SASA’ CAMPILONGO: “che spettacolo i derby di una volta”

SASA' CAMPILONGO: "che spettacolo i derby di una volta"

E’ stato l’ultimo ad aver legato il suo nome al derby tra Salernitana e Nocerina, Salvatore Campilongo. Storia di ben venticinque anni or sono, gara di andata al San Francesco, terminata con il punteggio di una rete a zero a favore dei granata che si imposero proprio grazie al goal dell’attuale tecnico dell’Ischia. Era la stagione ’87-’88, quella che molti tifosi ricorderanno come la più travagliata, cominciata con la maxi-colletta necessaria all’iscrizione dei rossoneri al torneo di C1 e culminata con la retrocessione. A differenza degli anni precedenti, però, l’ultimo posto in classifica non rappresentò per i molossi la ripartenza dal campionato di C2, bensì l’orlo del fallimento. “Un ricordo che è ancora vivo tutt’ora” commenta Campilongo “Fu una bellissima partita sia in campo che sugli spalti. Tirai da quasi trenta metri e il pallone si insaccò alle spalle di Oddi. Al nostro ritorno a Salerno fu festa grande, allora come oggi i derby tra Nocerina e Salernitana erano partite molte sentite”.

L’ultima volta che si giocò a Salerno ci fu una grandissima presenza di pubblico sugli spalti, cosa che, allo stato attuale, non sembra realizzabile, viste le restrizioni imposte da Questura e Prefettura. Il suo parere in merito?

“Sono molto rammaricato da queste decisioni, ed avevo sperato fino all’ultimo che questa partita si potesse giocare a porte aperte e con tutte e due le tifoserie presenti sugli spalti. Qualunque decisione diversa venga presa, a mio modesto avvio, è da considerarsi è un vero e proprio schiaffo in faccia ad entrambe le società, a queste due grandi realtà del calcio campano e nazionale. Credo che sia necessario cambiare leggi e regole assurde, presenti tra l’altro solo qui in Italia e non all’estero, e inadatte al calcio moderno. E’ un’ennesima sconfitta della tessera del tifoso, alla quale io non ho mai creduto, e a pagarne le spese sono sempre e solo i tifosi”.

Cosa crede possa essere cambiato rispetto al passato?

“E’ una normale partita di calcio, questa, e se anche si temesse per eventuali disordini, a mio modo di vedere le tifoserie sono cambiate rispetto a tanti anni fa, sono più mature. Se siamo arrivati al punto che chi deve garantire l’ordine pubblico si lascia fuorviare dalle esternazioni di qualche imbecille sui social network, si rasenta davvero il ridicolo. Il campanilismo va bene fino ad un certo punto, ma è inconcepibile che al giorno d’oggi venga vietata una partita di Lega Pro quando in serie A si giocano derby forse ancora più pericolosi a livello di ordine pubblico di quello tra Salernitana e Nocerina”.

Che partita sarà in campo e sugli spalti, se le istituzioni dovessero dare il via libera alla disputa a porte aperte?

“Mi aspetto che le due tifoserie dimostrino la loro maturità, capendo la delicatezza della situazione, che si sta facendo una cosa importante per il bene del calcio italiano, e vivendo una sana giornata di sport. In campo mi aspetto una Nocerina che giocherà la partita della vita, la Salernitana deve fare attenzione ha tutto da perdere”.

Con il suo Ischia, quest’anno, ha già avuto modo di incrociare i rossoneri in Coppa Italia. Un suo giudizio sulla squadra di Fontana?

“E’ una Nocerina in grandissima difficoltà, ma si sapeva fin dall’inizio che quest’anno ci sarebbe stato da soffrire. Era tutto preventivato, già scritto, una squadra di giovani, partita in ritardo, che, giustamente, sta trovando forti problemi nel confrontarsi con formazioni più esperte. I valori sono molto diversi, e purtroppo, a volte, il solo cuore non può bastare per scalare le montagne”.

E la Salernitana?

“I granata sicuramente avrebbero potuto fare di più: c’è stato il cambio dell’allenatore, ci sono stati tanti problemi di gestione, anche loro dopo una vittoria importante nel derby contro il Benevento, domenica scorsa hanno perso col Grosseto. Sono ancora alla ricerca di un’identità ben precisa”.

Dopo le varie esperienze vissute sulle panchine di Cavese, Empoli e Frosinone, ha avuto anche l’opportunità, seppur breve, di guidare i molossi in Serie B…

“La mia esperienza a Nocera è stata positiva, in un modo o nell’altro, nonostante la fine. Ho avuto la grande dignità di andare via, di non proseguire un rapporto che non aveva senso continuare. Il risultato finale ha decretato la retrocessione, e anche l’anno dopo, pur avendo un organico più forte, non hanno centrato la promozione. I problemi erano a monte, di certo non quelli di un allenatore che aveva giocato due partite contro Brescia e Sassuolo …”

“Va dove ti porta il cuore”, è il titolo di uno dei romanzi più conosciuti di Susanna Tamaro. Dove la porta il suo cuore?

“Sono legato in un certo modo più a Salerno, perchè lì ho vissuto un anno da calciatore, invece, a Nocera, una situazione diametralmente opposta e tra mille difficoltà, ma questa volta mi astengo dal fare pronostici. Mi auguro solamente di assistere ad una bella partita, e soprattutto che le autorità possano ripensarci e far aprire le porte dello stadio ad entrambe le tifoserie perchè senza tifosi che derby sarebbe?”

Gianluca Tortora, ForzaNocerina.it