PINO IODICE: “I deferimenti non ci sorprendono”

PINO IODICE: “I deferimenti non ci sorprendono”

Richieste dure ma secondo le previsioni. Pino Iodice, presidente dell’organo di vigilanza che ha condotto un’inchiesta interna dopo i fatti dell’Arechi, accoglie così i deferimenti decisi dalla Procura Federale sul caso del derby del 10 Novembre: “finora non è stata presentata alcuna linea difensiva, la fase che è seguita alla mancata disputa della partita è stata una fase di audizioni,” spiega l’ex segretario rossonero, “noi come organo di vigilanza avevamo condotto un’indagine interna per appurare profili di responsabilità e non ne erano emersi, né a carico dei calciatori né dei dirigenti; tuttavia era ipotizzabile che la procura potesse rinviare a giudizio taluni tesserati.” Rinvio a giudizio dovuto soprattutto alle dichiarazioni degli ispettori federali e dell’arbitro: “secondo i rapporti stilati dalla procura emergono dei profili di responsabilità,” prosegue Iodice, “c’è un rapporto di due collaboratori della procura federale, presenti all’Arechi, e riconoscibili con il classico badge, che avrebbero udito dirigenti che confabulavano tra loro, programmando quanto accaduto in campo; inoltre l’arbitro ha dichiarato di essere stato avvicinato da Pavarese che si sarebbe informato sul numero minimo di calciatori per poter giocare una partita: tuttavia il dirigente rossonero si sarebbe informato di ciò solamente perché i calciatori avevano paura e non volevano proprio scendere in campo”.

La questione resta sempre la stessa, individuare chi ha organizzato la farsa andata in scena sul terreno di gioco dell’Arechi e per quale motivo l’ha fatto: “dalla nostra inchiesta interna è emerso che nessun calciatore si è sentito obbligato a non andare in campo su pressioni della società,” puntualizza Iodice, “i calciatori sono stati fatti oggetto di invettive da parte della tifoseria alla partenza dall’albergo di San Severino e per questo motivo non se la sentivano di scendere in campo; c’è stato poi un altro obbligo da parte delle forze dell’ordine che hanno imposto di scendere in campo, aspetto che viene prese in considerazione anche negli atti.” L’ex segretario rossonero ipotizza anche il possibile iter del procedimento: “così come sono stati tempestivi nei deferimenti saranno tempestivi anche nello stabilire le prime udienze,” conclude Pino Iodice, “stando alle richieste della Procura si profila una responsabilità diretta, con sanzioni che saranno graduate a discrezione di chi giudicherà; dopo la Commissione Disciplinare toccherà alla Corte di Giustizia Federale e poi al Tnas: si giudicherà secondo il vecchio rito della giustizia sportiva, il nuovo andrà in vigore solo nella stagione 2014/2015.”

Filippo Attianese, ForzaNocerina.it