante per quella che sarebbe stata una delle curve più grandi del panorama calcistico locale e nazionale”.

RAPPORTI CON LE ALTRE TIFOSERIE. La “Nocerinità”, ovvero la fierezza di appartenere alla nostra città, fu presto un chiaro messaggio che tutte le tifoserie seppero apprezzare.  Il  lavoro che stava facendo Sandro con altri amici iniziò ad avere riconoscimenti in piazze importanti come Roma: “Ricordo con affetto i rapporti che stringemmo con i ragazzi della curva sud della Roma, per me la tifoseria più importate d’Italia, dalla quale imparammo cosa voleva significare tifare all’interno di una curva. Continue erano le nostre visite nella capitale, in curva, a contatto diretto con i ragazzi del Commando Ultras Curva Sud Roma, per onorare un rapporto di stima reciproca, lo stesso che ci legava ai ragazzi di Cosenza. Tifosi splendidi che si impegnavano tanto dentro e fuori dallo stadio. Una menzione la meritano sicuramente anche gli amici di Avellino. A quest’ultima tifoseria mi lega un altro ricordo stupendo. In occasione di una partita tra i biancoverdi e la Juventus fummo invitati a esporre un nostro striscione “Skinhead” a cui qualche giorno dopo il famoso giornale nazionale “Panorama” dedicò un articolo”.

Altri tempi, altro tifo, soprattutto altre persone. Gente tutta d’un pezzo per il quale l’onore e il rispetto venivano prima di tutto. Le parole di Sandro Natale possano allora essere da monito in questo momento delicato della nostra storia cittadina che ancora una volta lega le proprie sorti alle gesta della sua Nocerina. Dopo la tempesta, torna sempre il sereno. E allora è il momento di rimboccarsi ancora una volta le maniche e rimettere insieme i cocci perché “Siamo molossi e uniti possiamo tutto”.

Salvatore Battipaglia, ForzaNocerina.it