GIUSTIZIA SPORTIVA: svolta epocale, aboliti l’Alta Corte e il Tnas

GIUSTIZIA SPORTIVA: svolta epocale, aboliti l’Alta Corte e il Tnas

Aboliti l’Alta Corte e il Tnas, nascono il Collegio di Garanzia presieduto dall’ex ministro degli esteri Franco Frattini e la Super Procura affidata al generale di Brigata dei Carabinieri Enrico Cataldi. La riforma della giustizia sportiva è stata varata nel corso del Consiglio Nazionale con tre voti contrari: quello del presidente della Figc Abete, del presidente della Federazione Nuoto Barelli e del presidente della Federbasket Petrucci.

“Ho votato contro per diverse motivazioni – ha spiegato il numero uno della Federcalcio – innanzitutto di metodo, perchè una Giunta deve lavorare affinchè la documentazione non pervenga alle federazioni alle 21 di sera del giorno prima della riunione. Dal momento che il calcio rappresenta il 65% dei procedimenti disciplinari, era necessario un confronto di pari dignità e materiale da studiare con largo anticipo”.
Ma Abete illustra anche perplessità sulla “legittimità”, parlando di “rischio di violazione del principio di autonomia delle singole federazioni”. Il presidente ribadisce la sua posizione peraltro già espressa ieri, al termine della Giunta Coni: “Sono preoccupato sul versante dei rapporti internazionali di tutte le federazioni, perchè noi dobbiamo essere in sintonia sia con Coni, sia con Fifa e Uefa. C’è preoccupazione perché il Collegio di Garanzia rinuncia ad avere un ruolo di merito sul versante delle decisioni e peraltro si determina una sorta di coinvolgimento sull’iter istruttorio prima ancora del deferimento, che espone l’ente di indirizzo e di vigilanza sul versante della fase istruttoria. Ciò non risponde ad una logica di terzietà e rischia di creare confusione”.

“Ringrazio per aver rispettato l’impegno di aver proposto la riforma della giustizia sportiva, questa situazione di limbo non era positiva per il sistema. Sono favorevole – ha spiegato ancora Abete – al Collegio di Garanzia e alla Superprocura. Ma ci infiliamo in una situazione di cogestione fino al momento del deferimento e anche prima di fare un’archiviazione bisogna avvisare il superprocuratore anche sulla dichiarazione di un presidente di una società. Questa non è un’invasione di campo?”. Espressione utilizzata dal numero uno della Federcalcio anche per sottolineare l’intromissione del Coni “in aree la cui titolarità spetta alle libere federazioni”, costringendo la Figc a presentarsi a Fifa e Uefa “con un codice di giustizia sportiva unico, frutto di un ente pubblico che fino a prova contraria è soggetto terzo rispetto al libero associazionismo”.

In un comunicato diffuso al termine del Consiglio Nazionale,  il Coni informa che “il tema della riforma della giustizia sportiva è argomento prioritario in considerazione della situazione che si era venuta a determinare. Il presidente Malagò ha raccontato i retroscena che hanno portato al concepimento del nuovo sistema normativo, a fronte dei molteplici interlocutori ascoltati e delle loro tesi. Sull’argomento è stata sottolineata l’importanza del confronto costante con il Governo, confermato dalle parole di condivisione totale espresse dal ministro Delrio nel corso dell’odierna cerimonia delle onorificenze sportive. Malagò ha ricordato quanto fosse labile la linea di demarcazione tra TNAS e Alta Corte di Giustizia, specificando che l’introduzione dei due organi era stata essenzialmente determinata dalla volontà di evitare ricorsi alla giustizia ordinaria. Malagò ha anche specificato che, per quanto riguarda i codici di giustizia, si cercherà di uniformarli il più possibile, ovviamente con gli opportuni distinguo del caso. Fino al 30 giugno rimarrà il sistema attuale e in questi mesi Giulio Napolitano, con un gruppo di lavoro, scriverà i principi”.

Anche il presidente della Federbasket Petrucci ha motivato il suo voto contrario: “Sono d’accordo sulle persone nominate, sono di prima qualità – sottolinea – e sono d’accordo che serviva un’unificazione delle due aree che c’erano nei due organismi del Coni. Esprimo le mie riserve sul Super Procuratore. Se dicessi che non si deve intervenire sull’autonomia delle federazioni non sarebbe comunque sbagliato, perché è un aspetto privatistico. Ho votato contro perchè ritengo che, pur dando atto che è il frutto di un lavoro certamente serio, i nostri procuratori diventeranno dei sostituti”.

Fonte: FIGC